LIBRO DI BORDO

GRUPPO RAGAZZI IN MONTAGNA

GRUPPO ALPINISTICO GIOVANILE                                     1973

 

Col 1973 il G.R.I.M affronta il suo terzo anno di attività. Come gli anni scorsi, sarà diretta verso mete di carattere sociale, alpinistico e culturale.

La vita di gruppo, già sviluppatasi durante le uscite degli anni precedenti e gli incontri in sede scolastica, sarà intensificata attraverso il campeggio che anche quest’anno si vorrà allestire in luogo idoneo, lontano dai troppo frequenti contatti con estranei, tuttavia in Valsesia, sì che, all’occorrenza, sia possibile riferirci alle famiglie senza difficoltà. Una vita, dunque, che scorra sulla guida dell’autonomia e di un responsabile impegno personale, accettata nella sua impostazione schematica ma chiara e rispondente ai sani principi pedagogici, sciolta da ogni vincolo oppressivo e condizionante.

Le mete alpinistiche saranno molteplici: si perseguiranno sia attraverso ascensioni, graduali e rapportate all’età dei ragazzi, sia attraverso uno studio della montagna come fattore educativo e come mezzo per affinare la sensibilità e per scoprire interessi. L’ecologia, le acque correnti, la morfologia alpestre, la flora e la fauna locale, la storia della valle, la sua trasformazione economica, l’emigrazione dell’uomo dell’alpe saranno i temi più frequentemente trattati sia durante gli “incontri di vetta” (esposizione di un fenomeno, tenuta da un esperto) sia sulla conversazione più famigliare. Così, lontano dalla sede scolastica, il ragazzo del G.R.I.M. verrà posto di fronte a problemi e temi che la vita all’aperto propone, e la Commissione preposta alla guida degli escursionisti sarà sempre a disposizione per favorire ed indirizzare alla ricerca, a controllare e correggere il metodo, ad integrare le soluzioni.

La vita sull’alpe vorrà dunque essere uno stimolo a ricercare una forma più efficiente dei rapporti fra i ragazzi; un momento di lettura di belle pagine  del creato; una prova più autentica all’apporto personale per frenare o scongiurare la distruzione di una vita già in declino; una presa di coscienza dei problemi che l’uomo dei monti è costretto a risolvere con la sua sistemazione nei più vasti agglomerati cittadini; l’esame di una proposta,  a carattere escursionistico prima ed alpinistico poi, che si esaurisca nella meditazione più profonda e nel dialogo più schietto.

Il G.A.G., che per quest’anno si unirà ancora all’organizzazione del G.R.I.M. per consolidarsi prima di aprirsi ad un’attività totalmente autonoma, elevando a livelli superiori gli stessi temi dei ragazzi, pur ad essi associandosi nelle escursioni quando lo voglia, sceglierà mete alpinistiche di rilievo proporzionale sotto la guida di membri della commissione di volta in volta liberi da altri impegni.

Gli insegnanti delle scuole Medie di Varallo e di Grignasco e di Soci del C.A.I – Sezione di Varallo e Sottosezione di Grignasco, assumono anche quest’anno un impegno che richiederà sacrificio e dedizione, l’uno e l’altra, tuttavia, spinti dalla fede che loro stessi ha portato sull’alpe, aderenti allo spirito che oggi anima i rapporti tra docenti e discenti, lieti se, attraverso la loro opera assidua, il Sodalizio valsesiano manterrà il suo vigore con la presenza di nuove future leve.

 

                                                                                                  LA COMMISSIONE 

                                                            Varallo Sesia 7/4/73

 

Scuola media – Varallo                                             C.A.I – Sezione di Varallo

 

 AUTOTEXTLIST Caro amico,

                    anche quest’anno si svolgerà l’attività del G.R.I.M. (Gruppo Ragazzi In Montagna) e del G.A.G (Gruppo Alpinistico Giovanile) che nei due anni scorsi si sono imposti, anche fuori dai confini della nostra valle, all’attenzione di quanti credono nell’efficacia di una preparazione fisica e morale all’aria aperta tra i monti.

Tutti i ragazzi e le ragazze che frequentano la Scuola Media possono entrare a far parte del G.R.I.M., come quelli della Scuole Superiori, ed anche chi non frequenta più la scuola ma ha raggiunto i 14 anni di età, può entrare a far parte del G.A.G

I due gruppi si propongono di compiere escursioni sui monti, guidati da insegnanti delle scuole e da Soci del C.A.I, i quali si impegnano a scegliere itinerari adatti ai ragazzi e ad assisterli con scrupolosa attenzione. D’altra parte esigono che, per la soluzione di vari problemi pratici, gli aderenti ai Gruppi dimostrino costanza nell’attività e disciplina durante le uscite.

Il G.R.I.M. quest’anno effettuerà le seguenti escursioni:

13     Maggio:                        Alpe Seccio di Boccioleto

3        Giugno:                        Traversata Mera – Meggiana

29      Giugno:                        Colle del Piccolo Altare di Rima

15       Luglio:                        Laghi Tailli di Alagna

9    Settembre:                       Lago di Baranca di Fobello

7        Ottobre:                       Alpe Grega di Rima S.Giuseppe

Chi avrà partecipato alle uscite potrà essere ammesso al Campeggio che si terrà dal 2 all’11 Agosto all’Alpe Pile di Alagna presso il nuovo accantonamento che per quella data il C.A.I metterà a disposizione degli alpinisti.

Per essere iscritti ai Gruppi occorrerà presentare alla Segreteria della Scuola Media o ad uno dei Professori incaricati C. Beccaria o G. Gallino il tagliando qui sotto riportato, debitamente compilato.

 

Tanti auguri a voi e arrivederci.

LA COMMISSIONE

Dalla bacheca della Scuola media “Tanzio da Varallo” – Varallo.

                                                 Il giorno 15 aprile si chiuderanno

Le iscrizioni al G.R.I.M., tuttavia saranno accolti nel Gruppo anche coloro che per giustificati motivi si vorranno associare in seguito.

LA COMMISSIONE

ELENCO DEGLI ISCRITITI AL G.R.I.M. NELL’ANNO 1973 –

 

1 ALBERTI IVANO

49 GALALROTTI PIERO

COMMISSIONE G.R.I.M.

2 AMBROSINO MARIO

50 GIACOBINI GERMANO

1 BECCARIA CARLO

3 AMORFINI PATRIZIA

51 GIANO ROBERTO

2 GALLINO GIOVANNI

4 ANSELMETTI LUISA

52 GILARDI PATRIZIA

3 BARBANO EMILIO

5 ANTONIETTI GIUL.

53 GROS J. G. FRANCO

4 BONOLA G. FRANCO

6 ANTONINI P. ENNIO

54 MAGNI LIVIO

5 BONOMI M.TERESA

7 AROSIO P. ANGELO

55 MASSERONI MARINA

6 FOSCALINA RENATO

8 BADARELLI SANDRO

56 MINA RAFFAELLA

7 SPALLAZZO MARIO

9 BARAVELLI UCCIO

57 MOLTENI GIUSEPPE

8 TOSI ROMANO

10 BASSOLI ROBERTO

58 MORETTI LORENA

 

11 BATTU’ MARCO

59 MOSCOTTO CRISTIANO

 

12 BELTRAMI PAOLA

60 NEGRA VALERIA

 

13 BERTAGNOLIO MASS.

61 PEROTTA FRANCA

 

14 BERTINETTI CINZIA

62 PIANA IVAN

 

15 BIANCHI PIERO

63 PIMAZZONI DONATO

 

16 BOATTO ANTONIO

64 PIZZERA IRENIO

 

17 BONDETTI AGOSTINO

65 PRINI VALERIO

 

18 BONOLA G. MARIO

66 QUAZZOLA ANGELO

 

19 BONSI BRUNO

67 REGE ALDO

 

20 BRACCHINI MARILISA

68 RIDO DANIELA

 

21 BRUNO ISPERIA

69 RIOLO RENATO

 

22 BURLA ANNA

70 ROSSI LUCIANO

 

23 BURLAZZI GABR.

71 ROSSI ROMANO

 

24 BURLAZZI LAURA

72 SILVESTRI GIULIANA

 

25 CABIATI G. CARLO

73 SPALLAZZO GIOVANNI

 

26 CALTA G. FRANCO

74 SPALLAZZO ROBERTO

 

27 CALZONI RINO

75 VARZI G. MARIO

 

28 CAMOSSO ATTILIA

76 VICARIO G. CARLO

 

29 CAMOSSO FRANCO

77 VIETTI LORENZO

 

30 CANTONI ALBERTO

78 ZANOLETTI CLAUDIO

 

31 CANTONI P.LUIGI

 

 

32 CARMELLINO MARCO

79 PIOMBO P.LUIGI

 

33 CASTORE MANUELA

80 CAPELLI TIZIANA

 

34 CATTARELLI DONAT.

81 FERRARIS SERGIO

 

35 CENERE ALFONSO

82 AVONDO PIETRO

 

36 CERINI G. PAOLO

83 ZANETTA LUCIANO

 

37 CHIARA GIACOMINO

84 TOPINI VIRGILIO

 

38 DE ALBERTIS DAN.

85 BELLERATE ROBERTO

 

39 DE GAUDENZI STEF.

86 POLI RICCARDO

 

40 DE MATTEI AURORA

87 CAMOSSO A.MARIA

 

41 ERBA M.GRAZIA

88 GARLANDA ANGELISA

 

42 ERBA PAOLO

89 BRUSTIO LORENA

 

43 FANTINI GIOVANNI

90 GUGLIELMINA GIORGIO

 

44 FARINONI G. MARIO

91 GRIFFA ERMANNO

 

45 FERRARI TIZIANA

92 PRINI ORAZIO

 

46 FERRARIS SILVANO

93 TAVERNA NATALINO

 

47 FONTANA M. CLORI

94 VASSENA ANGELO

 

48 GALLAROTTI FABIO

95 GIACOBINO CLAUDIO

 

Adunanza del G.R.I.M                                                        Varallo Sesia 2/5/73

Mercoledì 2 Maggio, nel salone cinematografico delle Scuole Medie i ragazzi iscritti al G.R.I.M. e quelli iscritti al G.A.G. si sono riuniti per ricevere le ultime istruzioni prima di cominciare le escursioni del 1973, e assistere alla proiezione di diapositive sul Campeggio 1972 tenutosi in Val Gronda.

Prima della proiezione il Prof. G. Gallino ha tenuto un piccolo discorso durante il quale ha tracciato il programma morale del gruppo; ha poi consigliato un equipaggiamento adatto alla montagna: scarponi, giacca a vento, pantaloni lunghi, calzettoni ed un bello zaino dove ci possano stare le provviste. Sul comportamento da tenere in tutte le escursioni il Prof. Gallino ha fissato alcuni punti inderogabili.

Ha poi consegnato:

Tesserino G.R.I.M.

1)        Fascicolo del C.A.I. “Anche tu puoi essere Socio del Club Alpino Italiano”.

2)        Programma morale del G.R.I.M. (che viene riportato nelle pagine seguenti).

3)        Itinerario dell’Alpe Seccio (idem).

4)        Introduzione all’Incontro di Vetta all’alpe Seccio (idem).

5)        Programma della serata per la proiezione di diapositive e di filmati sull’attività del G.R.I.M. 1972.

 

Quindi è iniziata la proiezione delle diapositive scattate dal Prof. G. Gallino, accompagnate da un testo di Roberto Cairo che si è meritato l’applauso di tutti noi.

                                                                               Massimo Bertagnolio.

 

Scuola Media – Varallo                                                   Varallo 2/5/73

                                                                                         C.A.I. – Sezione di Varallo

Caro amico,

                    iscrivendoti al G.R.I.M. hai scelto una forma di istruzione e di svago che certamente ti torneranno utili in futuro: in te si svilupperà il desiderio di conoscere da vicino fenomeni naturali che il libro ti espone spesso in forma sintetica; irrobustirai il tuo corpo preparando alle fatiche  che la vita di tutti riserva; godrai della vista di paesaggi incantevoli che noi accosteremo durante le escursioni, e fruirai dell’amicizia dei compagni del G.R.I.M.

LA PARTECIPAZIONE alle uscite esprimerà quanto tu creda negli effetti benefici di una vita all’aperto. Cerca quindi, anche a costo di qualche sacrificio, di essere sempre presente. Solo con la costanza potrai acquisire una visione chiara di questa nostra meravigliosa Valle, sulle cui bellezze  non potranno dir tutto né una dotta descrizione né un discorso preparato con cura.

Accanto a te cammineranno gli altri componenti del Gruppo, pronti a porgerti la mano e ad accettare quegli aiuti che la necessità potrà richiedere. Gli stessi responsabili del G.R.I.M.. professori o altri Soci del C.A.I., si impegneranno a darti indicazioni utili per agevolarti lo svolgimento dell’attività, ad indicarti elementi di particolare interesse ed a tenere una relazione che chiameremo “ INCONTRO DI VETTA”: durante ogni uscita verrà sviluppato da persona competente un tema relativo alla meta che il nostro Gruppo si propone di raggiungere: L’Arte in Valsesia;

L’Ecologia; La Flora; La Geologia; I Fenomeni atmosferici ecc. Il ragazzo del G.R.I.M sa già, infatti, che non deve strappare i fiori né deturpare l’ambiente naturale catturando animali né lasciare tracce del suo passaggio disseminando rifiuti. Quanto più è saggio, tanto più sarà prudente, e si atterrà a quanto gli accompagnatori suggeriranno di volta in volta.

L’ATTREZZATURA non vorrà essere motivo di sfoggio ma piuttosto una ponderata scelta di mezzi atti a rendere più agevole e tranquilla l’escursione. Occorrerà presentarsi alla partenza con scarponi, pantaloni lunghi, giaccavento e zaino con provviste. E poiché le nostre uscite si effettueranno sempre di domenica, ti sarà garantito il servizio religioso con la S. Messa in luogo idoneo.

La spesa di trasporto fino alla base dell’ascensione sarà contenuta il più possibile e comunicata tempestivamente al Gruppo.

IL CAMPEGGIO verrà organizzato con la massima cura. Ed ognuno sarà ragguagliato sugli sviluppi che tale attività comporterà. Per ora riteniamo sufficiente far presente che  ad esso potranno partecipare coloro che si saranno dimostrati più attivi e più disciplinati; coloro, cioè, che avranno partecipato alle escursioni e che offriranno garanzia di serietà e di buona disposizione alla vita in comune.

Auguriamoci una buona stagione di attività all’aria libera!

                                                                p. LACOMMISSIONE

                                                                          G, Gallino

 

Scuola Media – Varallo                                                  C.A.I. – Sezione di Varallo

Caro amico,

                    Domenica, 13 Maggio, si effettuerà la nostra prima uscita al Seccio. L’altro ciclostilato ti dirà perché abbiamo scelto questa meta. Partiremo alle 7,30 dal Piazzale della Scuola Media e ci troveremo tutti verso le 8 a Boccioleto, donde inizierà la marcia per la Val Cavaione è una delle tre meraviglie della Valsesia, con le montagne d’Egua e le fontane del Lampone. Procederemo far le ridenti frazioni di Boccioleto prima di inoltrarci in una delle più vaste faggete della Valsesia, e mentre l’occhio spazierà  sui bellissimi alpeggi che guidano al Pizzo Tracciora, potremo ammirare la chiesa della Madonna del Sasso, fatta costruire dal padre del Can. Nicolao Sottile. Al Seccio avverrà l’Incontro di Vetta durante il quale sarà possibile visitare quanto di veramente interessante l’alpeggio conserva della storia valsesiana.

Nella bella chiesetta verrà celebrata la S. Messa. Il ritorno, se sarà possibile, si effettuerà sulla sponda sinistra del Cavaione e ci consentirà di visitare la chiesa delle Giavinelle con le sue splendide pitture, (tema della giornata è infatti l’Arte in Valsesia). E’ nostro impegno provvedere per tutti il mezzo di trasporto, tuttavia, trattandosi di un viaggio breve, vi saremo sommamente grati se per mezzo di parenti o di amici poteste provvedere al viaggio per e da Boccioleto. Il ritorno è previsto per le 18 a Boccioleto.

Rispondi assolutamente entro martedì 8 maggio presentando compilato il tagliando qui sotto riportato.

Arrivederci.

LA COMMISSIONE

INTRODUZ. ALLA VISITA DELLA CHIESA DI S. LORENZO ALL’A. SECCIO

All’Alpe Seccio, a due ore di strada da Boccioleto, lungo la  Valle del Cavaione, esisteva un tempo un paese abitato tutto l’anno e composto da un numero di abitazioni assai più imponente di quante ne esistano tuttora. Ci sono vestigia di vecchie case sull’Alpe e, appena più sotto, verso il Cavaione, esistono delle costruzioni fatte di tronchi di abete incastrati che sono fra le più antiche abitazioni della Valsesia. Se tace la storia riguardo all’insediamento dell’Alpe Seccio, ne parla però la chiesa dedicata a S. Lorenzo che denuncia non solo la vetustà ma anche l’importanza del paese.

A proposito della chiesa abbiamo solo un dato sicuro: la consacrazione avvenuta il 24 Aprile 1446. Un’altra data è graffita all’interno: 1544 die 20 Jan.ril.

La chiesa per la bellezza dei suoi affreschi, per il loro stato di conservazione, per la testimonianza di una delle più arcaiche forme di pittura, per la sua dislocazione in posizione così disagiata, rappresenta uno dei più singolari e più interessanti monumenti d’arte della nostra valle.

Di notevole interesse, sul muro esterno a fianco della porticina laterale, la rappresentazione della “Ruota della Fortuna”, forse l’unica, cero la più antica testimonianza di pittura profana in Valsesia. Accanto è dipinto, come in quasi tutte le chiese valsesiane, un rozzo S. Cristoforo. Nei pressi era l’antico cimitero, luogo ancora chiamato “Campo dei Morti”, e di lato alla chiesa, la casa di abitazione del Parroco.

L’interno è splendido per la bellezza, la luminosità e la policromia dei suoi affreschi che decorano le pareti dell’abside e il Catino della piccola navata. La parte destra conserva purtroppo solo una reliquia dell’Ultima Cena, essendo stati sacrificati due terzi dell’affresco per far posto alla cappella adiacente nel 1700.

Nell’abside è raffigurata, maestosa pur nella primitiva rozzezza, la figura di un Cristo Pantocrator, dall’aspetto spaurito, in atteggiamento distaccato e solenne; più in basso alcune scene del martirio di San Lorenzo, ingenue e semplicistiche. Sul fronte dell’abside fa spicco l’Annunciazione fresca pur nella sua immobilità, ed il resto della parete è occupato, assieme ad una toccante crocifissione, la figura di santi: San Giovanni Battista, S. Gregorio Papa, S. Paolo, S. Antonio Abate, Madonna col Bambino e S. Anna, Santa Caterina.

Da notare in tutte le figure la ingenuità della composizione a la assoluta mancanza del senso della prospettiva, particolarmente avvertibile nella raffigurazione della tavola dell’Ultima Cena rappresentata di piatto anziché di scorcio. Notevole anche tutto l’apparato sulla tavola: bicchieri, piatti, coltelli, saliere, certi gamberetti, ciliegine sparse qua e là e certi filoncini di pane in Valsesia ancora in uso pochi anni fa.

In tutte le rappresentazioni il disegno è semplice, elementare, schematico, riprendente i moduli dell’arte bizantina. La rappresentazione dei personaggi è resa con ricorrente e rigida frontalità: in tutte c’è un senso di dura freddezza che la nota calda e vibrante del colore non sempre e non del tutto riesce a dissipare; dalle figure scaturisce però un magico potere di suggestione che ci attrae così come attrasse l’antica gente che si accalcava secoli fa nell’antica chiesetta e per la quale le figure rappresentavano una

lunga predica ed un profondo discorso sostituendosi l’immagine alle parole per gente che non conosceva la letteratura.

Non sappiamo a chi attribuire la esecuzione materiale dei dipinti che hanno in altre chiese di Valsesia analoghe manifestazioni, lo stesso timbro, pur non essendo della stessa mano.

Certo il Seccio è uno dei più interessanti monumenti artistici della Valle.

                                                                          Alberto Bossi.

 

 

(La locandina distribuita ai ragazzi sulla serata di proiezioni)

                                                        CLUB ALPINO ITALIANO

                                                        Sezione di Varallo

La sezione organizza per

7 Maggio 1973

Alle ore 21, nel SALONE-AUDITORIUM del

CENTRO GIOVANILE “G. PASTORE”

            Di  Varallo una

SERATA CINEMATOGRAFICA

Con proiezione di film e diapositive, imperniata su tutta l’attività escursionistica delle Scuole durante l’anno 1972

Saranno proiettai:

FILMS A 8 mm. A COLORI DI M. FIORINA –

DIAPOSITIVE A COLORI DI Padre G.GALLINO –

 

Tutti i Soci e simpatizzanti sono invitati a partecipare

                                         

                               INGERSSO LIBERO

 

                                             LA COMMISSIONE

                                             Propaganda Scolastica e Giovanile

PARTECIPANTI ALL’ESCURSIONE ALL’ALPE SECCIO – 13/5/1973

G.R.I.M. Varallo:

48 GROS J. G. FRANCO

7  BECCARIA CARLO

1   ALBERTI IVANO

49 GRIFFA ERMANNO

8  BONOLA G. FARNCO 

2   AMORFINI PATRIZIA

50 GUGLIELMINA GIORGIO

9  BONOLA MARISA

3   ANSELMETTI LUISA

51 MAGNI LIVIO

10 BONOMI M.TERESA

4   ANTONIETTI GIULIANO

52 MASSERONI MARINA

11 BOSSI ALBERTO

5   ANTONINI P. ENRICO

53 MORETTI M. LORENA

12 BOSSI TERESA

6   BADARELLI SANDRO

54 MOSCOTTO CRISTIANO

13 CACCIAMI ANTONIO

7   BARAVELLI FERRUCCIO

55 NEGRA VALERIA

14 CARMELLINO FLOR.

8   BASSOLI ROBERTO

56 PEROTTA FRANCA

15 CARRACINO A. MARIA

9   BATTU’ MARCO

57 PIANA IVAN

16 CERINI ALDO

10 BELLERATE ROBERTO

58 PIZZERA IRENIO

17 CERINI SANTINA

11 BELTRAMI PAOLA

59 PIOMBO P. LUIGI

18 ECESO B. MARCO

12 BERTAGNOLIO MASSIMO

60 PRINI ORAZIO

19 ERBA SERGIO

13 BIANCHI PIERO

61 PRINI VALERIO

20 ERBETTA FRANCO

14 BOATTO ANTONIO

62 QUAZZOLA ANGELO

21 FIORINA MICHELE

15 BONOLA G. MARIO

63 REGE ALDO

22 FISCHER ERMANNO

16 BONSI BRUNO

64 RIGO DANIELA

23 FISCHER MERIS

17 BRACCHINI MARILISA

65 ROSSI LUCIANO

24 FONTANA G. PIERO

18 BRUNO ISPERIA

66 SILVESTRI GIULIANA

25 FOSCALINA RENATO

19 BRUSTIO LORENA

67 SPALLAZZO GIOVANNI

26 FOSCALINA G. CARLA

20 BURLAZZI GABRIELLA

68 SPALLAZZO ROBERTO

27 GALLINO GIOVANNI

21 BURLAZZI LAURA

69 TAVERNA NATALINO

28 GIORDANI ELIO

22 CABIATI G. CARLO

70 VARZI G. MARIO

29 GUGLIELMINA G. A.

23 CALTA G. FRANCO

71 VICARIO G. CARLO

30 GUGLIELMINA LUC.

24 CAMOSSO A. MARIA

72 TOPINI VIRGILIO

31 MAIANDI FLAVIO

25 COMOSSO ATTILIA

73 ZANETTA LUCIANO

32 MICHELETTI PIERA

26 CAMOSSO FRANCO

74 ZANOLETTI CLAUDIO

33 MORELLO VALENTINO

27 CANTONI ALBERTO

G.R.I.M. GRIGNASCO n. 10

34 PAGNOTTA MARIO

28 CANTONI P.LUIGI

G.A.G.

35 REGALDI ENRICO

29 CAPELLI TIZIANA

1   ANSELMETTI MARCO

36 RODONE MARIA

30 CARMELLINO MARCO

2   BRACCHINI G. CARLO

37 ROSSO LORENZO

31 CASTORE MANUELA

3   CAIRO ROBERTO

38 ROSSI PIERA

32 CATTARELLI DON.

4   CERRI RICCARDO

39 SPALLAZZO MARIO

33 CERINI G. PAOLO

5   CERRI STEFANO

40 STOCOVAZ NINO

34 DE ALBERTIS DAN.

6   CURACANOVA SANDRO

41 TAVERNA ERMANNO

35 DE GAUDENZI STEFANO

7   ERBA P. ANGELO

42 TAVERNA NARCISA

36 DE MATTEI AURORA

8   GHIBAUDI GIOVANNI

43 TOSI GEMMA

37 ERBA M. GRAZIA

9   PRETI GIANNA

44 TOSI ROMANO

38 ERBA PAOLO

10 QUAZZOLA ANNA

45 VERCELLI GIUSE

39 FANTINI GIOVANNI

11 REFFO MASSIMO

 

40 FARINNONI G. MARIO

12 TAPELLA MASSIMO

 

41 FERRARI TIZIANA

Accomp. e simpatizzanti G.R.I.M.

TOTALE n. 141

42 FERRARIS SERGIO

1   AGOSTI ALBERTO

 

43 FERRARIS SILVANO

2   ALBERTI MARIO

 

44 FONTANA M. CLORI

3   ALBERTON ORLANDO

 

45 GARLANDA ANGELISA

4   ATZENI A. CHIARA

 

46 GIACOBINI GERMANO

5   BERTOLI LUIGI

 

47 GILARDI PATRIZIA

6   BOATTO FRANCO

 

 

LA NOSTRA PRIMA USCITA  -

 

Domenica 13 Maggio si è effettuata la prima escursione  del G.R.I.M.; meta: l’Alpe Seccio. Alle 7,30 numerose macchine trasportarono i gitanti dal Piazzale della Scuola Media di Varallo a Boccioleto. Da qui ci inoltrammo per la valle del Cavaione costellata di verdi pascoli. Attraverso una ripida mulattiera siamo saliti alle frazioni Ronchi, Ormezzano e Solivo, quindi raggiungemmo la cappella del Selletto dove, approfittando di una breve tappa, incominciammo a dar fondo alle provviste contenute negli zaini. Ripresa la salita, attraversammo gli Alpi Deloco, Sasso e Rivette ed attraverso un’ultima ripida mulattiera raggiungemmo la meta. Dopo esserci riposati, verso le 11,30, Padre Gallino ha celebrato la S. Messa all’aperto, nel parato antistante la vetusta chiesa dedicata a S. Lorenzo. Si dice che sia stata la prima chiesa costruita in Val Sermenza. Non si conosce l’epoca della sua costruzione; si sa solamente che venne consacrata nel 1446. I dipinti che ricoprono le pareti interni sono della seconda metà del ‘300 o del principio del ‘400.

Terminata la Messa, il prof. Bossi tenne l’Incontro di Vetta da tema: L’Arte in Valsesia. La sua chiara esposizione venne seguita con interesse da tutti i presenti: eravamo circa 150 tra ragazzi e adulti. Oltre ai ragazzi del G.R.I.M. ed ai giovani del G.A.G. vi erano 10 ragazzi della Scuola Media di Grignasco con accompagnatori rappresentanti la sottosezione del C.A.I., un gruppetto di Trivero, numerosi genitori e Soci del C.A.I. di Varallo. La comitiva era guidata dai membri del direttivo del G.R.I.M. , dei quali erano presenti: G. Gallino, C. Beccaria, R. Tosi, M. Spallazzo, G. Bonola e M.T. Bonomi. Il ritorno avvenne sulla sponda sinistra del Cavaione: lasciando l’Alpe Tetti dove potemmo ammirare una vecchia casa fatta di tronchi di abete, nell’interno della quale vi era l’acqua che scorreva per mantenere fresche le tome confezionate dall’alpigiano. Scendendo per una comoda strada raggiungemmo la Chiesa dedicata alla Madonna delle Giavinelle col suo bellissimo altare; quindi sbucammo a Rossa. Di qui giungemmo alla frazione Oro di Boccioleto da dove, dopo aver ammirato la Cappella si San Pantaleone con le sue pitture di stile gaudenziano, scendemmo a Boccioleto per ritornare alle nostre case.

  Paolo Erba

Relazione sulla escursione del G.R.I.M. all’Alpe Seccio

 

   Come era stato a suo tempo stabilito e concordato, il giorno 13 Maggio si effettuò l’escursione all’Alpe Seccio in Val Cavaione di Boccioleto.

Una circolare ciclostilata era stata distribuita la settimana precedente ai ragazzi, in cui venivano riportate le comunicazioni ritenute atte a rendere più agevole il viaggio: si invitavano i genitori a mettere a disposizione le loro auto per il trasporto a Boccioleto; si specificava l’attrezzatura, vestiario e vitto fossero indispensabili per il tracciato da percorrere; si raccomandava un contegno corretto. Altro ciclostilato riportava l’introduzione all’Incontro di Vetta.

   I Professori addetti alla guida del Gruppo si impegnavano a provvedere al trasporto di quanti non avessero trovato posto su auto di parenti o amici. I Soci del C.A.I. che operano in collaborazione con gli Insegnanti, offrivano i loro mezzi rivelatisi poi molto utili.

  La mattina della partenza, alle 7,30, il tempo, non splendido, lasciava tuttavia sperare in una giornata discreta, e si partì in 140: oltre cento ragazzi cui si univa il Gruppo Giovanile del C.A.I. e quello di adulti che già in passato si erano proposti di seguirci nelle escursioni. Lo spettacolo che il folto gruppo offriva mentre si dirigeva verso la meta è indescrivibile, né è possibile esprimere quali reazioni abbia provato ciascun accompagnatore nel vedere coronato così abbondantemente il suo lavoro di accostamento dei ragazzi alla montagna.

   Il ragazzo ha colto nelle immagini e negli atteggiamenti dei compagni il senso più profondo di quanto sia bello vivere insieme, faticare insieme, scambiarsi la borraccia e tante idee.

   Alla meta, cui tutti pervennero dopo una camminata di due ore, si ebbe modo di prendere contatto con un mondo che in altri tempi fiorì di operosità intensa. Il vasto alpeggio, un tempo villaggio, la chiesetta dalle splendide pitture, le vecchie case dalle linee caratteristiche furono tanti richiami cui i ragazzi risposero con vivo entusiasmo.

   Dopo la S. Messa celebrata sul sagrato della chiesa (la Chiesetta non poteva contenere tanti fedeli!), il Prof. Bossi tenne l’Incontro di Vetta, una ampia esposizione, cioè, sul momento storico che ha visto sorgere il villaggio; una esauriente illustrazione sulle pitture del sec. XIII che adornano l’interno della Chiesa e, quindi, una introduzione alla visita delle case antiche dell’alpe Tetti. I ragazzi, a gruppi, si recarono poi nella chiesetta accompagnati dagli insegnanti e dai Soci del C.A.I. per una visita completa a quei tesori d’arte.

  Consumato il pranzo in serena armonia ed in compagnia degli alpigiani saliti al Seccio per accogliere il G.R.I.M., si intraprese la via del ritorno seguendo u sentiero che ci avrebbe accostati all’Alpe Tetti. Qui, una visita guidata alle case, qualche raffronto con costruzioni analoghe presenti in altri luoghi della Valsesia (Otro, Dorca, Cervatto, ecc.), qualche fotografia ad elementi architettonici di vasto interesse, e si valica il torrente Cavaione.

   Il ritorno si effettua seguendo la parte opposta a quella della risalita, donde la sponda destra ancora illuminata da un pallido sole appare in tutta la sua estensione coperta da faggi secolari.

   Si scende il piano ansiosi di raggiungere la Chiesa delle Giavinelle e quella di Oro di Boccioleto, ricchi di affreschi di considerevole valore. Ora si punta su Boccioleto dove ci attendono le macchine per riportarci a Varallo. I ragazzi vi giungono felici e sicuri che altre giornate simili si ripeteranno nel prossimo futuro, noi ringraziamo il cielo che nessun incidente è venuto a turbare la nostra escursione.

   E’ stata effettuata la prima uscita della stagione; altre ne seguiranno nelle date già  stabilite, comunicate alle autorità scolastiche e da esse approvate. Se l’attività degli  insegnanti (e ciò non voglia suonare a vanto!), veramente faticosa irta di difficoltà, sarà proseguita con lo slancio di sempre, è pur vero che il numero sempre crescente dei ragazzi partecipanti alle escursioni ci conforta nella nostra dedizione, come ci rassicura che la nostra iniziativa aderisce pienamente allo spirito moderno della scuola.

   Grava però un’ombra su una pagina del Libro di Bordo: i giorni passano e nessuna risposta rassicurante è stata data alla richiesta, che la Scuola ha avanzato, di una sovvenzione per l’acquisto delle tende del campeggio che si vorrà allestire all’Alpe Pile in Agosto. Noi attendiamo ancora fiduciosi; i ragazzi sognano la vita all’aria aperta durante quelle vacanze che non si potranno concedere al mare. Non vorremmo che tanta speranza cadesse nel vuoto stroncando questa attività in cui tanto crediamo.

 

Varallo 16 maggio 1973                                                    G. Gallino

Varallo – 16/5/73

 

    In occasione di una mostra di minerali della nostra zona presentata dalla Commissione Scientifica a Romagnano, per tramite del Sig. Romano Tosi, membro della nostra Commissione, siamo stati invitati a presentare qualche aspetto della nostra attività. Si preparò un quadro di compensato riproducente in forma schematica i risultati ottenuti dal G.R.I.M. con l’elenco dell’attività escursionistica degli anni 1972 e 1973 in corso.

Foto relative ai Ragazzi all’Alpe Seccio ed ai giovani al Cappio; ciclostilati relativi alle escursioni effettuate e al Campeggio in Gronda nel 1972; il tutto armonizzato con l’ambiente in cui i ragazzi operano.

 

Varallo – 17/5/73

 

   All’approssimarsi della traversata Mera – Meggiana prevista per il 3/6/73, mi sono recato a Piode per incontrarmi con qualche proprietario degli alpeggi di Meggiana. Il Sig. Negra mi ha promesso di avvertire del nostro arrivo a Meggiana quanti più proprietari gli sarebbe stato possibile, e di pregarli di tenere a disposizione le baite in caso che il tempo ci suggerisse di ricorrere al riparo in zona.

 

Varallo – 21/5/73

 

Sempre in preparazione dell’uscita – Mera – Meggiana telefono al sig. Silmo di Borgosesia (tel.22246) per ottenere una riduzione del biglietto per la seggiovia Scopello – Mera.

Gentilmente la tariffa festiva di £ 600 viene abbassata a £ 400.

Ringrazio e riporto la quota sull’avviso per i ragazzi, come apparirà sul ciclostilato.

 

                                                                                        G. Gallino

Scuola Media – Varallo                                               C.A.I. –  Sezione di Varallo

 

Caro amico,

                    dopo la riuscitissima escursione al Seccio, eccoci alla seconda uscita.

Il giorno 3 Giugno, alle ore 7,30 si partirà con mezzi propri o di amici per Scopello

(Se qualcuno non riesce a trovare posto su macchina propria o di amici, avverta per tempo; cercheremo di provvedere noi). Si proseguirà quindi in seggiovia per Mera

(£ 400) e di là inizierà la marcia che ci porterà sulla cresta dell’Ometto e via via fino a Meggiana. Gli alpigiani di Meggiana hanno già promesso di trovarsi all’appuntamento e, in caso di pioggia, di accoglierci nelle loro baite. Da Mera a Meggiana avremo sempre in vista il Monte Rosa, il Corno Bianco e le altre nostre vette migliori. Nei prati un tripudio di fiori che potremmo ammirare.

   A Meggiana, S. Messa; dopo la S. Messa terrà l’Incontro di Vetta la Prof.ssa Piera Micheletti che ci intratterrà sulla FLORA VALSESIANA.

Ti vogliamo ricordare:

Durante l’escursione nessun partecipante dovrà allontanarsi dal Gruppo.

1)     Alla data ed ora indicatagli escursionisti di Varallo, di Roccapietra e di Camasco dovranno trovarsi sul Piazzale delle Scuole. Quelli della Val Grande dovranno indicarci dove ci attenderanno, se non saranno riusciti a trovare posto su qualche macchina.

2)     All’Alpe di Meggiana i prati sono coperti di erba molto preziosa per gli alpigiani. Sia tuo impegno evitare di calpestare l’erba, non strappare fiori e depositare rifiuti in luogo che ti indicheremo.

Ti attendiamo!

LA COMMISSIONE.

 

                                                                               Varallo 30 Maggio 1973

RIUNIONE DEL G.R.I.M. A SCUOLA

   Il 30 Maggio, alle ore 14 si è tenuta nella sala cinematografica della Scuola Media una riunione degli iscritti al G.R.I.M.

Il Prof. Gallino, dopo aver raccolto le adesioni per la traversata Mera – Meggiana e cercato un posto per quelli che non avevano un mezzo per recarsi a Scopello, ha dato  il via alla proiezione del film girato da Cairo durante il Campeggio in Val Gronda nell’estate 1972.

   Quindi, dopo le raccomandazioni che, trattandosi di una traversata su pascoli, era necessario porre attenzione a non calpestare l’erba, ognuno è salito nella sua aula per continuare le lezioni.

Scuola Media – Varallo                                          C.A.I. – Sezione di Varallo

Traversata Mera – Meggiana

Escursione del G.R.I.M. del 3 Giugno 1973

 

INTRODUZIONE ALL’INCONTRO DI VETTA sulla FLORA ALPINA

                                                             Relatrice: Prof.ssa Piera Micheletti

LA FLORA ALPINA –

                                       Chi sale le pendici dei monti per godere del fascino del paesaggio alpino, sa che la vegetazione, che ha tanta parte nella bellezza della montagna, non è distribuita uniformemente. Lasciati i fitti boschi di latifoglie (piante a lembo fogliare ampio) che rivestono le basi dei monti, salendo in quota, si attraversano dapprima boschi di conifere (aghifoglie), poi, raggiunge la zona delle piante cespugliose, quindi quella dei pascoli e, infine, quelle delle nevi perenni.

   La vegetazione risulta cioè distribuita in fasce, detti PIANI, distinti in:

PIANO BASE – PIANO MONTANO – PIANO CULMINALE.

   Il passaggio da un piano all’altro è determinato principalmente da ragioni climatiche: l’accentuarsi delle precipitazioni e la diminuzione sensibile della temperatura media annua determinano il passaggio dal PIANO BASALE al PIANO MONTANO; l’ulteriore diminuzione della media termica annua, il prevalere delle precipitazioni sotto forma nevosa, il soffiare impetuoso dei venti determinano il passaggio dal PIANO MONTANO al PIANO CULMIANLE.

   Ogni specie vegetale ha l’organismo adatto a determinate condizioni di clima: richiede cioè determinati valori di temperatura e di umidità dell’aria, di luce, di ventilazione. Ne segue che il clima di un PIANO, mentre favorisce lo sviluppo dei vegetali ad esso adatti, esclude la presenza degli altri e crea così una associazione vegetale dalla composizione e dalla fisionomia ben definita.

   Nell’ambito di ogni piano, la vegetazione viene ancora suddivisa in ORIZZONTI. Questi sono determinati dalla natura e dalla configurazione del suolo. Le specie vegetali, infatti, non sono solamente legate al clima, ma anche alle caratteristiche chimiche e fisiche del terreno, alla sua umidità ed alla sua esposizione ed inclinazione.

I limiti altimetrici che riporteremo nella pagina successiva, vanno considerati in senso indicativo, non in senso assoluto, poiché essi sono in relazione all’esposizione del pendio e dell’eventuale presenza di masse che riparano dai venti.

   Ad esempio, il limite superiore dalla vegetazione forestale coincidente all’incirca alla quota 2300, su di un versante esposto a sud e riparato dai venti, potrà innalzarsi di qualche decina o anche centinaia di metri.

ZONE ALTITUDINALI DELLA VEGETAZIONE ALPINA

 

PIANO BASALE                     ORIZZONTE SUBMONTANO (delle latifoglie                 

                                                  eliofile, cioè quelle che vegetano bene alla luce forte e

                                                  diretta del sole: Quercia, Castagno ecc.)

m. 1100 – Limite superiore die boschi a quercia e castagno.

 

PIANO MONTANO                 ORIZZONTE MONTANO UNFERIORE (delle

                                                   latifoglie sciafile, cioè quelle che vegetano bene alla

                                                   alla luce affievolita del sole, come il faggio).

                                                   ORIZZONTE MONTANO SUPERIORE (delle

                                                   aghifoglie, come l’abete rosso ed il larice).

m. 2300 – Limite superiore della vegetazione forestale.

 

PIANO CULMINALE               ORIZZONTE SUBALPINO (degli arbusti come il

                                                    rododendro, il ginepro ed il mirtillo)

                                                    ORIZZONTE ALPINO (dei pascoli)

                                                    ORIZZONTE ALTO ALPINO (delle zolle pioniere)

 

m. 3200 – Limite inferiore delle nevi perenni.

 

 

                                                    ORIZZONTE NIVALE (delle tallofite)

PARTECIPANTI ALL’ESCURSIONE MERA – MEGGIANA 3/6/1973

G.R.I.M. Varallo

48 MASSERONI MARINA

16 FONTANA P.CARLA

1   AMBROSINO MARIO

49 MOLTENI GIUSEPPE

17 FONATNA ROBERTA

2   AMORFINI PATRIZIA

50 MORETTI M. LORENA

18 GALLINO GIOVANNI

3   ANSELMETTI LUISA

51 MOSCOTTO CRISTIANO

19 GIANOLI GIACOMO

4   ANTONINI P. ENRICO

52 NEGRA VALERIA

20 GIANOLI P. CARLO

5   BADARELLI SANDRO

53 PIANA IVAN

21 GIANOLI LUCIANA

6   BARAVELLI FERRUCCIO

54 PIZZERA IRENIO

22 GUGLIELMINA G. ALDA

7   BASSOLI ROBERTO

55 PIOMBO P. LUIGI

23 GUGLIELMINA LUCIANO

8   BATTU’ MARCO

56 PRINI VALERIO

24 MICHELETTI PIERA

9   BELLERATE ROBERTO

57 QUAZZOLA ANGELO

25 PIZZO AGOSTINO

10 BELTRAMI PAOLA

58 REGE ALDO

26 PIZZO GABRIELE

11 BERTAGNOLIO MASSIMO

59 RIGO DANIELA

27 REGIS FRANCA

12 BIANCHI PIERO

60 ROSSI LUCIANO

28 ROSSI PIERA

13 BOATTO ANTONIO

61 ROSSI ROMANO

29 ROSSI LORENZO

14 BONDETTI AGOSTINO

62 SILVESTRI GIULIANA

30 SPALLAZZO MARIO

15 BONOLA G. MARIO

63 SPALLAZZO GIOVANNI

31 TOSI GEMMA

16 BONSI BRUNO

64 SPALLAZZO ROBERTO

32 TOSI GIUSEPPE

17 BRUNO ISPERIA

65 VARZI G. MARIO

33 TOSI RICCARDO

18 BRUSTIO LORENA

66 VICARIO G. CARLO

34 TOSI ROMANO

19 BURLAZZI GABRIELLA

67 VIETTI LORENZO

35 VERCELLI GIUSE

20 BURLAZZI LAURA

68 AROSIO P. ANGELO

Accomp. di Grignasco n. 5

21 CABIATI G. CARLO

69 CATTANEO NUCCIA

 

22 CALTA G. FRANCO

70 POLI RICCARDO

 

23 CAMOSSO A. MARIA

G.R.I.M. GRIGNASCO n.22

Totale n. 139

24 CAMOSSO ATTILIA

G.A.G.

 

25 CAMOSSO FRANCO

1 CAIRO ROBERTO

 

26 CANTONI ALBERTO

2 CERRI RICCARDO

 

27 CANTONI P. LUIGI

3 CERRI STEFANO

 

28 CARMELLINO MARCO

4 DEBIAGGI MAURO

 

29 CASTORE MANUELA

5 ERBA P. ANGELO

 

30 CATTARELLI DON.

6 GHIBAUDI GIANNI

 

31 CENERE ALFONSO

7 REFFO MASSIMO

 

32 CHIARA GIACOMINO

Accomp. e simpatizzanti G.R.I.M.

 

33 DE ALBERTIS DANIELA

1  AGOSTI ALBERTO

 

34 ERBA M. GRAZIA

2  BECCARIA CARLO 

 

35 ERBA PAOLO

3  BERTOLI LUIGI

 

36 FARINONI G. MARIO

4  BOATTO FARNCO

 

37 FERRARI TIZIANA

5  BONDETTI NINO

 

38 FERRARIS SERGIO

6  BONOLA G. FRANCO

 

39 FERRARIS SILVANO

7  BONOLA MARISA

 

40 FONTANA M. CLORI

8  BONOMI M. TERESA

 

41 GALLAROTTI FABIO

9  BOSSI TERESA

 

42 GALLAROTTI PIERO

10 CAMOSSO VANDA

 

43 GARLANDA ANGELISA

11 CARMELLINO FLOR.

 

44 GILARDI PATRIZIA

12 DURIO CARMEN

 

45 GROS J. G. FRANCO

13 ERBA ANNA

 

46 GUGLIELMINA GIORGIO

14 ERBA SERGIO

 

47 MAGNI LIVIO

15 FONTANA G.PIERO

 

RELAZIONE SULLA ESCURSIONE DEL G.R.I.M. A MERA E MEGGIANA

 

   Il giorno 3 Giugno 1973, seguendo il ritmo di escursioni programmate all’inizio della stagione, il GRUPPO RAGAZZI IN MONTAGNA compiva la sua seconda uscita per percorrere la cresta dividente la Valsesia dal Biellese nel tratto da Mera a Meggiana. Al fine di mettere a punto la preparazione del tragitto, si ricorse al Sig. Silmo di Borgosesia affinché, come incaricato del settore, favorisse la nostra ascensione a Mera in seggiovia riducendo il prezzo del biglietto normale. La tariffa di £ 600 fu abbassata a £ 400. Intanto il percorso a e da Scopello si effettuava con mezzi propri. Giunti a Mera, quando il Gruppo si distese in marcia per raggiungere la cresta, si ebbe la più eloquente immagine dei frutti che la Scuola Media di Varallo ed il C.A.I., Sezione di Varallo, attraverso l’appoggio del Sig. Preside e l’opera così tenace di alcuni professori e Soci del C.A.I., va raccogliendo in questo campo tanto impegnativo quanto efficace.

   La presenza del G.R.I.M. di Varallo, noto ormai fuori dai confini ristretti della nostra città, ha sollecitato altra sede scolastica a favorire la formazione di un Gruppo analogo al nostro: Soci della sottosezione di Grignasco in questo anno a noi si sono uniti accompagnando una decina di ragazzi di quella Scuola Media. Né è questo solo il risultato immediato che a noi pare di poter giudicare di alto rilievo: anche persone adulte di Varallo e di altre parti della Valle seguono con interesse la nostra iniziativa ed una buona parte di essi a noi si associa nelle escursioni.

   Da Mera, dunque, l’escursione prese il suo avvio. Il tempo, piuttosto incerto, lasciava tuttavia sperare in condizioni migliori col passare delle ore. Un bel sole risplendeva infatti quando raggiungemmo, dopo aver impresso alla nostra marcia un’andatura piuttosto tranquilla, i meravigliosi e sognanti alpeggi di Meggiana. Il Sig. Carlo Gilardi di Piode, proprietario di una casa lassù, ci attendeva per darci il benvenuto ed offrirci l’ospitalità della sua baita, rifornita per l’occasione di ogni conforto necessario in simili occasioni.

Ed a proposito della gentilezza ricevuta a Meggiana, ci preme qui rilevare come, prima di ogni nostra escursione, siamo soliti avvisare i proprietari di case che incontriamo sul nostro cammino, perché gli alpigiani salgano con noi, o prima di noi, sugli alpeggi e ci mettano a disposizione le loro case nell’eventualità ci occorra riparo dalla pioggia o, anche, semplicemente perché la nostra presenza lungo i loro poderi sia nota in tutti quelli aspetti che il Gruppo esprime col numero e col fine che vuole perseguire.

   Abbiamo ricevuto, così, una calda accoglienza all’Alpe Seccio il 13 Maggio ed altra simile, appunto, a Meggiana.

   A Meggiana, dopo un breve riposo, fu celebrata la S. Messa e, quindi, si tenne l’Incontro di Vetta. Tema dell’Incontro: “ LA FLORA ALPINA”. Relatrice: la nostra collega Prof.ssa Piera Micheletti, che ha saputo intrattenere l’uditorio, sia i ragazzi che gli adulti simpatizzanti del G.R.I.M., con una esauriente presentazione dei fenomeni relativi ai vegetali.

Dopo il pranzo consumato all’aperto e rallegrato dall’entusiasmo che coglie abitualmente i ragazzi sui monti, la comitiva dei ragazzi di terza Media, guidati da professori e Soci del C.A.I., risaliva le pendici del Bo Valsesiano per ammirare dalla vetta lo splendido spettacolo che si gode sulle valli Sorba e Gronda e sulle nostre belle vette del Rosa e del Corno Bianco. La medesima visione poterono godersi le altre classi salendo con altri accompagnatori al Pizzo di Meggiana dove, sulle rive di un laghetto, hanno atteso il primo gruppo per procedere insieme verso casa.

E’ stata un’altra ottima giornata trascorsa dai ragazzi insieme ed in luogo atto a suggerire il senso più vivo della collaborazione, della socialità e una forma di studio dell’ambiente più adatto all’esperienza. A questa, come è riportato sul nostro calendario presentato in Presidenza, seguiranno le altre escursioni che termineranno da Ottobre. Fra esse, se ci perverranno, ed in tempo utile, i fondi tanto attesi, verrà inserito il campeggio di cui è nota l’attesa da parte del G.R.I.M.

   Tenere in piedi il G.R.I.M. non è cosa semplice né agevole; ci costa veramente tanti sacrifici. Speriamo, tuttavia, che tanta attività porti frutti copiosi tra questi ragazzi per i quali volentieri spendiamo tanta energia .

 

Varallo 15/6/73                                                                 G. Gallino

Scuola Media – Varallo                                                 C.A.I. – Sezione di Varallo

 

 

 AUTOTEXTLIST Caro amico,

                    come ti è già stato notificato attraverso il tesserino del G.R.I.M., venerdì 29 Giugno, festa dei S. S. Pietro e Paolo, si salirà al Colle del Piccolo Altare di Rima.

   La partenza è prevista per le 6,30 dal Piazzale delle Scuole Medie.

   Verso le 7 saremo a Rima donde prenderà avvio l’escursione.

   Visto i risultati ottenuti finora, vogliamo sperare che i gentili genitori ed amici, che hanno messo a disposizione le loro auto, ci vengano in aiuto anche in questa occasione, soprattutto in considerazione del fatto che sarebbe per noi particolarmente difficile provvedere un pullman adatto alle strade della Val Sermenza.

   Tu dovrai cercare di trovarti un posto presso i tuoi o presso amici. Se tuttavia non ti sarà possibile, avvisaci rispondendo col tagliando in tempo utile.

   Ti saremo anche grati se, avendo fatto foto durante le nostre uscite, vorrai offrircene qualche copia perché la possiamo includere nell’album delle nostre ascensioni e che conserveremo come ricordo di queste belle giornate.

   Raccomandiamo ancora la disciplina. Purtroppo abbiamo già dovuto prendere disposizioni verso alcuni che si sono mostrati insensibili ai nostri richiami, e la cosa non ci ha fatto certamente piacere.

   Ti attendiamo, dunque, per venerdì 29 c.m. armato di buona volontà e… di panini imbottiti.

   Ciao

   La Commissione

 

Compila e trasmetti alla Segreteria della Scuola o ai Professori Gallino o Beccaria il tagliando qui sotto riportato.

Escursione del G.R.I.M. al Colle del Piccolo Altare – 29/6/1973

Introduzione all’Incontro di Vetta tenuto dal Prof. M. Spallazzo

 

ISOLE LINGUISTICHE TEDESCHE IN VALSESIA  -

   Si definiscono Isole Geografiche frazioni di terra emerse circondate dall’acqua. Si chiamano isole etnografiche nuclei di popolazioni che, nonostante rapporti di diverso genere (commerciali, politici, sociali) con i vicini, non hanno subito sostanziali modificazioni o cambiamenti nelle loro tradizioni e nel linguaggio.

   Se delle prime è relativamente facile ricercare la nascita del distacco del continente di frazioni di terre emerse, più arduo è stabilire l’origine ed il successivo sviluppo delle seconde.

   L’appassionante problema fu oggetto di minuziose ricerche e profonde indagini da parte di studiosi, ma solo verso la fine del 1700 si ebbero i primi risultati positivi. Così coloro che si interessarono degli stanziamenti di colonie tedesche alle falde meridionali ed orientali del Monte Rosa, dopo varie congetture ed approfonditi esami sui dialetti, usi, costumi, sul modo di costruire le case, convennero che essi provenivano dall’Alto Vallese.

   Di questa opinione fu l’etnologo Albert Schott il quale, col suo studio “Le colonie tedesche in Piemonte (1840)” dissipò gli ultimi dubbi e gettò nuova luce sugli studi del suo predecessore Orazio Benedetto di Saussure, che già si era pronunciato in quel senso.

 

Il comun denominatore dei vari studi sull’argomento è dato:

A)   Dalla rassomiglianza dei dialetti della Valle di Gressoney, Alagna, Rima, Rimella,

Macugnaga con quelli delle popolazioni dell’Alto Vallese. A Rima permane

Tuttora da parte di quegli anziani che in gioventù erano emigrati in Austria ed in Germania per esercitarvi la professione di gessatori e stuccatori, l’uso del parlare il dialetto tedesco.

   Quello di Rimella invece ha risentito dell’infiltrazione della lingua italiana e ciò perché Rimella, vera isola tedesca circondata interamente da popolazioni italiane, non ha potuto mantenere contatti con l’Alto Vallese come invece è avvenuto per Macugnaga e Rima, attraverso il Passo del Moro prima e poi del Sempione dopo l’avventura napoleonica in Italia.

   Alagna invece conservò a lungo il dialetto vallesano per le frequenti comunicazioni con il Vallese e Macugnaga e per le migrazioni nella Svizzera tedesca, in Alsazia e Lorena ove alcuni Alagnesi (Guala, Isnam) divennero celebri come architetti costruttori.

   Nel 1600, come appare da vecchi documenti del Comune, si parlava e scriveva in dialetto con molta proprietà. Successivamente le migrazioni in Francia, l’apertura di miniere d’oro, argento e rame dovuta alla famiglia Scarognini ed in seguito a quella dei D’Adda di Varallo, favorirono l’infiltrazione di parole francesi e di vocaboli italiani.

Il Dott. G. Giordani nel suo “Studio sul dialetto di Alagna” annota che ancora all’inizio del 1800 si parlava tedesco in scuola e in Chiesa; i Parroci erano del paese ed era molto attiva la lettura di libri in lingua tedesca, importati dalla Svizzera, e “durante l’inverno si allestivano grandiose rappresentazioni drammatiche su testi tolti da antichi libri tedeschi conservati gelosamente in Comune”.

B) Un secondo motivo di interesse è dato dal permanere a lungo di usanze di origine          

     transalpina in occasione di nozze, battesimi e funerali.

I più attempati ricordano ancora l’usanza del “canestro” che, ornato di fiori e di nastri, era portato a casa dallo sposo in corteo, con tutto il corredo nuziale, e serviva per riporvi gli oggetti più pregevoli della sposa la quale, al termine del banchetto, seduta su apposito “scanno” in mezzo alla sala, riceveva gli auguri da tutti i convitati che riponevano, passando, ai suoi piedi i più svariati e pregevoli doni.

   Solo da poco tempo è cessato l’uso pietoso si scavare la fossa del congiunto dai familiari e di dare l’estremo saluto al defunto girando in cerchio attorno alla bara prima dell’inumazione. Ad Alagna si può notare ancora nel cimitero un angolo di terra ove erano sepolti i “Wailchu”, cioè i non nativi del paese.

Quando si costruiva una casa ogni famiglia dava un contributo personale nel trascinare a valle i tronchi d’abete o di larice necessari all’edificio ricevendo, in compenso, un pane di segale e un bicchiere di acquavite. Molte di queste tipiche dimore all’uso tedesco sono conservate intatte non solo ad Alagna, Rima, Rimella ma anche in numerose frazioni disseminate sulle balze circostanti il paese.

Le case sono tutte in larice o abete meno lo zoccolo che è in pietra. Il pian terreno ospita le stalle, cantina e cucina; il primo piano le camere da letto. Una scala esterna in pietra immette in una larga galleria in legno che gira tutto intorno al fabbricato. Le pareti in legno consistono in grosse travi segate a metà della loro lunghezza, unite ed intrecciate all’estremità per mezzo di intagli regolari; all’interno sono coperte di assi.

Il secondo piano circondato da una galleria in legno simile a quella del primo, serve da fienile ad eccezione di una camera adibita a dispensa per la carne salata, pane e farina. Il tetto, che scende assai in basso per preservare le pareti dalle intemperie, è coperto da tegole in pietra e sostenuto da robuste travature per resistere al peso della neve. Si accede al secondo piano per mezzo di una scala in pietra. Le gallerie ampie e soleggiate sono unite da lunghe pertiche trasversali sulle quali si mette ad essiccare il fieno, segale, orzo ecc. (da “Antiche Case Valsesiane”).

Una usanza ancora viva è quella di cuocere il pane di segale che, anticamente, veniva essiccato e indurito per essere conservato a lungo. In molte case si può osservare un apparecchio detto “schnida” che consiste in lungo coltello fissato con un anello sopra una tavoletta, e che serviva per affettare le larghe pagnotte prima di essere consumate con lardo, carne ovina o caprina conservate sotto sale. Un altro strumento, quello per cuocere le “miacce”, piccole focacce di farina abbrustolite fra due lamine rotonde in ferro poste sulle braci, è ancora in uso comune in molte famiglie.

   Molte tracce di campi a terrazza sono rimaste a documentare il largo uso che si faceva di orzo, segale, panico per minestre od altro cibo.

   Se dunque dialetto, usi, costumi, abitazioni in Alagna, Rima, Rimella evidenziano la loro comparsa alle falde del Monte Rosa?

   Possiamo rispondere con lo Studer e lo Schott che la colonizzazione tedesca verso l’Italia dev’essersi estesa, nei tempi antichi, attraverso valichi del Vallese meno coperti di ghiacciai e perciò più praticabili dalla cima delle valli verso il loro imbocco. Da quei luoghi idonei alle mandrie ove si erano fermate con le loro famiglie e le masserizie, vivendo di caccia, di latticini, per la necessità di maggior spazio e di più ampi pascoli, quelle popolazioni si riversarono in seguito nelle regioni vicine invadendo i versanti opposti e dando origine a tante colonie nelle Alpi Bernesi, in quelle italiane alle falde del Monte Rosa.

   Prima furono occupati i pascoli più alti durante l’estate, in seguito i più bassi ed in permanenza.

   Dagli studi del barone Gingins la Sarraz e di altri si sostenne che la immigrazione tedesca stabile in Valle Anzasca sia avvenuta verso il 1200. Dalla Valle Anzasca il passaggio in Valsesia fu facile. I tedeschi della Valle Anzasca dal Colle di Baranca o piuttosto da quello della Dorchetta, che mette direttamente sul territorio di Rimella, passarono a fondare la colonia che porta quel nome. A questo periodo di tempo sarebbe pure da attribuirsi l’origine della colonia di Alagna e di Rima. 

   Il nome di Alagna compare infatti una prima volta in una convenzione far il Conte Iblette Visconte di Aosta e gli uomini di Valsesia per porre fine alle scorrerie che i Vallesani, attraverso il Colle del Turlo, facevano del bestiame sparso sui pascoli alti dei versanti valsesiani. Ancora oggi sono visibili nei pressi del valico, grosse lastre di pietra che formavano il selciato di un’antica via per il passaggio di mandrie o per lo meno di animali da soma. Si può supporre che per questa via siano venuti in Valsesia i pastori vallesani. Dal Colle del Turlo attraverso il valico di Piglimò, oppure da Alagna attraverso il Colle di Mud il passaggio nella valle di Rima non costituiva soverchia difficoltà. Si avanza pure l’ipotesi che anche il piccolo comune di Carcoforo non sia stato estraneo a questa colonizzazione tedesca.

   Da Alagna i Vallesani raggiunsero poi le Pietre Gemelle (l’attuale Riva Valdobbia) e di lì risalirono la Valle Vogna le cui case più antiche e molte scritte ancora visibili sono di chiara origine tedesca.

   Non si può quindi dubitare che fra la Valle di Gressoney, quella de Sesia e la valle Anzasca frequenti siano state le comunicazioni sia attraverso la Valle Vogna, sia attraverso il Colle d’Olen, la Bocchetta delle Pisse ed il Passo del Turlo.

   Queste vie di congiunzione servirono a tenere vive le relazioni tra le varie colonie tedesche alle falde del Rosa e tramandare infatti, ancora per lungo tempo, lingua, tradizioni, usi, costumi e religione.

   Queste, in breve, le principali notizie storiche che possediamo sulle colonie tedesche alle falde del Rosa. Molto di più si può attingere consultando i numerosi scritti sull’argomento ed in particolar modo “La Storia della Vallesesia” del Tonetti da poco ristampata.

 

                                                                 Prof. Mario Spallazzo

PARTECIPANTI ALL’ESCURSIONE AL PICCOLO ALTARE         29/6/73

G.R.I.M.

G.A.G.

17 ROSSI LORENZO

1   AMBROSINO MARIO

1   ERBA P. ANGELO

18 RICOTTI SILVANA

2   BARAVELLI FERRUCCIO

2   QUAZZOLA ANNA

19 BOATTO FRANCO

3   BELLERATE ROBERTO

3   DEBIAGGI MAURO

20 REFFO G. FRANCO

4   BOATTO ANTONIO

4   GINO STEFANO

21 FONTANA P. CARLA

5   BONSI BRUNO

5   BELLO MAURIZIO

22 FONTANA ROBERTA

6   BRACCHINI MARILISA

6   REFFO MASSIMO

23 FONTANA G. PIERO

7   BRUSTIO LORENA

7   CALZINO RENATO

24 FOSCALINA RENATO

8   BURLA ANNA

8   MANGOLA GIORGIO

25 AGOSTI ALBERTO

9   BURLAZZI GABRIELLA

9   DALBERTO MAURO

26 CHIARA ENNIO

10 BURLAZZI LAURA

10 BRACCHINI G. CARLO

 

11 CALTA G. FRANCO

11 CAIRO ROBERTO

TOT.   N° 103

12 CAMOSSO A. MARIA

 

 

13 CAMOSSO FRANCO

Da Grignasco

 

14 CANTONI ALBERTO

Accompagnatori n° 2

 

15 CANTONI P. LUIGI

G.R.I.M.             n° 7

 

16 CASTORE MANUELA

 

 

17 CATTARELLI DON.

Commissione Varallo

 

18 DE ALBERTIS DANIELA

1   BONOMI M. TERESA

 

19 ERBA M. GARZIA

2   TOSI ROMANO

 

20 ERBA PAOLO

3   BONOLA G. FRANCO

 

21 FANTINI GIOVANNI

4   SPALLAZZO MARIO

 

22 FERRARIS SERGIO

5   BECCARIA CARLO

 

23 FERRARIS SILVANO

6   GALLINO GIOVANNI

 

24 GARLANDA ANGELISA

 

 

25 GROS J. G. FRANCO

Professori di Varallo

 

26 MAGNI LIVIO

1   MICHELETTI PIERA

 

27 MASSERONI MARINA

2   POLETTI ELVIRA

 

28 MINA RAFFAELLA

3   COLOMBO ARNALDO

 

29 MOLTENI GIUSEPPE

4   NAPOLI EUGENIO

 

30 PEROTTA FRANCA

 

 

31 PIZZERA IRENIO

Soci, Adulti, Simpatizzanti

 

32 PRINI ORAZIO

1   MILANOLO FERNANDO

 

33 PRINI VALERIO

2   MILANOLO ROSINA

 

34 QUAZZOLA ANGELO

3   BOSSI TERESA

 

35 ROSSI LUCIANO

4   GUGLIELMINA LUCIANO

 

36 ROSSI ROMANO

5   GUGLIELMINA G. ALDA

 

37 SPALLAZZO GIOVANNI

6   CAMOSSO VANDA

 

38 VICARI G. CARLO

7   BERTOLI LUIGI

 

39 VIETTI LORENZO

8   MAIANDI FLAVIO

 

40 ZANETTA LUCIANO

9   VERCELLI GIUSE

 

41 ZANOLETTI CLAUDIO

10 TOSI GIUSEPPE

 

42 AROSIO P. ANGELO

11 BOTTA EZIO

 

43 VASSENA ANGELO

12 ERBA SERGIO

 

44 CATTANEO NUCCIA

13 ERBA MARIA

 

45 DURIO CARMEN

14 ERBA ANNA

 

46 POLI RICCARDO

15 GALANTINI DON.

 

 

16 ROCCIA PIERA

 

LA NOSTRA ESCURSIONE AL PICCOLO ALTARE -                   29/6/1973

   Venerdì 29 Giugno, la piazza delle Scuole di Varallo ci ha visto riuniti un’altra volta per l’inizio di una delle nostre spensierate giornate in mezzo ai monti.

   La valle che questa volta ci ha accolti è quella di Rima. Partiti alle 7 circa, ci siamo avviati per il sentiero che porta al Colle del Piccolo Altare, meta della giornata. Dispostici in fila indiana, abbiamo iniziato il viaggio come una fila di cammellieri che attraversano il deserto. Superate le poche case e cascine alla periferia di Rima, abbiamo percorso un lungo sentiero senza che si potesse l’opera dell’uomo. Dopo aver attraversato torrenti chiassosi e prati verdi e scoscesi, abbiamo raggiunto un gruppo di case: l’Alpe Lanciole, tuttora disabitato eccetto una cascina che ospita ancora qualche animale. Superato l’Alpe Lanciole, il sentiero cominciava a salire più ripido. Da qui si vedeva la vetta del Monte Tagliaferro, il Colle di Mud che porta ad Alagna, il Piccolo Altare e, alla nostra destra, la cima del Tillio. Continuando per questo sentiero, dopo meno di mezz’ora siamo arrivati all’Alpe Lavazei. Qui parecchie mucche pascolavano nei prati e già parecchio tempo prima l’abbaiare di un cane ci aveva avvertiti della presenza di persone all’alpe. Qui ci siamo fermati per uno spuntino iniziale e, quindi, all’ordine di sostare per il riposo i ragazzi si sono buttati sugli zaini come lupi affamati.

   All’Alpe Lavazei abbiamo anche incontrato il Sig. Renzo Rossi che ci avrebbe fatto da guida fino al Piccolo Altare.

   La strada che ci ha in seguito condotti al Piccolo Altare era una comodissima mulattiera anche se in alcuni tratti danneggiata dalle intemperie. Nulla però ci fermare in una giornata così bella e piacevole se non l’ordine del Prof. Gallino che ci avvertiva di far rifornimento di acqua, poiché oltre quel punto non se ne sarebbe più trovata.

   Avevamo già percorso più di metà strada ed eravamo un po’ affaticati, ma non al punto di fermarci. Ci siamo fermati più tardi, quando ci è giunto alla vista il laghetto della Brusiccia, notevolmente più sotto di noi, spostato alla destra del sentiero.

   Dopo quest’ultima sosta abbiamo camminato a testa un po’ più alta per via dello zaino più leggero, fino a che, guardando in alto davanti a noi, abbiamo visto, a poche centinaia di metri, la nostra meta: un enorme blocco di pietra con infissa sulla sommità, piatta come la mensa di un altare, una croce. Questa vista servita ad incoraggiarci e a rinforzarci, cosicché, in men che non si dica, ci siamo trovati in vetta.

   A questo punto, ciò che si offriva ai nostri occhi era l’incantevole valle di Rima da una parte, e dall’altra quella di Macugnaga. Si potevano vedere le cime del Tagliaferro, il Colle del Turlo e, in lontananza, una parte del Monte Rosa; sullo sfondo una moltitudine di cime avvolte nella nebbia. Si godeva una suggestiva visione del laghetto delle fate, ai piedi del versante di Macugnaga.

   Dopo un po’ di riposo la S. Messa celebrata da P. Gallino ci ha nuovamente riuniti in un’atmosfera di serietà e riflessione.

   Terminata la S. Messa, subito è intervenuto il Prof. Spallazzo per l’Incontro di Vetta: “LE ISOLE LINGUISTICHE TEDESCHE IN VALSESIA”.

E’ stato un discorso lungo ma molto interessante; potemmo conoscere così l’origine della popolazione della nostra valle.

   Concluso l’Incontro di Vetta, dopo un prolungato applauso all’oratore della giornata, si sono aperti gli zaini e si è consumato il vero e proprio pranzo. Erano circa le tredici ed il sole splendeva illuminando piacevolmente l’intero panorama. Chi aveva poi finito di mangiare poteva allontanarsi, anche se moderatamente, dal gruppo, per scattare foto, per esplorare i dintorni o per godersi il panorama. Tutto ciò che si vedeva e si faceva lassù era molto bello, ma l’ora del ritorno sembrò subito arrivare.

   Raccolti i rifiuti e ripresi gli zaini, ci siamo avviati verso Rima deviando verso il lago della Brusiccia mentre il G.A.G. ci faceva da battistrada. Anche al lago abbiamo fatto una sosta e quindi giù per i ripidi e verdi pendii.

   Con un po’ di nostalgia ci siamo rassegnati a lasciare tante bellezze per tornare a casa e, con un ultimo saluto anche agli Alpi Lavazei e Lanciole, abbiamo raggiunto i nostri mezzi di trasporto.

   Ormai distinguevamo appena il Piccolo Altare, sulla cresta della montagna, come un piccolo puntino, e non sembrava vero che la giornata fosse già trascorsa.

 

                                                                                  Silvano Ferraris

RELAZIONE SULLA ESCURSIONE DEL G.R.I.M. AL PICCOLO ALTARE

 

 

   Le escursioni del Gruppo Ragazzi in Montagna continuano secondo il ritmo previsto ed espresso sul tesserino personale.

   Il tema culturale della giornata: “Le isole linguistiche della Valsesia” ci ha indotti a scegliere, come meta escursionistica del 29 Giugno 1973, il Colle del Piccolo Altare.

Il nome stesso della località già fa pensare ad un toponimo suggestivo, infatti sulla cresta che divide la valletta di Rima dalla Val Quarazza si eleva, ben visibile già da Rima S. Giuseppe, un masso squadrato che ricorda un altare massiccio delle nostre chiese; non lontano da esso, parimenti visibile dalla sommità della Val Sermenza, una croce si eleva verso il cielo stagliandosi sull’azzurro nelle giornate serene.

   Per alcuni dei nostri ragazzi sono già incominciate le vacanze fuori Valle, per altri è il primo giorno di libertà dopo la fatica degli esami di licenza; tuttavia, alle 6,30 ci contiamo in 103 sul piazzale della Scuola Media, e si parte verso Rima su auto che i responsabili della comitiva e parenti degli allievi hanno messo a disposizione. Il cielo non è limpidissimo; qualche nube leggera fa capolino all’orizzonte frenando l’apparire del sole: sono le condizioni ideali per compiere ascensioni di un certo rilievo quale è quella al Piccolo Altare (m. 2630).

   Iniziamo la marcia con quell’entusiasmo che anima i ragazzi quando si sono portati all’“attacco”. Sugli alpeggi di Lanciole Sotto e di Lavazei, che compaiono quali mete parziali sul nostro sentiero, suonano a festa e rincuorano i campanacci delle bovine al pascolo, qualche cane abbaia e sembra divorare l’aria; sull’uscio delle baite si portano gli alpigiani che ci salutano col cordiale “bon dì” e sgranano gli occhi stupefatti alla visione di tanti ragazzi che salgono. Gli adulti si accostano loro per presentare il Gruppo, per una stretta di mano e per un arrivederci al ritorno. Solo forse per chi i nostri monti sale con vero spirito pionieristico e escursionistico le rocce frantumate che scivolano dal colle suscitano interesse e meraviglia, ma procedere tra lastroni per una mulattiera ben tracciata non lascia certo indifferenti i ragazzi che osservano e meditano.

   L’ultimo tratto di salita è faticoso ma invitante. L’altare si accosta sempre più; il vecchio rifugio in pietra si stacca sempre più dalla pendice che si eleva al Turlo: una soffice nebbiolina staziona impaziente nel fondovalle e Rima si perde laggiù tra il verde.

   Un pianoro appena sufficiente per accogliere i 103, ben presto acquista vita. E’ ormai invaso dai ragazzi che estraggono dagli zaini panini imbottiti delle vivande meno pensabili. Detto per inciso: se fino a ieri i giovani escursionisti erano ricorsi ai contenitori dell’acqua dalla forma più estrosa, ora sono ricorsi quasi tutti alla tipica borraccia militare.

   Dopo poco inizia la S. Messa ed il Sacerdote, che pure in casi analoghi si ritiene sempre un fortunato, deve reggersi in acrobazia a celebrare su un masso tutt’altro che piano. Si recita La Preghiera dell’Alpinista con immaginabile concentrazione ed il sacro rito ha termine dopo che molti dei presenti hanno ricevuto la Comunione.

   Ha ora inizio l’Incontro di Vetta. E’ già stato detto; il tema: LE ISOLE LINGUISTICHE DELLA VALSESIA. Il Prof. Spallazzo, che i giorni prima ha distribuito uno schema sullo sviluppo dell’argomento, intrattiene l’uditorio, esponendo il frutto di minuziose ricerche con rara efficacia. Dalla nostra meta sono visibili i Passi del Piccolo Altare, del Turlo, del Piglimò e, più sotto, quello di Mud per dove presumibilmente i Walser valicarono le creste per stabilirsi a Rima e ad Alagna provenendo da Macugnaga. La valletta stessa di Rima si articola così strettamente da lasciare intendere perché i Walser abbiano preferito passare da Carcoforo a Rima e ad Alagna per vie impervie ma transitabili anziché scendere verso il fondovalle. Il Prof. M. Spallazzo sollecita la curiosità dei ragazzi sia soffermandosi su talune tradizioni analoghe e ancora vive nelle isole linguistiche sia dando indicazioni su piccoli attrezzi ancora in uso nelle medesime.

   La comitiva ora si scioglie  ed indulge in commenti. Cerca il Mud, il Grinner ed il Passo del Bambino; sa che non lontano, oltre la cresta, si trovano gli alpeggi di Grafenboden, di Safeiaz e di Mittlentheil; di Bitz, di Muflicat e di Stofful, nomi che alle località imposero i Walser, e rivive cioè alla fantasia una pagina di storia che solo si può leggere nella sede degli avvenimenti.

   Il pomeriggio scendiamo a valle, si tocca il laghetto alpino della Brusiccia, una piccola indicazione per la prossima escursione ai Laghi Tailli di Alagna. Si accosta  l’alpeggio di Lavazei per la buona sera agli amici alpigiani che si mostrano, come già al nostro primo incontro, cortesi e generosi.

   Mentre poi si sta raggiungendo Rima, dal Vallarolo scendono gli alpinisti di Varallo che hanno scalato la Nord del Tagliaferro.

   E’ una giornata piena e densa di reazioni che lascia in tutti il desiderio di ritornare presto sui monti. E poiché il breve tempo a disposizione non ci consente di indugiare in riflessioni collettive, saremo lieti di poterci soffermare su questi momenti quando nel campeggio di Agosto, che grazie all’interessamento costante del Preside della Scuola Media potremo effettuare, avremo giornate intere a disposizione per tirare le somme di queste escursioni a nostro avviso estremamente efficaci per i fini che ci siamo proposti di far conseguire ai Ragazzi della Media di Varallo.

 

Varallo 30/6/73                                                                 G. Gallino

Scuola Media – Varallo                                            C.A.I. – Sezione di Varallo

 

Caro amico,

                    domenica 15 Luglio saliremo ai Laghi Tailli. Se il tempo ci accompagnerà come fortunatamente è successo durante le escursioni precedenti, godremo di un panorama meraviglioso sui villaggi di Otro e Pianmisura, sul Rosa, sul Corno Bianco e Tagliaferro oltre che sulla zona lacustre che raggiungeremo.

Si partirà con mezzi propri da Varallo, Piazzale delle Scuole, alle 6,30. Giunti ad Alagna, attaccheremo la mulattiera di Otro poggiando sull’Alpe Gender – Farinetti, e quindi il sentiero che salirà stupendi laghi Tailli. Giunti alla meta, verrà celebrata la S. Messa ed il Prof. Gallino terrà l’Incontro di Vetta svolgendo il tema: “L’impegno del giovane alpinista ed il programma futuro del G.R.I.M.”

   Il ritorno è previsto per le ore 18,30 ad Alagna. Se per caso non hai ancora avuto il tesserino del G.R.I.M. richiedilo al Prof. Gallino. Ti preghiamo di inviare la tua adesione entro venerdì alla Segreteria della Scuola Media di Varallo dopo aver compilato il tagliando.

Ti attendiamo.

LA COMMISSIONE

 

 

 

Varallo 15 Luglio 1973

 

Il calendario del G.R.I.M. prevede l’ascensione ai laghi Tailli. Da due giorni sulla valle si abbattono temporali che hanno inverosimilmente ingrossato Sesia e Mastallone. Verso questa mattina è cessata la pioggia ma nulla lascia sperare nel ritorno immediato del bel tempo. Alle 6,30 tuttavia si trovano sul luogo di partenza il Prof. Gallino e due ragazzi: Massimo Bertagnolio e Giovanni Fantini. Il Prof. Gallino non ha il coraggio di rimandarli a casa. Si parte quindi per la Val Grande in attesa di scegliere una qualsiasi meta da raggiungere.

A Scopa ci attende sulla strada Donatella Cattarelli. Prende posto in macchina e si procede per Alagna.

   La relazione che segue dirà di questa giornata trascorsa in quattro nel segno della più vaga incertezza.

GIOVE LAVORA LA DOMENICA

 

   Piovve tutto il sabato e parte della notte successiva.

Veniva a catinelle, e le catinelle del cortile ormai straripavano. Domenica, 15 Luglio, escursione del G.R.I.M. ai laghi Tailli. Avremo voluto visitare nuovi specchi d’acqua.

Ma chi ne aveva l’animo? E’ un’ironia beffarda.

   E’ l’ora della partenza; non è il caso di guardarci attorno. Ci troviamo in tre: una ragazza e… due marinai; ed un prete, il solito prete, P. G. Gallino che si domanda che cosa sia oggi la coerenza nel mondo del lavoro. Partire? Tornare a casa? In auto sono tre posti liberi ed il prete carica tutto il bagaglio umano fardellato, e si parte per destinazione ignota. Solo percorrendo la circonvallazione di Riva Valdobbia l’auto rallenta. “Ragazzi! Otro? Alpe Pile? Testa Nera?” – “Si proceda per Alagna”, bofonchia Massimo; e Giovanni tace. La ragazza si affida alla protezione dei marinai, ed il prete pesta ancora sull’acceleratore. Il trio in coro: “Alle Pile troveremo riparo se Giove Pluvio non rinuncerà alla settimana corta, oppure procederemo per il Turlo”. Alt! I negozi di Alagna sono già aperti ai turisti. Vale la pena di aumentare i viveri, ed il pane appena sfornato.

   Il prete non perde occasione per illustrare la bellezza della Valle: “La mulattiera del Turlo è comoda e scorrevole”. “Ed è anche umida” – esclama la ragazza – “Magari avessimo a disposizione una canoa per la discesa del pomeriggio!”. Si può ridere anche di battute come questa se il sorriso non venisse smorzato da una folata di nebbia che ci insegue da Alagna e ci raggiunge verso gli Alpi Faller. “La perplessità – pensa qualcuno – è figlia dell’appetito; si rompa un boccone, prima di una decisione”. Un caprone, quattro maialini, due cani in modo diverso ci sbarrano la via. Perché procedere ancora? Giove torna al lavoro. Crumiro! Sono le undici. Ripieghiamo all’Accantonamento. Il prete celebra la Messa; noi vi assistiamo con il personale del Rifugio e con qualche alpinista sfortunato come noi. E poi diamo fondo allo zaino. Le premure di cui siamo circondati ci commuovono: siamo gli eroi della giornata.

   Si torna sotto l’acqua battente, ma che importa? Anche questa volta il prete ha apposto la sua firma illeggibile sul tesserino del G.R.I.M.

 

                                                                                   3 + 1 in collaborazione

Scuola Media – Varallo                                             C.A.I. – Sezione di Varallo

 

Caro amico,

                    nel mese di Luglio e di Agosto la nostra attività continuerà intensa e ricca di piacevoli prospettive. Eccoti  il calendario:

22 Luglio – Salita al Col d’Olen per prendere parte al Convegno Giovanile indetto      

                    dal C.A.I. – Sezione di Vigevano.

Si salirà fino a Zar Oltu in funivia (£ 500) e quindi si continuerà a piedi (2 ore di marcia). Il programma:

Ore   6,30 – Partenza dal Piazzale delle Scuole Medie di Varallo.

       11,30 – Arrivo e raduno delle Sezioni partecipanti.

       12,00 – S. Messa

       14,00 – Premiazione di tutte le Sezioni ed estrazione di due turni gratuiti al  

                    Rifugio “Città di Vigevano”.

       15,00 – Scioglimento della manifestazione e ritorno.

28 Luglio – Ascensione alla Capanna Gnifetti accompagnati da validi alpinisti e da

                   Guide Alpine. I genitori dei ragazzi dovranno curare che il figlio sia in buona salute ed abbia un’attrezzatura adeguata per alta montagna: scarponi solidi, giaccavento, berretta di lana, guanti, occhiali da sole.

Partenza alle ore 6,30 dal Piazzale delle Scuole Medie.

Si salirà in funivia fino ad Indren (£ 1500) quindi si procederà in cordata. La camminata si effettuerà comodamente in 2 Ore.

2 – 11 Agosto – Campeggio all’Alpe pile di Alagna

                           Potrà farne parte chi abbia partecipato ad almeno due escursioni con il G.R.I.M. o con il G.A.G., ed intenda attenersi totalmente al programma ed alle disposizioni degli organizzatori.

Non possiamo prevedere con esattezza la spesa per il vitto, tuttavia ogni campeggiatore verserà all’atto della iscrizione Lire 10.000, somma che potrà essere  integrata o in parte restituita alla conclusione del Campeggio.

La Commissione incaricata, pur curando che la mensa sia abbondante e sana, cercherà in ogni modo  di contenere le spese e di renderne partecipi gli stessi ragazzi. Informazioni più dettagliate saranno date ai campeggiatori prima dell’inizio della simpatica attività. Per ora ci preme avvertire che ogni campeggiatore deve possedere un sacco a pelo.

(Seguono i moduli da compilare e consegnare a tempo debito).

 

LA COMMISSIONE

RADUNO ALPINISTICO GIOVANILE AL COL D’OLEN (m. 2871) – 22/7/73

Organizzato dal Club Alpino Italiano – Sez. di Vigevano

Presso il Rifugio “CITTA’ DI VIGEVANO”

PARTECIPANTI –

Accompagnatori

10 DE ALBERTO NAURO

 

1   PROF. C. BECCARIA

Simpatizzanti

 

2   PROF. G. GALLINO

1   PRETI POMPEO

 

3   PROF. E. BARBANO

2   PRETI M. ANTONIETTA

 

4   PROF. G. CAIRO

3   FONTANA G. PIERO

 

G.R.I.M.

4   FONTANA ROBERTA

 

1   VIETTI LORENZO

5   ERBA SERGIO

 

2   ERBA M. GRAZIA

6   TONSO DIANA

 

3   ERBA PAOLO

7   TONSO MARIA

 

4   FONTANA M. CLORI

8   TONSO RICCARDO

 

5   MASSERONI MARINA

9   RIVA ENRICO

 

6   BONSI BRUNO

 

 

7   PIZZERA IRENIO

TOT. N° 49

 

8   BRUSTIO LORENA

 

 

9   RIVA FLAVIO

 

 

10 ROSSI ROMANO

 

 

11 ROSSI ROSELLA

 

 

12 GARLANDA ANGELISA

 

 

13 FONTANA P. CARLA

 

 

14 ZANETTA LUCIANO

 

 

15 PRINI ORAZIO

 

 

16 CATTARELLI DONATELLA

 

 

17 GALLAROTTI FABIO

 

 

18 GALLAROTTI PIERO

 

 

19 FERRARIS SILVANO

 

 

20 SPINA MARCO

 

 

21 FANTINI GIOVANNI

 

 

22 GROS J. G. FRANCO

 

 

23 CENERE ALFONSO

 

 

24 BARAVELLI FERRUCCIO

 

 

25 MAGNI LIVIO

 

 

26 ANSELMETTI LUISA

 

 

G.A.G.

 

 

1   REFFO G. FRANCO

 

 

2   GINO STEFANO

 

 

3   DEBIAGGI MAURO

 

 

4   BELLO MASSIMO

 

 

5   BELLO MAURIZIO

 

 

6   ANSELMETTI ANNA

 

 

7   ANSELMETTI MARCO

 

 

8   PRETI GIANNA

 

 

9   PRETI FRANCO

 

 

 

RADUNO INTERREGIONALE AL COL D’OLEN – 22 Luglio 1973

Relazione di Paolo Erba –

 

   Domenica 22 Luglio si è svolto un raduno di Gruppi Giovanili del Club Alpino Italiano al Col d’Olen.

   Anche noi di Varallo vi abbiamo partecipato. Alle ore 6,30 siamo partiti alla volta di Alagna, donde in funivia  salimmo a Zar Oltu. Quindi abbiamo continuato il viaggio a piedi. Toccammo gli Alpi Seevy e l’alberghetto della Grande Halte, Rifugio “Città di Mortara” e quindi ci fermammo per un breve riposo al “Sasso del Diavolo”.

   Ripresa la strada, dopo circa 40 minuti arrivammo alla meta. Il tempo non era bellissimo, ma raggiungere il Col d’Olen a piedi costituisce una prova così allettante che le nubi sulle vette circostanti non poterono frenare il nostro desiderio di approdare agli alberghi situati sul colle.

   Il Col d’Olen ospita l’albergo Guglielmina ora chiuso e l’albergo Rifugio “Città di Vigevano”, dove si è svolto il raduno.

   Verso le 12 è stata concelebrata la S. Messa nella cappelletta della Madonna del Monte Rosa, posta vicino al Rifugio, quindi abbiamo posto mano alle provviste; la lunga camminata ci aveva messo appetito, e lo zaino, di solito ben fornito, sembrava non poter soddisfare alla necessità del momento, ma, come sempre, non riuscimmo esaurire i diversi panini imbottiti. Si procedette poi alla premiazione di tutte le Sezioni del C.A.I. presenti, ed anche noi abbiamo potuto ritirare una bella targa, la prima che ci viene offerta da quando l’attività del G.R.I.M. ha preso vita.

   Dopo aver fatto una puntatina all’Istituto Scientifico Angelo Mosso, grandioso edificio con adatti laboratori per ricerche di botanica, di batteriologia, di zoologia, di fisiologia, di fisica terrestre e di meteorologia ed essere tornati al Col d’Olen, dopo esserci soffermati a lungo sullo spartiacque che divide la Valsesia dalla valle di Gressoney, siamo ritornati per la medesima strada percorsa al mattino a Zar Oltu, in tempo per risalire sulla funivia che ci ha riportati ad Alagna.

RELAZIONE SULL’ASCENSIONE DEL G.R.I.M. AL COL D’OLEN – 22/7/73

 

Il calendario presentato all’inizio della stagione non prevedeva l’ascensione al Col d’Olen, tuttavia motivi diversi ci hanno indotti ad inserire tra le nostre attività anche questa escursione.

   Il C.A.I. – Sezione di Vigevano ha scelto da anni come centro di soggiorno e come base per scalate sul Gruppo del Monte Rosa i due alberghi situati sul colle che divide la Valsesia da quella di Gressoney, ed anche quest’anno ha organizzato una incontro nazionale di Gruppi Giovanili del C.A.I. in quel luogo splendido, caro a tutti i Valsesiani. Ci parve pertanto che la partecipazione del G.R.I.M., che per la sua attività escursionistica è piuttosto noto, sarebbe stata più che opportuna, sia perché il convegno si sarebbe tenuto nella nostra terra, sia perché speravamo che l’iniziativa avrebbe potuto fruttare qualche nuova esperienza durante il contatto con organizzazioni analoghe alla nostra.

   Il Presidente della Monrosa S.p.A., ing. G. Rolandi, interessato dal C.A.I. – Sezione di Varallo, concedeva una riduzione sul biglietto della funivia fino a Zar Oltu e lo stesso sodalizio di Varallo si impegnava a partecipare alle spese di trasporto dei Ragazzi, sì che essi dovettero sborsare solo la somma di £ 500. Da Zar Oltu al Col d’Olen il viaggio si compì interamente a piedi.

   La giornata era incerta, ma non tale da creare troppe remore all’ascensione. I 26 Ragazzi, unitamente a 10 membri del Gruppo Alpinistico Giovanile, guidati da 4 Professori, raggiunsero il Colle alle ore 11 unitamente ad altri 9 simpatizzanti del G.R.I.M. Li attendeva il responsabile della “Città di Vigevano” (così è chiamato il complesso alberghiero di cui fruisce la Sezione di Vigevano), cui i ragazzi furono presentati con gli accompagnatori. Seguì la S. Messa e quindi il pranzo, al termine del quale, dopo parole di circostanza pronunciate dal responsabile della “Città di Vigevano”, ad ogni Gruppo presente fu offerta una targa ricordo: quella consegnata al nostro Gruppo fu poi passata alla Sezione di Varallo.

I professori accompagnarono poi il Gruppo  all’Istituto “Angelo Mosso” dove il Prof. Beccaria, esperto in materie biologiche, tenne una relazione che tutti seguirono con massimo interesse.

   I ragazzi compirono, insomma, una bella ascensione, tanto più che il tempo si stava rimettendo al bello: accostarono il Monte Rosa, ammirarono Piglimò, Tagliaferro, Carnera, Mezzana ed altre vette di forte richiamo; si specchiarono nei laghetti di Cimalegna e raggiunsero il valico Alagna – Gressoney.

   Era l’ora del ritorno; il cielo si illuminava sempre più ed il vallone di Gressoney si copriva nella sua selvaggia bellezza. Noi si scendeva per quello dell’Olen alla ricerca del “Sasso del Diavolo” per ricostruirne la leggenda. Seguivano con occhi attento il sentiero che, elevandosi verso il Torru, porta al Passo Foric per cui si scende agli stupendi alpeggi di Pianmisura e di Otro.

I prati verdi cosparsi di fiori, tra i quali qua e là faceva capolino la genzianella dal più bel colore azzurro, erano ormai invasi dalle bovine al pascolo. E lo scampanellare delle “bronze”, il mormorio dei ruscelli e le voci dei ragazzi si fondevano in una sinfonia così soave che sarebbero bastate le due ore del nostro ritorno per ripagarci della fatica della salita.

   Ad Alagna ci accolsero le auto. Avevamo in testa un’altra meta alpinistica e nel cuore il desiderio di seguire presto un altro itinerario.

 

                                                                                       G. Gallino

PARTECIPANTI ALL’ASCENSIONE ALLA CAPANNA GNIFETTI – 28/7/73

G.R.I.M.

Accomp. della Commissione

 

1   SPERA ALBERTO

1   BECCARIA CARLO

 

2   QUAZZOLA ANGELO

2   GALLINO GIOVANNI

 

3   FERRARIS SILVANO

3   EMILIO BARBANO

 

4   BARAVELLI FERRUCCIO

 

 

5   MAGNI LIVIO

Accomp. Scuola di Alpinismo

 

6   ZANETTA LUCIANO

1   GRIFFA G. LUIGI

 

7   ERBA PAOLO

2   FRANCIONE P. CARLO

 

8   ERBA M. GRAZIA

3   TOSI RENZO

 

9   SPINA MARCO

4   CAIRO GABRIELE

 

10 ANSELMETTI LUISA

5   GUALA G. PIERO

 

11 GROS J. G. FRANCO

6   COSTENARO BATTISTA

 

12 PIZZERA IRENIO

 

 

13 ROSSI LUCIANO

Simpatizzanti del G.R.I.M.

 

14 VIETTI LORENZO

1   ERBA SERGIO

 

15 BURLAZZI LAURA

2   CERINI ALDO

 

16 BURLAZZI GABRIELLA

3   PRETI POMPEO

 

17 GARLANDA ANGELISA

4   PRETI M. ANTONIETTA

 

18 FONTANA M. CLORI

5   FONTANA G. PIERO

 

19 CERINI PAOLO

6   BOTTA EZIO

 

20 FONTANA P. CARLA

7   ROCCIA PIERA

 

21 REFFO G. CARLO

8   FUSELLI GABRIELLA

 

22 BATTU’ MARCO

9   FUSELLI GUIDO

 

 

10 FUSELLI MARINA

 

G.A.G.

11 FUSELLI CARLO

 

1   GAGIARDINI ROBERTO

12 FONTANA GIUSEPPE

 

2   BRACCHINI G .CARLO

13 SECCO SERENA

 

3   ERBA P. ANGELO

 

 

4   ANSELMETTI MARCO

 

 

5   MUSATI FABIO

TOT. N° 55

 

6   BELLO MASSIMO

 

 

7   BELLO MAURIZIO

 

 

8   GINO STEFANO

 

 

9   DEBIAGGI MAURO

 

 

10 PRETI GIANNA

 

 

11 PRETI FRANCO

 

 

 

RELAZIONE SULLA ASCENSIONE DEL G.R.I.M. ALLA CAPANNA GNIFETTI

                                                                                                                             28/7/73

 

   L’ascensione alla Capanna Gnifetti fu organizzata come premio ai ragazzi che quest’anno, più che nei precedenti, ci seguirono con costanza ed interesse. Non si può ritenere una delle solite ascensioni, anche se in realtà, sotto il profilo dell’impegno fisico, non raggiunge quelle del Piccolo Altare o del Col d’Olen.

La novità è offerta dall’attraversamento di due ghiacciai, dalla visita alla Capanna – Rifugio G. Gnifetti posta in alta quota (m. 3647) e dalla visita di un intero e complesso ambiente di alta montagna che si sintetizza nelle colate di ghiaccio e nei crepacci verticali ed orizzontali.

   Il primo tratto del viaggio, in una giornata splendida, si effettuò in funivia fruendo di un biglietto di riduzione concesso dal Presidente della Monrosa S.p.A., ing. G. Rolandi, ridotto ulteriormente dalla partecipazione alle spese del C.A.I. – Sezione di Varallo.

   Si giunse così a Punta Indren per affrontare il ghiacciaio di Indren. Sebbene questo e quello successivo di Garstelet non presentino pericoli oggettivi, tuttavia si ricorse all’assistenza della Scuola di Alpinismo della Sezione varallese del C.A.I., che fu presente con sei membri, tutti di ottimo valore sia sotto il profilo tecnico che umano.

Con essi collaboravano tre Professori della Commissione Giovanile. I ragazzi erano 22, i giovani 11 ed i simpatizzanti, già altre volte presenti durante le nostre ascensioni, 13. Sia per non concedere all’improvvisa ed inopinata presenza di pericoli, sia per offrire ai ragazzi una lezione sulla marcia su ghiacciaio ed anche per consentire a questi novizi di godere del fascino di una cordata classica, si attraversarono i ghiacciai a gruppi di cinque, guidati e sorretti da esperti. Le immagini che scorrevano in sequenza sotto il nostro sguardo rasentavano il fantastico: le vette della Vittoria, della Giordani e della Piramide Vincent si proiettavano aguzze ad attingere dal cielo sorsate di azzurro; il ghiacciaio dalle tinte perlacee sonnecchiava placido accarezzato dal primo sole; i ragazzi si immergevano in questi silenzi sovrumani cospargendo la via dei colori più vivi e contrastanti. E se per i ragazzi fu una festa che ognuno accarezzava nel suo intimo lasciandola poi esplodere via via per renderne partecipi i compagni, l’adulto che verga queste note soffriva il disagio di chi, percorrendo i monti con una pur appassionante abitudine, si deve richiamare all’estasi adolescente, per gustare in tutta purezza quadri così sublimi della natura.

   Giunti al Rifugio, fummo accolti da gestore Sig. Chiara con tale cordialità e generosità che ci sarebbe apparso ugualmente dolce il giungere a casa nostra. Per tutti i partecipanti il C.A.I. – Sezione di Varallo, provvide ad un piatto caldo gratuito che i ragazzi ben mostrarono di gradire sia perché a tale quota esso appariva il più appetibile, sia perché la spontanea garbatezza del personale di servizio accentuava lo spirito cordiale che sempre si ricerca in montagna.

   Rifocillatici, risalivamo il greppo su cui poggia la Capanna Gnifetti per ammirare da vicino la colata di ghiaccio che scende dal Lyskam ed i crepacci enormi che spezzano ad occidente il ghiacciaio del Lys.

Blocchi enormi di ghiaccio sembrano sospingersi per scendere a valle, costituendo nella loro sorprendente staticità immagini surreali di un mondo in ribellione. Nelle zone, pianeggianti in superficie, si aprono voragini dalle forme più bizzarre e dall’estensione meno controllabile.

   I membri della Scuola di Alpinismo accostano, testando la compattezza del ghiaccio con la cautela di esperti sicuri, un crepaccio, creano una barriera umana rinforzata da corde fissate alle piccozze e guidano i ragazzi, dopo averli assicurati in cordata di tre per volta, alla visita di quel mostruoso antro che ferisce il ghiaccio nel suo cammino. Anzi, un giovane istruttore della Scuola, fidando nella tecnica di assicurazione dei suoi colleghi, scende nel crepaccio e ne risale avvalendosi delle sue buone cognizioni su tecniche avanzate per risalite analoghe. I ragazzi, da debita distanza, assistono all’operazione ammirando soprattutto la tranquillità che necessariamente deve accompagnare chi, anche suo malgrado, venga a trovarsi in simili frangenti.

   Abbandonare un paesaggio così nuovo ai più, che tante emozioni e reazioni aveva già suscitato in ognuno di noi, non fu facile. Alzare il capo e vedere una piccola porzione di cielo delimitato dalle vette del Rosa, apriva la mente a nuovi intimi orizzonti: la sete di vedere, di analizzare, di aderire con slancio a nuove esperienze, meditare sui limiti dell’uomo, proiettarsi verso l’infinito, cercare di vedere il Cristo delle Vette, turbarsi, gioire. Il Rosa quel giorno dominava l’uomo, lo acquietava nei suoi istinti ribelli, lo ammansiva e guidava verso pensieri che l’uomo della grande città o del piccolo borgo vuole assolutamente tenere nascosti disponendosi al conformismo ed all’ipocrisia.

   Si scendeva dalla Gnifetti lentamente, tratto tratto volgendosi ad ammirare le vette che si innalzavano sempre più penetrando l’azzurro del cielo, il ghiacciaio luccicava

“nell’oro dei tramonti”, le rocce erose dal tempo, grigie e possenti.

   Si ripiombò, su una veloce cabina di funivia, tra i rumori della valle mentre Mario Alberti, che tanto cordialmente ci aveva accolti all’Alpe Seccio nella nostra prima escursione del ’73, saliva alla Capanna Margherita accompagnato dai nostri auguri.

 

                                                                                   G. Gallino

IL CAMPEGGIO CHE SI TERRA’ ALL’ALPE PILE DAL 2 ALL’11 AGOSTO

 

   Per il Gruppo Ragazzi in Montagna della Scuola Media di Varallo il Campeggio vuole essere un necessario completamento dell’attività che si sta svolgendo sull’Alpe.

Più volte sono state espresse le mete cui si vuole pervenire attraverso le escursioni e le riunioni, con libera partecipazione di ogni allievo alle discussioni, all’avanzamento di proposte e, soprattutto, attraverso la collaborazione ad ogni livello.

Il Campeggio sarà, quindi,  un momento in cui il ragazzo sarà posto di fronte all’analisi della sua coerenza, avendo accettato fin dall’inizio di operare socialmente, e per inserirsi efficacemente e lealmente nel Gruppo, e per dare il suo contributo perché il Gruppo stesso si regga sulla saggezza e sulla familiarità. Non sono mai stati dettati schemi sul comportamento di ognuno né furono imposte remore alle tendenze e attitudini di alcuno, ma sempre al ragazzo fu porto un aiuto per condurlo alla critica ed all’autocritica, sì che lo slancio giovanile che è  in lui lo porti ad accostarsi al compagno con ottimismo e col desiderio di un dialogo aperto e costruttivo.

   Nei Professori che si sono posti al loro servizio e nei Soci del C.A.I. che operano nella Commissione Giovanile, gli allievi dovranno vedere l’uomo maturo nella cui esperienza potranno riporre fiducia, una guida nelle loro scelte, compagni che li precedono di qualche passo nel cammino della vita. Sarà un vivere insieme, non permettendosi che creino differenze né il censo, né la pagella di giugno, né la consuetudine con ragazzi dello stesso rione.

 

   Dopo molteplici incontri della Commissione con alcuni dirigenti del C.A.I. – Sezione di Varallo, si è venuti nella determinazione di scegliere quale sede del Campeggio l’Alpe Pile di Alagna. Il luogo è stupendo, il prato pianeggiante e vasto si stende ai piedi della parete valsesiana del Monte Rosa, in prossimità dell’Accantonamento “F. Pastore” del C.A.I. – Sezione di Varallo. L’Alpe Pile dista 15 minuti dalla strada carrozzabile, tanto vicino ad alcune auto dei Professori posteggiate per potervi ricorrere in caso di necessità, separato tuttavia nettamente dalle vie di transito per mezzo della Sesia le cui sponde sono state collegate da un ponte solido e sicuro. Le case stesse dell’Accantonamento potranno, in caso di necessità, ospitare i campeggiatori.

   La direzione del Campeggio è assunta dai Professori G. Gallino e C. Beccaria che si varranno della collaborazione dei membri della Commissione e di altri del Gruppo Alpinistico Giovanile, studenti dei Corsi Superiori o Universitari, già rivelatisi in passato dotati di buone capacità organizzative e di alto senso di responsabilità.

Il numero dei giovani campeggiatori sarà di 40 ca., e saranno sistemati in tende da tre posti. Ogni ragazzo si è già provveduto di un sacco a pelo per il riposo e di tutta quella attrezzatura ritenuta indispensabile per vivere all’aperto e dormire in tenda.

Una tenda più grande (m. 5 x 5) ospiterà la mensa in caso di pioggia e servirà anche come luogo di adunanza giornaliera.

La mensa è affidata al Sig. Michele Fiorina, bidello della Scuola Media di Varallo, il quale si potrà  sempre valere dell’aiuto dei Giovani già dichiaratisi disponibili per tale attività.

   Ogni giorno, ad ora debita, si terrà l’adunanza durante la quale verranno date indicazioni per il giorno successivo e si tratteranno temi vari, quali: la vita di gruppo, l’amicizia, l’igiene, l’ecologia, la fisiologia, la mineralogia, l’escursionismo e l’alpinismo ecc. Il tema sarà svolto da un Professore presente in campeggio o da persona competente; i ragazzi saranno invitati ad esprimere le loro esperienze.

Si curerà pure un accostamento ai Canti Corali della montagna sia ricorrendo al repertorio valsesiano sia a quello più vasto della produzione nazionale.

   A giorni alterni, se le condizioni atmosferiche lo consentiranno, si uscirà in escursione seguendo tracciati accessibili al Gruppo. Passi del Turlo e del Piccolo Altare; Ascensione – Traversata Testa Nera – Alpe Vigne; Valle di Bors – Bocchetta delle Pisse – Laghi di Cimalegna, Won Decco e Morena del ghiacciaio delle Locce.

   Sia durante la vita la campo che in escursione sarà sempre tenuta a disposizione una cassetta di Pronto – Soccorso con le medicine di più facile e necessaria somministrazione, mai escluso il siero antiofidico. Essendo poi presente al Campeggio uno studente universitario di medicina, egli, più di ogni altro, potrà mettere a servizio la sua preparazione specifica in materia.

   Non mancherà l’assistenza religiosa che si esprimerà con la celebrazione della

S. Messa al campo in ogni giornata di riposo e, se si riterrà opportuno, anche in vetta nei giorni di escursione

   Quando poi, l’11 agosto, il campeggio avrà termine, i Ragazzi saranno invitati ad esprimere in una breve relazione le impressioni sulla loro vita al campo, e francamente noi, responsabili dell’iniziativa, speriamo che,  attraverso ad una schietta dichiarazione, abbiano a giudicare quelle loro giornate inconsuete non meno piacevoli e proficue di quelle trascorse lo scorso anno in campeggio analogo in

Val Gronda.

 

                                                                             G. Gallino

D I A R I O

 

Giovedì 2 Agosto: PRIMO GIORNO DI CAMPEGGIO

 

   Saranno state le otto e mezzo o poco più quando il Prof. Gallino in testa e noi ragazzi subito dopo siamo arrivati al Ponte dell’Acqua Bianca di Alagna, proprio sotto l’omonima cascata, poco sopra la Cappelletta di S. Antonio. Qui ci stava già aspettando la teleferica dell’Alpe Pile, l’Accantonamento del C.A.I. scelto quale sede  del campeggio di quest’anno; ed è stata proprio questa teleferica a facilitarci moltissimo il trasporto non solo di tutto il materiale, ma anche dei nostri zaini e delle nostre tende. La teleferica ha incominciato subito a lavorare ed anche noi, da parte nostra, raggiunto l’Accantonamento con quei 15 minuti di cammino che ci sono dal ponte, ci siamo messi subito all’opera. Per prima cosa si è fatto pervenire al campo tutto il materiale da campo e da cucina e così, mentre la teleferica continuava ad andare e venire, abbiamo piazzato e montato le prime tende, abbiamo dato un primo posto alle cose da cucina e abbiamo ritirato al fresco tutti i viveri più delicati.

Tutto questo caricare, trasbordare, scaricare ed installare si è protratto sino all’ora del pranzo che è stato consumato al sacco in quella grande tenda che è il nostro luogo di ritrovo, e, siccome pioveva, come ha fatto tutto il giorno, abbiamo dovuto mangiare all’interno ed abbiamo avuto così l’occasione di sperimentare la grande comodità di una “TRANOI”.

Dopo pranzo i lavori sono proseguiti: abbiamo montato le ultime tende, è stata avviata la preparazione della cena, abbiamo dato alle cose di cucina un magazzino definitivo e si è incominciato a lavorare in quel ruscelletto che attraversa il campeggio nell’intento di costruire prima rudimentali passerelle e vasche per tutte le necessità della cucina. Il pomeriggio è passato veloce in questi primi lavori di gruppo così, prima di cena, ci siamo ritrovati tutti a cantare sul monticello che domina il nostro campeggio.

Poi la cena, e che cena! Quale ottima ed abbondante cucina quella di Michele. Nulla da eccepire sul menù di quella sera: su quegli spaghetti, su quelle sue “svizzere”, su quelle sue patate.

Cenato, lavati i piatti, ci siamo riuniti nel nostro tendone, tutti assieme, a cantare, e col Prof. Gallino a programmare la giornata seguente.

E calò la sera, scesero veloci le tenebre e noi ci apprestammo ad affrontare la nostra prima notte in tenda.

 

                                                                                   R. Rossi

Venerdì 3 Agosto

 

   Così è cominciato il nostro primo vero giorno di campeggio:

 Sveglia alle 8,30. Dopo la prima notte in tenda ci svegliamo con un po’ di acciacchi, ma contenti. Il nostro Michele per la truppa affamata prepara il caffelatte. Quindi ci mettiamo all’opera per riordinare il campo. A noi ragazze vengono affidati i lavori più adatti (chiamali adatti!!): raccogliere i rifiuti sparsi per il campo, e gli altri

(i ragazzi) vanno a cercare la legna. Forse, grazie a questi lavoretti, riusciamo a legare di più con gli altri nostri compagni ed a poco a poco scompare la freddezza del primo giorno.

   Anche l’ordine ci vuole,  quindi si riordinano le tende, perché ci sarà l’ispezione. Tutto OK! Peccato che piova. Nonostante ciò, in un attimo di pausa della pioggia

P. Gallino celebra la S. Messa all’aperto: un attimo di raccoglimento per tutti.

   Dopo il pranzo ci ritiriamo nelle tende anche a causa delle pioggia. Col cessare di questa i ragazzi decidono di costruire un ponte per via del pantano, e Michele ne approfitta per farsi costruire una panca per i piatti.

   Oggi il tempo non vuole proprio lasciarci stare, infatti ricomincia a piovere. Con alcuni dei ragazzi più grandi P. Gallino va ad Alagna per prendere il pane, mentre alcuni di noi si ritirano nella tenda “TRANOI” a discutere sul perché si va in montagna, discussione interessante sotto molti aspetti di vista, forse perché questo argomento riguarda noi molto da vicino.

E’ l’ora di cena! Dopo quest’ultima ci riuniamo ancora nel tendone TRANOI a discutere sul programma del giorno seguente in cui si effettuerà la gita al Turlo.

        D. Cattarelli – N. Cattaneo – R. Cairo – R. Rossi – S. Giovannoni.

 

Sabato 4 Agosto

 

Al chiarore del mattino ci sveglia il suono argentino della campanella installata la sera precedente da Michele. Ancora assonnati ci troviamo davanti alla baracca adibita a cucina per ricevere la colazione ed il pranzo da consumare a sua volta giunti alla meta.

Fa un freddo cane, ma la stupenda visione del Rosa colpito dai raggi del sole ci inebria, ci esalta, ci spinge. Partiamo. Dopo aver accuratamente evitato la comoda mulattiera per inerpicarci su di un ripido prato, abbiamo finalmente raggiunto

la…. retta via circa a metà del lariceto. All’Alpe Mittleinthail (m. 1928) ci fermiamo per consumare uno spuntino; solo a questo punto decidiamo la meta: il Passo del Turlo. Guidati da tre capre, che evidentemente conoscono la strada, passiamo gli Alpi Faller (m. 1984) dove queste ci lasciano, mentre noi possiamo ammirare il panorama del Laghi Tailli, del Belvedere di Otro e, più in basso, quello di Alagna. Oltrepassato l’ultimo alpe (Grafenboden m. 2231) , facciamo un’ennesima sosta in vista del lago del Turlo. Quindi tre allegri discorsi e fiacchi tentativi di canto poniamo termine alla salita e ci fermiamo per dare l’assalto alle vivande preparate alla mattina.

 

Dal Colle si può vedere tutt’intorno: il Colle del Piccolo Altare, il Pizzo Bianco, i Corni di Faller e la Punta Grober; scendendo con lo sguardo ci si presenta davanti la Val Quarazza e, in lontananza, il laghetto delle Fate. A questo punto il Prof. Beccaria, traendo lo spunto da una miniera d’oro abbandonata che si trova vicino al sopracitato laghetto, e dicendo di aver trovato del corindone al Col d’Olen, ci illustra l’attività mineraria del Gruppo del Rosa.

Poco dopo, tra la nebbia che sale dal fondovalle, prendiamo la via del ritorno. A questo punto si impone la parentesi: la mulattiera che percorriamo è opera di un distaccamento di alpini; dovendo essa servire a scopi militari e quindi al trasporto dell’attrezzatura, essa si presenta lunga ma molto agevole. Durante la discesa abbiamo fatto una puntatina ai laghetti del Turlo, uno dei quali grandi poco più di una pozzanghera, dove è stato tenuto da R. Cairo un Incontro di Vetta sull’uso della bussola e sull’importanza di saperci orientare in montagna, soprattutto quando sale la nebbia. Abbiamo poi incontrato i resti di alcune case abbattute dalle valanghe molto frequenti durante i mesi invernali, e ciò ci ha stupiti non poca dato che solitamente le baite sugli alpeggi di montagna vengono costruite al riparo da ogni pericolo.

   Alle 17, con un tempo che si è rimesso al bello, accolti da un sonante “Branca, Branca, Branca… Leon, Leon, Leon…” facciamo il nostro ingresso trionfale al campo

   Il resto della giornata viene trascorso dalla maggior parte riposando e da una minima parte compiendo opere di beneficio pubblico. E mentre i più stanchi della faticosa giornata vanno a dormire, gli altri vagliano per programmare la giornata successiva, quindi, dopo il tè generosamente preparato da Michele per rifocillare i campeggiatori, tutti si ritirano nelle loro tende e sprofondano in un sonno di piombo.

                   M. Anselmetti – R. Cerri – A. Quazzola – M. Arluno.

 

Domenica 5 Agosto

 

   Un buon riposo ha completamente cancellato la stanchezza di ieri, dopo l’ascensione la Passo del Turlo.

Appena mettiamo il naso fuori dalle tende il Monte Rosa ci augura il buon giorno mostrandosi per la prima volta in tutta la sua bellezza. Afferriamo subito le macchine fotografiche per avere davanti agli occhi questa visione della montagna quando ne saremo lontani, pur sapendo che nessuna fotografia può destare in noi le stesse emozioni che riceviamo oggi di fronte alla montagna viva.

   Nella sua attrezzatissima cucina da campo Michele ci attende con una sorpresa dolcissima… la cioccolata che molto gentilmente ci ha offerto il Sig. Camaschella presente al campo.

   Oggi si svolge la gara Alagna – Bocchetta delle Pisse – Alagna, il cui percorso comprende anche l’Alpe Pile. I concorrenti vi giungono già accaldati per la corsa e ricevono tutti indistintamente un caloroso incoraggiamento da tutti noi schierati lungo il sentiero. I gestori del nuovo rifugio F. Pastore hanno organizzato per i concorrenti un posto di ristoro e noi ci siamo messi a loro disposizione.

   Intanto giungono al campo i genitori di molti di noi e vengono condotti a visitare il nostro bellissimo campo mentre fervono i lavori per renderlo ancora più accogliente. A proposito: c’è anche un’inaugurazione! Il nostro Michele, tutto sorridente, inaugura il ponte in legno che attraversa il ruscello col tradizionale taglio del nastro e si congratula con Marco e Riccardo, i due ingegneri – costruttori.

   La campanella del campo ci chiama a raccolta e tutti facciamo onore al pranzo veramente domenicale: c’è persino il gelato!!

   Nel pomeriggio i ragazzi che non hanno avuto la visita dei genitori si raccolgono nella TRANOI per una tavola rotonda sulla attrezzatura, tema molto importante e spesso trascurato.

   Verso le 17 c’è la celebrazione della S. Messa a cui partecipiamo tutti, ragazzi e genitori. Come sempre, a contatto con le montagne, la S. Messa è da noi più sentita e maggiore è la nostra partecipazione al Sacrificio.

   Salutati gli ultimi visitatori, ci riuniamo per la cena e concludiamo la giornata nella tenda delle riunioni con l’esposizione del programma del giorno dopo, i canti e la nostra preghiera comune prima di ritirarci nelle tende.

A.   Anselmetti

 

Lunedì 6 Agosto

 

Per oggi, lunedì, era prevista l’escursione all’Alpe Vigne Superiore attraverso il Testanera. La partenza che era fissata per le 8 è stata rimandata di un’ora circa perché il tempo era incerto. Passando l’Alpe Bitz e ripercorrendo la medesima mulattiera usata già nella precedente escursione, la silenziosa carovana giungeva al bivio del quale partono i sentieri per il Colle del Turlo e per il Testanera. Dopo una breve sosta, superato l’Alpe Mittleinthail, siamo arrivati all’Alpe Testanera. Mentre noi consumavamo parte dei nostri viveri la nebbia, che ci aveva accompagnati per buona parte della strada, ci impediva di ammirare il Rosa. Ripresa la strada, abbiamo seguito il sentiero, tracciato a tratti, che ci ha portati, attraverso l’Alpe di Flua, al Rifugio Barba – Ferrero all’Alpe Vigne Superiore.

   Dopo aver consumato il pranzo siamo scesi per un sentiero ripido, che costeggia uno dei primi affluenti del Sesia, verso il nostro campo base. A circa dieci minuti di strada dall’Alpe Pile, siamo passati sulla sponda destra del Sesia per verificare se vi erano dei roccioni che ci sarebbero serviti il giorno successivo per imparare le prime nozioni di vero alpinismo. Dopo essere giunti alla base e aver cenato, abbiamo assistito alla proiezione di diapositive riguardanti le escursioni del G.R.I.M. nel 1972, nel nuovo rifugio del C.A.I. di Varallo intitolato a F. Pastore.

 

A.   Boatto – P. Erba

Martedì 7 Agosto

 

Oggi è giornata di riposo, e gli accompagnatori, per farci passare la giornata senza annoiarci, hanno deciso di farci fare un po’ di roccia. C’è un grande sole ed il Monte Rosa è nitido, ma a poco a poco si copre di nuvole ed è un vero peccato!

   Alcune ragazze avevano deciso di rimanere al campo, ma tutti dovevano seguire le esercitazioni, perché siamo in un campeggio dove tutti cerchiamo di essere uniti e di formare un solo gruppo. Così, dopo un’abbondante colazione, ci siamo avviati verso il roccione.

Ci siamo divertiti moltissimo. Era la prima volta per tutti, e tutti avevamo un po’ di fifa nonostante le buone parole di incoraggiamento. Abbiamo imparato molte cose grazie all’aiuto dell’esperienza degli accompagnatori. L’esercitazione è cominciata con la discesa a corda doppia e la risalita su corda, imparando alcuni nodi: Prussik, Delle Guide, Di giunzione. Questa esercitazione di alpinismo è servita ai ragazzi ad imparare le prime nozioni di alpinismo per accostarsi alla montagna in questa nuova forma.

   Quando siamo ritornati al campo avevamo tutti una grande fame e il nostro bravo Michele, ottimo cuoco, ci ha preparato uno squisito pranzo divorato da tutti

   Nel pomeriggio alcune ragazze sono andate a far roccia coi ragazzi, altre hanno aiutato Michele in cucina, altre ancora sono andate ad aiutare nel Rifugio. Verso le 18 P. Gallino ha celebrato la S. Messa. Dopo cena, sviluppando il tema della giornata alcuni Soci del C.A.I. di Varallo hanno proiettato le diapositive sulla storia dell’Alpinismo della Valsesia.

                                                N. Cattaneo – D. Cattarelli – R. Cairo

 

Mercoledì 8 Agosto

 

   Il suono della campanella di Michele annuncia l’inizio della giornata. Uscendo faticosamente dagli accoglienti sacchi a pelo scorgiamo il Monte Rosa che ci sovrasta in tutto il suo splendore con le sue vette che si stagliano nel cielo azzurro illuminata dai primi raggi del sole, mentre il nostro campo è ancora velato dalle ultime ombre della notte. L’ultimo risveglio è completato dagli ultimi zampilli della fresca acqua mattutina. Michele intanto nella sua cucina sta già preparando abbondanti colazioni.

   Con gli zaini già pronti osserviamo il miracolo che oggi la natura ci ha riservato.

All’urlo di battaglia di Michele imbocchiamo il sentiero che conduce agli Alpi Vigne.

La nostra intenzione è  di accostare il più possibile il fronte dei ghiacciai per meglio renderci conto della loro struttura e per godere più da vicino la loro bellezza.

Le cartine topografiche e le diapositive viste la sera prima si animano davanti ai nostri occhi e sentiamo le vette innevate più familiari e più nostre. Ispirati dalla meravigliosa storia dell’Alpinismo sul Monte Rosa, sentiamo in noi lo spirito dei primi conquistatori della montagna e questo ci spinge a salire con più entusiasmo. Il sentiero sale attraverso larici e prati costellati di margherite, arniche, campanule ed altri fiori dai meravigliosi colori.

La bellezza del paesaggio ci spinge a proseguire nonostante il caldo che aumenta sempre più. Dopo una breve sosta abbandoniamo il sentiero finora seguito per tentare il guado del Sesia, ma l’eccessivo caldo ha reso impraticabile l’attraversamento, essendosi il Sesia ingrossato per la grande quantità d’acqua scaricata dal ghiacciaio. Risalita a  mezza costa la morena, riguadagniamo il sentiero che porta alla Capanna Resegotti. La morena, purtroppo, ha tagliato le gambe ad alcuni di noi, che si fermano per strada. Il sentiero è molto ripido ed il caldo rende ancor più faticosa la nostra ascesa. Al pensiero della meta ormai vicina raccogliamo le nostre ultime forze e finalmente di fronte a noi si apre l’incantevole visione del ghiacciaio. Ci sentiamo in questo momento piccoli di fronte alla grandiosità della natura e nello stesso tempo fieri di aver raggiunto una meta molto importante per la storia del nostro Gruppo. 

Il ghiacciaio offre spunti per interessanti riflessioni sulla conformazione del Monte Rosa sul versante valsesiano, più tormentato ed indeciso del versante ossolano.

   La bellissima immagine che abbiamo davanti non riesce però a farci dimenticare che è ora di pranzo ed allegramente attacchiamo le provviste riposte nello zaino, dopo aver scattato molte fotografie per rivivere il ricordo di questa giornata.

   Nel pomeriggio iniziamo la lunga discesa: un’ultima sosta all’Alpe Vigne e poi via verso il campo che si intravede laggiù a valle. E vi giungiamo un po’ stanchi, abbronzatissimi e felici.

La sera, riuniti nel grande tendone eleviamo cantando la nostra preghiera di ringraziamento a Dio, che tutti abbiamo oggi sentito vicino a noi. Poi, di corsa nelle tende!!

                        F. Musati – A. Anselmetti – M. Fuselli – R. Gagliardini

 

Giovedì 9 Agosto

 

   Questa mattina la voce di R. Cairo ha aiutato la campanella di bronzo a svegliarci. Ancora assonnati ci siamo recati al nostro ritrovo per consumare la colazione. Dopo aver accatastato in cucina un po’ di legna di cui Michele aveva bisogno e riordinato sommariamente le tende, ci siamo recati nella nostra palestra di roccia ad assistere alle esercitazioni di alcuni nostri compagni.

In mattinata abbiamo anche ricevuto la visita di alcuni genitori. Ritornati al campo, abbiamo pranzato con molto appetito divorando allegramente i deliziosi cappelletti al sugo ed il pollo alla cacciatora che Michele, aiutato da alcuni nostri compagni, ci ha preparato. Più tardi, dopo aver lavato i piatti, siamo ritornati alla palestra di roccia fino a quando siamo stati richiamati al campo per gustare le miacce, preparate in precedenza dai Sig.i Cattarelli.

   In attesa dell’ispezione tutti si sono dati da fare per riordinare le tende. Dopo di questo abbiamo dato una mano in cucina per la preparazione della cena. Mentre cenavamo abbiamo avuto la visita non a tutti gradita di tre simpatici somarelli che avevano una spiccata simpatia per le nostre tende.

  

 

Dopo la cantatina serale il Prof. Gallino proietta le diapositive del Campeggio 1972 e della castagnata in Val Gronda.

   Beviamo il tè e, dopo aver fatto due risate, ognuno si ritira nella propria tenda.

   Così si conclude una giornata che è stata veramente di festa, come P. Gallino aveva annunciato ieri sera, anche perché abbiamo avuto il piacere di accogliere fra noi la Prof. Sig.na Piera Micheletti.

                                               L. Anselmetti – L. Burlazzi – G. Burlazzi

 

Venerdì 10 Agosto

 

   La giornata comincia presto per alcuni di noi; infatti, armatici di apparecchi fotografici, verso le due tentiamo di impressionare sulla pellicola la massa incombente e scura del Rosa circondato dalle stelle. Dopo aver bevuto e messo sotto i denti qualcosa “in notturna”, ci ritiriamo nelle nostre tende per riposare nelle poche ore di buio che restano.

   Allo spuntar del sole la solita campana di Michele ci sveglia in quest’ultima giornata effettiva di campeggio e ci prepariamo ad affrontare l’uscita finale all’Alpe Bors. Michele distribuisce le vivande da consumare al sacco. Tutto è pronto. Partenza.

Superiamo il roccione, palestra dei giorni precedenti; oltrepassiamo Casera Lunga ed arriviamo presso il ponte sul Sesia alla cui sinistra si diparte il sentiero per Bors. Prima di inerpicarci alziamo gli occhi verso il Rosa che scintilla al sole con la sua impressionante bellezza. Rinfrancati da tale spettacolo, saliamo per il ripido sentiero, costeggiamo il torrente che scende da Bors e giungiamo all’imboccatura di una miniera aurifera della zona: a pochi metri nell’interno di essa si vedono ancora le impalcature ed i macchinari di scarico del minerale estratto. Proseguiamo velocemente anche se il sole scotta. Ed ecco che finalmente ammiriamo il paesaggio stupendo che il buon Dio per mezzo della natura ha creato. Il nostro sguardo tasta le pareti rocciose che circondano il piccolo catino di Bors, corre sui prati dove pascolano numerose mucche  e si deposita sotto il magnifico ed imponente precipitare della Cascata delle Pisse; non si sa se cedere alla meraviglia o alla paura che il nastro argenteo di duecento metri pone come alternativa al pensiero; ci si ubriaca ad ammirare tante bellezze naturali e tutte le preoccupazioni passano in second’ordine. 

   Con le cose viste scolpite per sempre nella mente ci portiamo sull’altura sovrastante le baite dell’alpe riposandoci presso il cippo indicante il territorio di scavo della miniera sottostante e consumiamo qualcosa per riacquistare le energie perdute; quindi ci dividiamo in due gruppi, alcuni restano col Prof. Gallino ed altri, sotto la guida di Roberto e di Gabriele Cairo, si spostano verso Won Decco. Io rimango col primo gruppo anche perché devo aiutare Michele a filmare alcuni esemplari di flora valsesiana. A proposito del nostro amato cuoco-fotografo dirò che, dopo aver faticato abbastanza (causa la mole) per salire a Bors, si diverte a conquistare cime, alle quali assegna nomi che ricordino nei secoli il suo, così altisonante, che suona: Michelangelo Fiorina: così tutti gli alpinisti in vena di grandi imprese dovranno affrontare la famosa quanto terribile Cima Fiorina, e tutti gli editori dovranno modificare la guida di Don Ravelli menzionandovi il Picco Michelangelo ed il Fiorinen Kuppe. Così tra una risata, una fotografia ed un panino trascorrono le ore ai piedi del Monte Rosa che, grazie a quella giornata splendida, appare maestoso con tutto il suo gruppo.

   Ridiscendiamo a Bors vediamo in lontananza ritornare i compagni recatisi a Won Decco. Ci uniamo a loro e ritorniamo al campo. Ci attendono molte cose da fare, infatti domani si tornerà a casa, bisogna mettere un po’ d’ordine nel campo per non creare confusione inutile; tutti si danno da fare: le tende vengono pulite, il campo spazzato dalle immondizie; alcuni raccolgono legna per il falò con il quale si chiuderà ufficialmente il campeggio

   Cala la sera; la cena, ottima come sempre, dà forza anche ai più piccoli di restare svegli fino a tardi. Dopo un discorso composto da noi ragazzi, regaliamo al Prof. Gallino una corteccia di tronco con tutte le nostre firme, riconoscenti per quello che ci ha dato durante il campeggio: lo accetta commosso. Poi la legna accatastata viene accesa; il fuoco, che irradia di una luce rossastra il campo: è il segno visibile dell’unione e dell’amicizia che ci hanno permesso di trascorrere insieme giornate tanto belle. Mentre si intonano canti, Michele, mai stanco, riprende la scena facendo uso di tutta la sua arte e delle sue conoscenze di fotografo.

   Domani si dovrà lavorare, bisognerà lasciare il campo in ordine come quando siamo arrivati; c’è un po’ di nostalgia in tutti di questi giorni, ma anche se le ore di campeggio che restano si stanno esaurendo a poco a poco come il fuoco del falò, a noi non interessa: l’amicizia, la vera amicizia non si esaurisce in dieci giorni; durerà un anno, fino al prossimo campeggio, e poi dieci, venti, cinquant’anni.

 

                                                                                          Riccardo Cerri

 

11 Agosto 1973: ULTIMO GIORNO DI CAMPEGGIO

 

   E’ giunta l’ora della partenza. Per noi ragazzi  questo è un giorno tutto particolare e anche un po’ triste poiché dovremmo lasciare i compagni, il campeggio ed i panorami che giornalmente si offrivano ai nostri occhi. Non ci perdiamo però  di coraggio e,  come tutte le altre mattine, sveglia alle 7,30: pulizia personale e colazione.

Si prospetta  una giornata di lavoro poiché si dovrà smontare il campo, pulirlo, insaccare le tende. Ma ecco il fischio di P. Gallino che ci chiama per l’ultima volta nella grande tenda TRANOI.

Giuntivi tutti, il Prof. Gallino ha parlato qualche minuto per dare disposizioni e consigli per sgombrare il campo: si dovrà innanzitutto liberare l’interno di ogni tenda dei materassini, sacchi a pelo, coperte e zaini, e quindi pulirne il pavimento.

La prima tenda smontata è stata la TRANOI. Un gruppo di ragazzi si è impegnato a smontarla, di ritirarne i pezzi e di piegarne il telone, si è poi iniziato a smontare le tende più piccole e, ad una ad una, con l’aiuto di qualche compagno, sono state capovolte in modo da lasciare asciugare la parte combaciante col terreno e quindi umida. Quindi il lavoro di maggior impegno: piegare i teloni e insaccarli.

Parecchi hanno trovato difficoltà, altri si sono arrangiati, ed i teloni ed i picchetti sono stati ammucchiati in un medesimo punto del campo.                                      

Il tempo era intanto passato veloce; la campanella di Michele, il nostro benemerito cuoco, ci chiamò al pranzo. C’è chi mangia in compagnia dei genitori giunti nel frattempo e c’è chi mangia “alla moda vecchia”, col piatto sulle ginocchia, in compagnia degli altri.

Tutti intenti a consumare il pasto, non ci siamo accorti che il tempo si metteva al brutto, e verso la fine del pranzo le prime gocce di pioggia ci hanno fatto sussultare: ci siamo diretti verso i sacchi delle tende correndo per poterli portare al riparo sotto la tettoia dell’Accantonamento.

   Già alcuni campeggiatori partono coi loro genitori, altri rimangono ad aiutare Michele in cucina ed un gruppo a portare le tende in prossimità della teleferica che le trasferirà sulla strada per Alagna. Solo verso sera il campo fu deserto: rimanevano sul prato le chiazze di erba ingiallita dalle tende, e nel nostro cuore la felicità di essere riusciti a trascorrere insieme un periodo, sia pur breve, della nostra vita, fianco a fianco, in serenità e fiducia reciproca.

Quello del 1973 all’Alpe Pile è stato un campeggio tranquillo e perfettamente organizzato, e c‘è da augurarsi che anche i successivi possano essere così e magari anche migliori.

 

                                                                Silvano Ferraris

 

CAMPEGGIATORI all’ALPE PILE                                    Alagna 2/11 Agosto 1973

1   ANSELMETTI ANNA

Direttore del Campeggio:

 

2   ANSELMETTI LUISA

PROF. GIOAVNNI GALLINO

 

3   ANSELMETTI MARCO

 

 

4   ARLUNO MARCO

Condirettore:

 

5   BARAVELLI FERRUCCIO

PROF. MARIO SPALLAZZO

 

6   BATTU’ MARCO

 

 

7   BOATTO ANTONIO

Vivandiere e cuoco:

 

8   BONSI BRUNO

SIG.MICHELANGELO FIORINA

 

9   BURLAZZI GABRIELLA

 

 

10 BURLAZZI LAURA

Collaboratore nelle Escursioni:

 

11 CAIRO GABRIELE

PROF. CARLO BECCARIA

 

12 CAIRO ROBERTO

 

 

13 CATTANEO NUCCIA

Allestimento Campeggio:

 

14 CATTARELLI DONATELLA

SIG. GIANFRANCO BONOLA

 

15 CENERE ALFONSO

SIG. RENATO FOSCALINA

 

16 CERRI RICCARDO

SIG. ROMANO TOSI

 

17 CERRI STEFANO

 

 

18 DEBIAGGI MAURO

Collaboratrici al campo:

 

19 DELLLATORRE ALFON.

PROF.SSA PIERA MICHELETTI

 

20 ERBA PAOLO

PROF.SSA ELVIRA POLETTI

 

21 FERRARIS SILVANO

 

 

22 GAGLIARDINI ROBERTO

Collaboratore Scuola di roccia:

 

23 GALLAROTTI FABIO

PROF, EMILIO BARBANO

 

24 GINO STEFANO

 

 

25 GIOVANNONE SERGIO

Segreteria e collaboratrice

 

26 MASSERONI MARINA

RAG.A M. TERESA BONOMI

 

27 MUSATI FABIO

 

 

28 PIZZERA IRENIO

 

 

29 PRETI FRANCO

 

 

30 PRETI GIANNA

 

 

31 QUAZZOLA ANGELO

 

 

32 QUAZZOLA ANNA

 

 

33 RIVA FLAVIO

 

 

34 ROSSI RENZO

 

 

35 ROSSI ROMANO

 

 

36 SPALLAZZO GIOVANNI

 

 

37 SPALLAZZO ROBERTO

 

 

38 SPERA ALBERTO

 

 

39 VIETTI LORENZO

 

 

40 ZANETTA LUCIANO

 

 

 

IL CAMPEGGIO………e noi:

 

Paolo Erba – Anche quest’anno ho partecipato al Campeggio G.R.I.M.

La sede: l’Alpe Pile di Alagna, dove è stato inaugurato da poco il novo Accantonamento del C.A.I. “F. Pastore”.

Una quarantina i partecipanti con alcuni organizzatori – assistenti, perciò il primo giorno si è dovuto lavorare di buona lena per piazzare le 22 tende, una buona parte delle quali forniteci dalla Scuola. Nei primi giorni il cielo era imbronciato ed ogni tanto pioveva, cosicché abbiamo sperimentato, cosa non successa lo scorso anno, l’emozione di dormire sotto le tende cullati dal ticchettio della pioggia. In seguito il tempo si mise al bello e potemmo effettuare le escursioni in programma. In una di queste abbiamo potuto ammirare da pochi passi i meravigliosi ghiacciai del Rosa con i loro crepacci dalle sfumature azzurrine.

Questa seconda esperienza al contatto con la natura è stata positiva: come novità, nei giorni di riposo abbiamo avuto scuola di roccia ed abbiamo imparato le nozioni di alpinismo; poi nel periodo di vita in comune si sono rinnovate ed allargate quelle amicizie in parte già instauratesi lo scorso anno.

 

Stefano Gino – Abbiamo terminato da pochi giorni il campeggio all’Alpe Pile. Sono stati dieci giorni di gioia che ci hanno insegnato come si vive in una comunità di soli ragazzi. Grazie all’organizzazione della  nostra scuola ogni ragazzo possedeva una tenda che divideva con altri compagni. Il primo giorno è stato dedicato tutto quanto al montaggio delle tende; il secondo si provvide alla pulizia dell’ambiente che accoglieva il campeggio e si fornì di legna la cucina, il regno di Michele.

Si salì il terzo al Passo del Turlo, e così, a giorni alterni, si rimaneva al campo o si usciva in escursione. Ogni giorno comunque, si trovava qualcosa di nuovo che ci impegnava, e la sera ci si riuniva in TRANOI per trattare argomenti vari o semplicemente per uno sguardo retrospettivo alla giornata trascorsa e l’impostazione della successiva. Le nostre voci si univano poi per la esecuzione di qualche canto che P. Gallino ci aveva insegnato e quindi si andava a dormire.

I giorni di cosiddetto riposo si eseguivano lavori vari, non tuttavia prima di aver riordinato le tende, aver procurato la legna, dato una mano in cucina. Le giornate dedicate alle escursioni, invece, iniziavano con la sveglia anticipata, si rifornivano gli zaini dei viveri occorrenti per il viaggio e si tornava piuttosto presto per riordinare il campo che avevamo lasciato quasi fuggendo. In dieci giorni di campeggio abbiamo compiuto così 4 escursioni: al Turlo, al Testanera – Vigne, al ghiacciaio delle Locce ed a Bors. 

 

Gianna Preti – Anche quest’anno il Campeggio all’Alpe Pile dei due gruppi G.R.I.M. e G.A.G. ha avuto buon successo.

Mi è stato particolarmente gradito per molti motivi, Ma quello che mi ha entusiasmato è il luogo in cui eravamo sistemati.

Svegliarsi presto la mattina, uscire dalla tenda e vedere il Monte Rosa proprio lì a due passi è veramente uno spettacolo indimenticabile. L’alba è il momento migliore per ammirarlo mentre si staglia contro il cielo turchino, con le rocce di un colore rosato e le ombre che, rese più incise per l’inclinazione del sole, ne danno meglio le dimensioni. Questo gioco di colori, e questa sua imponenza facevano rimanere tutti inevitabilmente ogni mattina ad ammirarlo. Poi, coll’avvicinarsi delle ore più calde della giornata, il cielo si faceva meno limpido, qualche nuvoletta lo copriva qua e là, quasi ad indicare un Monte Rosa riservato agli intimi, a coloro che non hanno paura di alzarsi presto, a noi avventurosi o quasi. La sera poi a prendere il suo abito pulito.

La luna lo illuminava e ne metteva in risalto le bianche immense distese di neve e di ghiaccio dei suoi ghiacciai; le miriadi di stelle completavano il quadro. Il tempo ci ha così permesso di vedere questo panorama quasi tutti i giorni.

In campeggio ho trovato molto interessanti le lezioni teoriche e pratiche sull’attrezzatura che ognuno deve avere, sui nodi che ogni alpinista deve conoscere e sulle diverse tecniche di assicurazione in arrampicata. Forse molte erano sconosciute per molti dei presenti al campo, ed ho notato il grande interesse di tutti. Alcuni sono tornati un pochino affascinati per aver scoperto un nuovo aspetto dell’andare in montagna, un qualcosa di più che li ha spinti ad avvicinarsi maggiormente ad essa. Ho però notato anche che queste cose sono state seguite soprattutto dai più grandi; per i più piccolo era prematuro parlarne. Anche lo scambio di idee fra campeggiatori non è stato molto approfondito ma penso che la causa principale di questa mancanza sia stata la troppa diversità di età tra alcuni di noi. Da qui nasce quindi l’idea che per il prossimo anno si potrebbero dividere i due gruppi  e quindi fare un campeggio per il G.R.I.M. e uno per il G.A.G.

Un’altra cosa che ho gradito sono state le Messe di P. Gallino.

Mi ha stupito quanto siano state seguite: l’ambiente di montagna si è rivelato l’ambiente ideale per questo raccoglimento col Signore; ce lo ha fatto sentire più vicino nella purezza dei monti. Deliziosi, a dir poco, sono stati i pranzetti del nostro simpaticissimo cuoco Michele che con la sua stonata campanella, ci richiamava  all’abbondante rancio. E per finire ho apprezzato il fuoco dell’ultima sera che per me è una caratteristica del campeggio, è una parte integrante delle serate in montagna.         

        

 

 

 

 

 

 

 

 

Romano Rossi – Il G.R.I.M. quest’anno ha organizzato il campeggio all’Alpe Pile. Quei giorni sono stati indimenticabili. Il primo giorno è piovuto perciò abbiamo dovuto stare in tenda che avevamo piazzato la mattina sotto un bel sole.

Verso sera ha smesso di piovere e perciò abbiamo potuto mangiare fuori. Dopo cena, ogni sera, ci riunivamo nella TRANOI per discutere sulla giornata passata e disporre il programma per la giornata seguente. Dopo due giorni di permanenza al campo, abbiamo fatto la prima uscita e siamo andati al Passo del Turlo che porta a Macugnaga. Nei giorni seguenti abbiamo fatto roccia, discesa a corda doppia, salita col Prusik, recupero di un ferito (finto!). Ed a giorni alterni abbiamo compiuto uscite:

la traversata Testanera – Vigne, ascensione al ghiacciaio delle Locce, visita all’Alpe Bors.

La sveglia era alle sette quando uscivamo, e più tardi quando restavamo al campo. A me piaceva alzarmi presto per ammirare il Rosa. Certe sere, invece di riunirci in TRANOI, andavamo al Rifugio F. Pastore a vedere delle diapositive scattate da P. Gallino durante le escursioni del G.R.I.M., ed una volta altre diapositive che illustravano le prime ascensioni sul Monte Rosa.

L’ultima sera abbiamo acceso il falò e abbiamo cantato. E’ stata una delle più belle sere anche se era l’ultima.

Il campeggio ha lasciato in me una profonda soddisfazione ed un ricordo indimenticabile.

 

Flavio Riva – Giovedì 2 Agosto io e altri ragazzi più grandi di me, accompagnati dai nostri genitori, partiamo per campeggiare all’Alpe Pile, uno stupendo luogo, dal quale si possono ammirare numerose valli che circondano Alagna.

Appena arrivati, P. Gallino destinò ad ognuno di noi la tenda, che doveva ospitarci per 10 giorni, e così la piazzammo. A mezzogiorno, prima di consumare il pranzo, il campeggio era completo, ed il paesaggio che si presentava a noi era magnifico, anche se il tempo era inclemente. La prima notte che dormii sotto una tenda fu emozionante ma molto bella: non pensavo di essere tranquillo come sono stato. Per me fu veramente una magnifica esperienza che dà un po’ di tempo sognavo.

Durante il campeggio erano programmate 4 magnifiche escursioni:

Passo del Turlo, Traversata Testanera – Vigne, Ghiacciaio delle Locce (alla quale non potei purtroppo partecipare perché lievemente dolorante a una gamba), Alpe Bors. Tornammo a casa tutti felici e soddisfatti, con la certezza di rivivere ancora quella bella esperienza.

 

Lorenzo Vietti – Il 2 Agosto u.s. è stata per me fra le giornate più belle delle mie vacanze perché ho potuto partecipare al campeggio all’Alpe Pile di Alagna, con i miei compagni, organizzato dall’instancabile Prof. Gallino che, coadiuvato da altri professori e dal bravissimo cuoco Michele Fiorina, ci ha fatto trascorrere delle giornate indimenticabili.

Appena giunti, abbiamo piazzato le nostre tende, abbiamo consumato il nostro rancio all’aperto provando gioia per questo modo di vivere. Nei giorni seguenti abbiamo fatto delle belle escursioni all’Alpe Bors, al Testanera, alle Vigne ecc. tornando alla sera stanchi ma soddisfatti.

Ricordo ancora con nostalgia le belle proiezioni, la S. Messa all’aperto, i cori, ed ho ancora negli occhi la stupenda visione delle nostre maestose montagne valsesiane.

 

Bruno Bonsi – Durante l’anno scolastico la Scuola ed il C.A.I. – Sezione di Varallo hanno organizzato un campeggio riservato agli iscritti al G.R.I.M. ed al G.A.G., che avessero partecipato ad almeno due escursioni. La località scelta per il campeggio era l’Alpe Pile di Alagna. Il campeggio sarebbe durato dal 2 all’11 agosto. Io ero nelle condizioni di potervi partecipare ed accettai volentieri la proposta di associarmi al mio Gruppo anche per quella nuova esperienza.

Arrivati ad Alagna la mattina del 2 Agosto, zaino in spalla, ci incamminiamo per le Pile.

In campeggio abbiamo svolto molte attività, ma quella che mi ha interessato di più è stata la piccola palestra di roccia riservata a volontari. Ci hanno insegnato così a fare alcuni nodi ed a calarci a corda doppia. Se abbiamo avuto tanta fortuna, lo dobbiamo ai professori Gallino e Beccaria che da anni si impegnano in una attività riservata agli alunni delle Scuole Medie di Varallo.

 

Stefano Cerri – Il campeggio all’Alpe Pile è stato il mio primo incontro, svoltosi nell’arco di tempo di dieci giorni, con l’alta montagna. Dieci giorni trascorsi in allegria che io spero un altr’anno di ripetere. Ai giorni delle escursioni venivano alternate giornate di riposo che io avrei voluto fossero sempre occupate dalla piccola scuola di roccia, infatti questa è stata per me fonte sia di divertimento che di istruzione. Per questo desidererei molto un altr’anno ripetere questa bella esperienza, e spero di essere accompagnato da molti amici perché  la vita del campeggio mi si è rivelata interessantissima.

 

Gallarotti Fabio – Quest’anno il campeggio organizzato dai professori soci del C.A.I. di Varallo per i ragazzi del G.R.I.M. e del G.A.G. si è svolto all’Alpe Pile di Alagna ed è stato il mio primo campeggio. E’ iniziato il 2 Agosto ed è terminato l’11. Eravamo in circa 40, tutti ragazzi delle Scuole Medie, equipaggiati con 20 tende. Io mi sono sistemato in una tenda a due posti con mio cugino Flavio. Mi sono sempre trovato bene soprattutto per il cibo. Il nostro cuoco Michele faceva di tutto perché non avessimo a rimpiangere quello di casa, e la presenza di P. Gallino e dei fratelli Cairo ci ha fatto molto piacere. Durante i dieci giorni di campeggio abbiamo fatto 4 uscite e cioè: al Passo del Turlo, la traversata Testanera – Alpe Vigne, al Ghiacciaio delle Locce ed all’Alpe Bors.

Sono stato molto contento di questa mia esperienza perché sono ritornato a casa più ristorato e più irrobustito; mi sono divertito molto e spero di partecipare anche ai campeggi dei prossimi anni.

 

 

Angelo Quazzola – Il campeggio 1973 all’Alpe Pile mi ha molto interessato sotto l’aspetto pratico perché ho imparato a costruire alcuni oggetti che ci sono serviti per rendere il nostro soggiorno ancora più piacevole. Mi è piaciuto molto la scuola di Alpinismo ed è proprio essa che ha fatto nascere in me il desiderio di scalare le vette più difficili.

Purtroppo  per ora sono soltanto sceso da un roccione. Oltre alla scuola mi sono divertito molto durante le nostre escursioni: al Passo del Turlo, al Testanera con traversata all’Alpe Vigne, alla morena laterale del ghiacciaio delle Locce ed infine all’Alpe Bors.

Benchè fosse il primo campeggio a cui partecipavo, non ho compiuto molti errori.

Mi sono divertito ed ho potuto comprendere meglio la bellezza della montagna.

 

Alberto Spera – Quest’anno, per la prima volta nella mia vita, sono andato in campeggio. E’ stata un’esperienza molto interessante. Eravamo una quarantina, fra ragazzi e ragazze e per 10 giorni abbiamo vissuto insieme divertendoci ma contemporaneamente imparando a conoscerci reciprocamente e ad aiutarci l’un altro. Il campeggio ha avuto anche dei lati istruttivi nei 3 Incontri di Vetta: uno sull’uso della bussola goniometrica, un altro sull’attrezzatura ed un terzo sulla fotografia. I due sono stati tenuti da un rappresentante del G.A.G.; il terzo dal “famoso” Michele.

Il 1° Incontro di Vetta è stato tenuto durante un’escursione e, finita la spiegazione, tutti abbiamo voluto fare delle prove pratiche  su tutto quello che era stato insegnato. Il 2° Incontro di Vetta è stato tenuto al campo, sul tema: L’Attrezzatura. Tutti eravamo interessati all’argomento cosicché ne scaturì una discussione interessantissima. Il 3° è stato tenuto durante l’ultima escursione. Molti erano interessati alla fotografia, per cui il povero Michele era torturato da continue domande, alle quali rispondeva brillantemente, e tutti furono soddisfatti.

In complesso il campeggio è risultato positivo sotto tutti gli aspetti, e l’anno prossimo spero di ritornarci.

 

Marco Arluno – E’ passato molto tempo dalla fine del campeggio, eppure il ricordo di quei dieci giorni è ancora talmente vivo in me che perfino l’inizio mi sembra di essere stato solo ieri. Per me, matricola del campeggio, si è trattato di un’esperienza veramente interessante, quest’anno eravamo in una quarantina tra ragazzi delle Medie e del Liceo, con un conseguente divario di età e, quindi,  di mentalità abbastanza notevole. Nonostante ciò tutti siamo andati d’accordo e, anzi, penso che questa “mescolanza” ci abbia giovato. Infatti, vivendo per alcuni giorni spalla a spalla con altre persone che hanno un modo di pensare e di vedere diverso da noi, viene spontaneo fare un raffronto con il nostro carattere, compiendo così un esame di coscienza che ci permette di trovare i nostri punti spigolosi e di limarli. 

Di grande interesse sono state le discussioni tenute al campo nei momenti di riposo o, in gita, durante gli Incontri di Vetta. Vari sono stati gli argomenti trattati come vari sono stati i toni delle conversazioni: si andava da quelle di ordine pratico (come l’orientamento, la fotografia, la roccia), a quelle di ordine introspettivo o addirittura filosofico. Tutte sono state utilissime: le une per il bagaglio di cognizioni acquisite, le altre per il ragionamento che richiedevano o per i risultati raggiunti.

Promotore e organizzatore di questo campeggio è stato P. Gallino, che si è assunto per tutto il periodo anche la mansione di nostro “Angelo Custode”, coadiuvato in questo compito dal nostro cuoco e reporter, l’ottimo e sempre allegro Michele Fiorina. La organizzazione è stata molto efficiente, la scelta del posto felice. Le molte comodità a portata di mano, come il teleferino che dalla strada portava il materiale fin sull’alpe, la vicinanza del Rifugio F. Pastore hanno fatto di noi dei campeggiatori….

da grand’Hotel. Nulla da osservare sulla mensa che ci fu sempre preparata con grande cura, anzi, ci fu sempre offerto, specie durante i preparativi degli zaini per le uscite, altro vitto supplementare.

Ci fu così permesso di seguire il passo piuttosto sostenuto di P. Gallino, il quale durante il campeggio ci ha anche permesso di conoscere una fetta in più di quella Valsesia ancora così bella e selvaggia, che conserva l’incanto di ghiacciai e di vette che si stagliano nel cielo: un angolo dove l’uomo può vedere ai suoi piedi le valli ed a fianco i monti, un angolo dove può finalmente dimenticare i pensieri e le preoccupazioni della vita per sentirsi più leggero e vicino a Dio.

   La sera, come sempre in montagna, ha rappresentato uno dei momenti più belli trovarsi riuniti attorno ad un fuoco, intonando canzoni di montagna, parlando delle gite fatte e da fare, dopo una giornata passata assieme, ha un fascino tutto particolare: sincerità ed amicizia sorgono spontanee. Le serate sono state riempite dalla proiezione di alcune serie di diapositive riguardanti l’attività del ’72 del G.R.I.M., il campeggio precedente ed infine la Storia dell’Alpinismo Valsesiano, presentata dal sig. G. L. Griffa.

   Possiamo quindi senz’altro chiudere in attivo questo nostro secondo campeggio, grazie in modo particolare agli organizzatori, Prof.i Gallino e Beccaria, al gestore dell’Accantonamento e a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita di questa attività e, naturalmente… al tempo buono.

   Almeno in parte, questi giorni vissuti assieme hanno raggiunto il loro scopo; il contenuto educativo di un campeggio in montagna è stato senz’altro rispettato: i ragazzi hanno ricevuto le necessarie nozioni per una sicura pratica dell’escursionismo, hanno incominciato ad entusiasmarsi per le sensazioni che può dare l’alpinismo e, soprattutto, hanno imparato a vivere in comunità, senza inutili e puerili convenzioni, in un clima di amicizia come solamente la spontanea scelta di un sano e puro ideale può creare.

 

                                                                                  R. Cairo

Scuola Media – Varallo                                                    C.A.I. – Sezione di Varallo

 

 

 

 

 

Caro amico,

                    La nostra prossima escursione al Colle di Baranca prevista in data coincidente con la manifestazione che si svolgerà a Varallo in occasione della Consegna della Medaglia d’oro al Valore Militare della Valsesia da parte del Presidente della Repubblica, si effettuerà invece il 2 SETTEMBRE.

Raggiunta la frazione di S. Maria di Fobello (m. 1094) in auto, inizierà la marcia che toccherà Catolino, Lungostretto, gli alpeggi di Baranca ed il lago (m. 1818) in ore 1,30.

   Si procederà poi per l’Alpe Selle (m. 1824) ed il colle di Baranca dove verrà celebrata la S. Messa e si terrà l’Incontro di Vetta. Il Prof. C. Beccaria ci intratterrà sui Laghi alpini valsesiani.

Dall’Alpe Selle, che guardano a Bannio, se il tempo sarà favorevole, un gruppo di volontari sarà accompagnato al Colle d’Egua (m. 2239) per ammirare il Monte Rosa.

La partenza dal Piazzale delle Scuole Medie è prevista per le ore 7 su mezzi propri.

 

Tanti saluti.

LA COMMISSIONE.

ESCURSIONE DEL G.R.I.M. AI COLLI DI BARANCA E DI EGUA - 2/9/73

 

I LAGHI ALPINI – Incontro di Vetta tenuto dal Prof. C. Beccaria

Assai frequentemente si incontrano,  nell’ambiente montano, raccolte d’acqua persistenti, di dimensioni di norma contenute, cui giustamente viene attribuito l’appellativo di LAGO.

   In rapporto alle cause che ne hanno determinato la formazione essi vengono così classificati:

1)     Laghi di circo

2)     Laghi in rocce montonate

3)     Laghi di valli sospese

4)     Laghi di doccia

5)     Laghi sbarrati da morena

6)     Laghi sbarrati dal ghiacciaio

7)     Laghi sbarrati da frana

   La Valsesia, nella sua parte superiore, è assai ricca di laghi di modeste dimensioni, molti dei quali appartenenti alla categoria dei laghi di circo, così denominato dal fatto che essi vengono ad occupare il fondo di caratteristiche conformazioni geologiche, a forma di poltrona, denominate circhi glaciali. Tra i laghi di circo valsesiani ricordiamo:

a)     Laghi della regione del Corno Bianco: Lago Bianco, Nero, Verde; Laghi Tailli

b)    Laghi del Vallone del Maccagno: Maccagno, Tillio, Cortese, Casera Nuova, Nero

c)     Laghi della Valle Artogna: Di Fondo, Di Mezzo, Di Cima

d)    Laghi della Val Gronda: Scarpia (piccolo e grande), Seie, Laghetto, Rossa, i due laghetti della Gronda

e)     Laghi della Val Sorba: Talamone, Lamaccia, Tre Vescovi

f)      Lago della Brusiccia (Rima)

g)     Laghi del Turlo

h)     Zivie, Ober Zivie e Pianello (Rimella)

i)       Bosa e Fornale nel Vallone del Fornale in Val Vogna

l)        Lago del Pizzo di Meggiana e quello della cima Tre Alpi

m)   Lago di Baranca

   Esistono poi alcuni laghetti riferibili ai laghi in rocce montonate come quelli di Cimalegna e quelli in prossimità della Bocchetta delle Pisse, generati da fenomeni di transfluenza glaciale. Non esistono, invece, nella nostra zona, laghi ascrivibili agli altri tipi. Ricordiamo infine che sono facilmente individuabili altre conche già sede di laghetti attualmente scomparsi per colamento e per erosione della soglia a valle.

Ne troviamo tracce evidenti, ad esempio, nella parte alta del vallone che da

Pian Misura sale verso il Bivacco Ravelli e l’Alpe Granus, nelle conche che ora accolgono gli Alpi Bors, Prato di Val Sorba e Larecchio.

 

                                                                               Prof. C. Beccaria

PARTECIPANTI ALL’ASCENSIONE AI COLLI BARANCA ED EGUA 2/9/73

G.R.I.M. ed altri ragazzi

Simpatizzanti

 

1   AMBROSINO MARIO

1   ERBA SERGIO

 

2   BONOLA G. MARIO

2   ERBA MARIA

 

3   BONSI BRUNO

3   RIVA ENRICO

 

4   CALTA G. FRANCO

4   FIORINA MICHELE

 

5   ERBA M. GRAZIA

5   BONOLA MARISA

 

6   ERBA PAOLO

6   GUGLIELMINA LUCIANO

 

7   FANTINI GIOVANNI

7   GUGLIELMINA G. ALDA

 

8   FERRARIS SILVANO

8   POLETTI ELVIRA

 

9   GALLAROTTI FABIO

9   ROCCIA PIERA

 

10 GROS J. G. FRANCO

10 FOSCALINA M. CARLA

 

11 MAGNI LIVIO

 

 

12 MORETTI LORENA

Accompagnatori

 

13 PIZZERA IRENIO

1   BONOLA G. FRANCO

 

14 QUAZZOLA ANGELO

2   BECCARIA CARLO

 

15 BOSSI LUCIANO

3   GALLINO GIOVANNI

 

16 BOSSI ROMANO

4   FOSCALINA RENATO

 

17 VIETTI LORENZO

 

 

18 RIVA FLAVIO

Accompagnatori Grignasco

 

19 PRINI ORAZIO

N° 3

 

20 ERBA ANNA

 

 

21 GUGLIELMINA GIORGIO

G.R.I.M. Grignasco

 

22 BECCARIA MARCO

N° 2

 

23 DE BERNARDI LAURA

 

 

24 BIANCHI PAOLA

TOT. N° 46

 

25 ROSSI ROSELLA

 

 

 

 

 

G.A.G.

 

 

1   DALBERTO MAURO

 

 

2   QUAZZOLA ANNA

 

 

RELAZIONE SULL’ESCURSIONE AL LAGO DI BARANCA E COLLE D’EGUA

                                                                                                         di Gianfranco Calta

 

   Dopo il rinvio dell’escursione ai laghi Tailli causa la pioggia, è giunto il turno del lago di Baranca, ascensione che era stata fissata per domenica 9 settembre, ma che è stata anticipata di una settimana per l’arrivo a Varallo del Presidente della Repubblica On. Giovanni Leone.

   Alle 7, ora fissata per la partenza, il Piazzale delle Scuole Medie era quasi deserto, ma si popolò nel giro di una decina di minuti con l’arrivo del Prof. Gallino, il nostro bidello Michele e altri ragazzi. Dopo poco tempo, sistemati per il viaggio i ragazzi che non disponevano di macchina propria o di amici, la comitiva partiva alla volta di Fobello, e lo superava giungendo fino alla frazione Santa Maria, da dove prendeva il via l’escursione vera e propria.

   La prima tappa fu fissata alle Case Verdi (Alpe Baranca Inferiore), così chiamate per il colore dei muri esterni, dove si mise mano per la prima volta agli zaini, usufruendo anche di un piccolo ristoro. Ripreso il cammino, superata la Cappella degli Alpini raggiungemmo il Lago, ed aggirandolo proseguimmo fino all’Alpe Selle.

Qui P. Gallino celebrò la S. Messa. Seguì l’Incontro di Vetta tenuto dal Prof. Beccaria, appena allora arrivato con suo figlio Marco, sul tema: “I Laghi Alpini”. Al termine, constatato che mezzogiorno era ormai passato, si consumò il pranzo.

   Nel pomeriggio fu avanzata la proposta di salire al Colle d’Egua, alla quale aderirono circa la metà dei partecipanti. Lasciati gli zaini in custodia ai pochi rimasti, partimmo e raggiungemmo la meta dopo circa 45 minuti. Di lassù vedemmo il Monte Rosa, che la nebbia cominciava a nascondere e, oltre alle altre montagne, la valle di Carcoforo lungo la quale eravamo saliti al Colle l’anno scorso procedendo sulla neve.

   Ritornati a Baranca, dopo esserci riuniti, prendemmo la via del ritorno fermandoci nuovamente alle Case Verdi.

A S. Maria, la comitiva si divideva e ciascuno ritornava alla propria casa.

RELAZIONE SULL’ESCURSIONE DEL G.R.I.M AI COLLI BARANCA E EGUA

 

   Le prime luci dell’alba del 2 Settembre 1973 preannunciano una giornata magnifica: non una nube macchia il cielo tersissimo. Dopo il grigiore della settimana precedente caratterizzata da temporale quotidiano, ecco finalmente la giornata più adatta di tutta l’estate per una bella ascensione. L’escursione prevista per il 9 Settembre è stata anticipata il 2 per evitare che la nostra uscita coincidesse con la venuta a Varallo del Presidente della Repubblica per consegnare alla nostra città  la medaglia d’oro al valor militare. E forse proprio la variazione della data ha reso più difficile la partecipazione dei ragazzi che si presentarono al via in numero piuttosto ridotto. La comitiva è tuttavia composta di 46 escursionisti. –

   Si parte alle 7 da Varallo e si lasciano le auto alla frazione S. Maria di Fobello. Il sentiero che, prima a destra poi a sinistra, si snoda lungo il Mastallone, è ripido nella sua prima parte e poi presso la cascata originata dal lago; per il resto sale dolcemente consentendo a tutti di prendere fiato dopo la prima fatica e prima di inerpicarsi verso la prima meta. Intanto dalla sua vetta aguzza ci attrae il Pizzo del Moro che appare sempre più arcigno mano a mano che lo accostiamo. Al primo alpeggio di Baranca una cordiale accoglienza del proprietario che (ben di Dio!) conserva ancora qualche cassetta di bibite, residuo della festa degli Alpini i quali, evidentemente, per consuetudine ben nota, alle bottiglie preferiscono i fiaschi. Con l’alpigiano si familiarizza promettendo una nuova visita al nostro ritorno. Appare tosto la cappelletta degli alpini fobellesi, restaurata e ristrutturata dopo che la neve dell’inverno ’71- 72 ne ha asportate le belle colonnine del portichetto. Sulla nostra destra, mentre proseguiamo per la mulattiera ripida, ci appare rossiccia e tetra la parete donde nel 1842 si è staccata la frana che coi sui detriti ha rubato un vasto pascolo del vallone. E poi l’impeto della cascata a ventaglio che il lago di Baranca origina ed alimenta. E’, questo,  un lago che sempre più restringe la sua superficie né è da escludere che non sia lontano il suo esaurimento.

   Si giunge alle 10,30 agli Alpi Selle, posti a cavallo tra la Valsesia e la Valle Anzasca, sull’ultima propaggine del Comune di Bannio. Un dolce ripiano verde si fonde armoniosamente con la lucentezza delle acque del lago e con la pietra grigia delle baite: un luogo ideale per raccogliersi in preghiera durante la S. Messa e poi per riunirsi per l’Incontro di Vetta. Il Prof. Beccaria tratta il tema dei LAGHI ALPINI E PREALPINI. E’, la sua esposizione, un’analisi precisa e circostanziata dei fenomeni verificatisi in tempi remoti e tuttora evidenti per chi sappia guardarsi attorno quando sale i monti. Il suo invito a soffermarsi sulle rive di tanti specchi d’acqua che abbondano in Valsesia sono una chiara manifestazione di uno spirito che il bello della natura ha assorbito ed ama.

   Dopo il pranzo, ci avvolge ancora chiaro il verde dei prati e l’azzurro del cielo. Il poeta Rizzetti ha scritto: “Culmina cuncta Rosae qui petit Egua videt”. E’ un invito al Colle che si apre fra il Cimone ed il Cimonetto. Si sale quindi a marce forzate nella speranza che di là ancora si possano scorgersi tutte le punte del Massiccio. Il nostro desiderio è in buona parte appagato.

Il Rosa, come sempre, nel pomeriggio si vela di nubi leggere che, se lo nascondono in parte alla nostra vista, non ne attenuano la imponenza maestosa. Qualche ragazzo avanza sulla cresta del Cimonetto per scoprire Carcoforo; altri rimangono estatici di fronte alle belle vette che si stagliano a occidente. Anche il Tagliaferro di qui appare ben delineato nelle sue creste nord e sud macchiando l’orizzonte con la sua roccia scura.

   E’ stato così raggiunto il Colle d’Egua per la seconda volta: l’anno scorso salendo da Carcoforo, quest’anno da Fobello; è salvo anche il nostro impegno di concatenare i diversi itinerari sì da offrire ai ragazzi una visita progressiva della nostra bella Valle.

   Ancora uno sguardo alla Cima Pianoni, al Lampone, al Tillio, al Termo ed al Pizzo Montevecchio, e si scende per raggiungere alle Selle quanti hanno preferito soffermarsi sulle sponde del lago. Il tempo di rompere u  boccone e la mulattiera già risuona del passo agile dei ragazzi che scendono verso i due alpeggi di Baranca donde si scorge, laggiù, a sud-est, la Res di Fobello, meta dello scorso anno. Tutti si corre alle bevande che l’alpigiano ci ha tenuto in serbo nella baita ospitale, e poi si punta decisamente su Fobello. A S. Maria la banda musicale di Rossa esegue marcette rallegrando la festa locale; e noi vogliamo pensare che qualcuna di quelle note sia stata espressa per completare una gioia che, dopo l’escursione, i ragazzi sanno esprimere soltanto con il silenzio.

 

Varallo 4 Settembre 1973                                                       G. Gallino

Scuola Media – Varallo                                               C.A.I. – Sezione di Varallo

 

 

 

 

Caro amico,

                   Domenica 30 Settembre si effettuerà l’escursione all’Alpe Grega di Rima S. Giuseppe o, anche, alla Bocchetta che separa la Val Sermenza dalla Val Grande. E’ un punto di massimo interesse specie perché offre la possibilità di abbracciare con un solo colpo d’occhio una vasta zona della nostra Valle. Lassù ci incontreremo con il Sig. Antonioli, guida alpina, che ci metterà a disposizione la sua casa se il tempo dovesse guastarsi.

   E’ l’ultima nostra uscita della stagione e quindi ti preghiamo di fare tutto il possibile per essere presente. Tutto il G.R.I.M. deve essere presente! Durante l’Incontro di Vetta che P. Gallino terrà, sarà anche discusso il programma per la castagnata.

   L’ascensione all’Alpe Grega si compirà in sole due ore, una lieve fatica che certo sarà smaltita prima di riprendere la scuola.

   Prega i tuoi parenti o amici che curino il tuo trasporto a e da Rima S. Giuseppe; se tuttavia proprio non ti sarà possibile trovarti una sistemazione, avvertici per tempo.

Si partirà dal Piazzale delle Scuole Medie alle ore 7.

 

Ti attendiamo

LA COMMISSIONE

PARTECIPANTI ALL’ASCENSIONE ALL’ALPE GREGA SUPERIORE 30/9/73

G.R.I.M.

Aggregati di Grignasco

 

1   AMBROSINO MARIO

N° 13

 

2   BADARELLI SANDRO

 

 

3   BARAVELLI FERRUCCIO

Aggregati adulti

 

4   BERTAGNOLIO MASSIMO

 

 

5   BONOLA G. MARIO

1   RIVA ENRICO

 

6   BONSI BRUNO

2   ROCCIA PIERA

 

7   CALTA G. FRANCO

3   FIORINA MICHELE

 

8   CAMOSSO FRANCO

4   GUGLIELMINA LUCIANO

 

9   DE ALBERTIS DANIELA

5   GUGLIELMINA G. ALDA

 

10 ERBA M. GRAZIA

6   BONOLA MARISA

 

11 ERBA PAOLO

7   FONTANA G. PIERO

 

12 FANTINI GIOVANNI

8   FONTANA ROBERTA

 

13 FERRARIS SILVANO

9   POLETTTI ELVIRA

 

14 FONTANA M. CLORI

10 ANTONIOLI GIOVANNI

 

15 GALLAROTTI FABIO

     Guida alpina

 

16 GALLAROTTI PIERO

 

 

17 GROS J. G. FRANCO

TOT. N° 61

 

18 MAGNI LIVIO

 

 

19 MASSERONI MARINA

 

 

20 PIZZERA IRENIO

 

 

21 QUAZZOLA ANGELO

 

 

22 ROSSI LUCIANO

 

 

23 GUGLIELMINA GIORGIO

 

 

24 RIVA FLAVIO

 

 

25 BIANCHI PAOLA

 

 

26 FONTANA P. CARLA

 

 

27 PIZZETTA EMILIO

 

 

28 POLI RICCARDO

 

 

 

 

 

G.A.G.

 

 

1   CAIRO ROBERTO

 

 

2   QUAZZOLA ANNA

 

 

3   GIOVANNONI SERGIO

 

 

4   MASSERONI CHIARETTA

 

 

5   SAMBRINI PAOLA

 

 

RELAZIONE SULL’ESCURSIONE ALL’ALPE GREGA – di Gianfranco Calta

 

   Eccoci giunti all’ultima escursione in programma quest’anno, fissata per domenica 30 Settembre, avente come meta l’Alpe Grega nella Valle di Rima San Giuseppe.

   Erano da poco passate le 7, quando la colonna di macchine partiva dal Piazzale delle Scuole Medie alla volta di Rima San Giuseppe, dove giungeva dopo circa mezz’ora. Di qui, sotto la guida del Sig. Giovanni Antonioli, proprietario dell’Alpe Grega, prendeva il via l’escursione lungo un sentiero non molto agevole a causa della pioggia dei giorni precedenti, che lo ha reso scivoloso.

   Oltrepassata l’unica costruzione semidiroccata dell’Alpe Pianale, che si trova a circa metà strada, giungemmo a Grega Sotto, dove fu effettuata la prima tappa.

   Ripreso il cammino, giungemmo a destinazione in tre quarti d’ora e, mentre stavano

Giungendo gli ultimi partecipanti, i primi arrivati gustavano un the caldo offerto dalla molto ospitale famiglia Antonioli.

   Poco dopo P. Gallino celebrava la rituale Santa Messa, durante la quale ci raggiungevano Roberto Cairo e Sergio Giovannone, naturalmente accompagnati dall’immancabile Full, il cocker di Roberto.

   Seguì l’Incontro di Vetta tenuto dal Prof. Gallino sullo “Impegno del giovane alpinista e futuro impegno del G.R.I.M.”, un tema non nuovo ma sempre attuale, dal momento che furono ribaditi i concetti che devono regolare le nostre escursioni ed il comportamento in montagna.

Seguì il pranzo.

Successivamente, firmati i tesserini, compilato l’elenco dei partecipanti da parte dei segretari del Gruppo e scattata la foto ricordo, iniziò il viaggio di ritorno, che proseguì senza soste fino a Rima S. Giuseppe, dove la comitiva si salutò con arrivederci alla Castagnata.

RELAZIONE SULL’ESCURSIONE DEL G.R.I.M. ALL’ALPE GREGA

 

 

   Come ogni anno, quanto è più vivo il nostro desiderio di compiere l’ultima ascensione in gioiosa armonia, riunire il Gruppo al completo, salutarci con un arrivederci all’anno prossimo, tanto più aumenta il timore della vigilia che qualche fattore venga a turbare la nostra aspettativa. E la sera del sabato 29 Settembre, col sopraggiungere della notte, anche il cielo si rannuvolò ed una pioggia sottile e silenziosa cominciò a rendere più amara la fiducia che accarezzavamo titubanti e pensierosi.

   La notte ci vide spesso alla finestra; lo sguardo correva alle vette occidentali, e poi allo zaino già preparato che sogghignava da un ripiano della stanza da tempo divenuto suo. Solo verso mattina qualche stella brillava luminosa nel cielo; il velame di ombre oscure si era squarciato verso il Pizzo, a levante si scorgeva qualche bagliore, e quando la sveglia al tavolino con suono inutile ci avvertì che la giornata ci chiamava agli ultimi preparativi, finalmente potemmo emettere un lungo sospiro di sollievo. Le nubi e la nebbia stavano allontanandosi dalla Valle; il sole, non ancora apparso all’orizzonte, tingeva tuttavia di rosa nubi leggere a levante; l’azzurro cupo del cielo si estendeva sempre più fino a scoprirci nitide le creste di settentrione: il Cielo ci assiste. Deo gratias! 

   Il tempo incostante di questi ultimi giorni, l’escursione necessariamente fissata per la vigilia della riapertura delle scuole, forse la meta ritenuta ingiustamente insignificante hanno fatto desistere molti dal presentare il solito tagliando di adesione, tuttavia la mattina della partenza ci contiamo in sessanta. Auto di parenti e di accompagnatori trasferiscono la comitiva a Rima S. Giuseppe dove è ad attenderci la guida alpina Giovanni Antonioli, proprietario dell’Alpe Grega. Con passo ritmato e sicuro la guida si pone in testa al Gruppo che segue curioso di carpire al battistrada il segreto del suo procedere così regolare e la fonte di energie che si sprigionano da quella roccia in cammino. I ragazzi non tradiscono noia o stanchezza né cercano o misurano lo sguardo quanto spazio li separi dalla meta. A Grega inferiore, dopo

1h,20’ di cammino, ci riunì una sosta per un boccone. Lo sguardo di tutti è rivolto al cielo per scoprire il gioco delle nubi che nuovamente si addensano, e per prevedere ciò che il tempo ci riserverà al pomeriggio. Sembrò far crollare la tesi dei pessimisti la lucida chiara visione di alcune punte del Rosa: la Gnifetti, la Dufour, la Nordend; anche qualche barometro subito consultato aumentava la nostra fiducia. Ed a Grega Superiore dava il segnale del nostro arrivo all’alpe, dopo tanto silenzio, il tintinnio festoso delle campanelle che le capre agitavano fuggendo verso le creste. Al dolce suono delle “bronzine” rispondeva terrificante l’esplosione delle cartucce che i cacciatori di marmotte e camosci facevano echeggiare dai loro fucili spietati: un terrore sparso tra la selvaggina in fuga; un gesto di stizza incontenibile tra i ragazzi.

   Ben altra accoglienza ricevemmo nella bella baita del signor Antonioli: thè caldo, latte profumato e tanta tanta cortesia. Un tavolo fu poi apparecchiato per la celebrazione della S. Messa. Poi l’Incontro di Vetta.

Toccò a chi traccia queste note intrattenere la comitiva sull’ecologia: un appello ed un invito a prendere coscienza di quanto i diversi Enti locali e provinciali suggeriscono per il tramite di cartelli esposti tra le vie dei nostri paesi e lungo le strade della Valle: “La necessità di un richiamo così massiccio – abbiamo voluto sottolineare – è indice della superficialità di un popolo”.

   Si consumò il pranzo in gaia serenità: lassù il pane conserva il suo sapore, l’acqua di fonte sostituisce, né fa rimpiangere, la bibita che la TV reclamizza ed un soffio di vento che ti accarezza condisce il tutto, tutto rendendo saporito ed appetibile.

   Si aggirava tra i ragazzi il Sig. Antonioli, l’uomo che per ben 22 volte ha percorso la Cresta Signal, che ha tracciato nuove vie sul Rosa, che conosce la Nord del Tagliaferro più delle stanze di casa sua. Trascorse con noi una giornata, una delle tante che noi vorremmo trascorrere con lui per sentire dalla sua viva voce, tenendo presente la sua estrema modestia, la narrazione delle sue imprese alpinistiche. Lo lasciammo lassù con la famiglia alle 15. Ci salutò ancora prima che il dosso del monte ci nascondesse alla sua vista, mentre noi ancora pensavamo alla Signal, al Corno nero, al Tagliaferro.  

   A S. Giuseppe il Gruppo si riunì ancora prima di ridiscendere la valle. E nessuno di noi si decideva alla partenza:  l’ultima escursione acquistava sempre di più il sapore di una sagra alpina. I ragazzi guardavano lo zaino ormai vuoto, da riporre fino alla nuova stagione, alle mete conquistate, ai dolci incanti degli alpeggi velati dai colori autunnali. Famiglie intere, simpatizzanti del G.R.I.M. e tante volte presenti alle escursioni, manifestavano la gioia di avere scoperto, con le uscite collettive di tutti i componenti, impulsi nuovi per la loro già pur salda unione, e noi accompagnatori tiravamo tacitamente alcune somme: 98 ragazzi iscritti al G.R.I.M.; 7 ascensioni con altrettanti Incontri di Vetta; un campeggio di 10 giorni con 40 ragazzi, tante giornate di lavoro per la coordinazione, qualche ora di sconforto e, cosa che le famiglie, le autorità scolastiche e del C.A.I. accoglieranno con grande sollievo, nessun incidente.

   Fra qualche giorno il Gruppo Ragazzi in Montagna si riunirà, per la tradizionale castagnata, all’Alpe Pile. Verrà comunicata a tutti la data precisa.

   Non sarà più un’ascensione che esigerà una preparazione atletica e psicologica, ma un incontro tra amici che tante volte hanno percorso insieme una strada faticosa ma appagante, che nel senso più realistico dell’espressione hanno diviso il pane e la borraccia, che dalle vette hanno guardato lontano quanto può augurarsi la loro giovinezza di giungere con le loro aspirazioni. Alle Pile tutti saremo assorbiti nell’atmosfera che il Campeggio ’73 ha saputo creare e che provammo pena lasciare. Gli impegni scolastici ora però ci chiamano ad altre mete. Dio voglia che quelle alpinistiche e quelle scolastiche si armonizzino sì da infondere nel Ragazzo del G.R.I.M. un più alto senso di responsabilità ed un desiderio più vivo di rendersi membro operante e costruttivo nella nostra società.

 

Varallo 1 Ottobre 1973                                                         G. Gallino

 

(N.B. La presente relazione è stata riportata dal Corriere Valsesiano e da il Monte Rosa.)

Scuola Media – Varallo                                                 C.A.I. – Sezione di Varallo

                                                                                       

                                                                                       Varallo 6 Ottobre 1973

 

 

Caro amico,

                   Domenica 14 Ottobre ci troveremo all’Alpe Pile di Alagna per la CASTAGNATA.

Ognuno dovrà impegnarsi seriamente a trovarsi un posto in macchina poiché noi non possiamo assicurare altre soluzioni se non il servizio di corriera che giunge da Milano e parte per Alagna dalla stazione di Varallo alle ore 9 (nove).

Alla castagnata sono ammessi anche i parenti.

All’Accantonamento “F. Pastore” funzionerà  un posto di ristoro che servirà “polenta e spezzatini” a chi avrà versato insieme al solito tagliando che troverai in calce,

£. 800 (ottocento) presso la Segreteria della Scuola Media. La Segreteria ti rilascerà uno scontrino che tu dovrai esibire alle Pile per poter ritirare il piatto caldo.

 

Questo il nostro programma:

 

Ore 9         Raduno delle auto nel Piazzale delle Scuole Medie.

                  (Gli altri penseranno a partire per conto loro alla stessa ora in corriera

                  dalla Stazione)                                

Ore 10,30  Arrivo all’Alpe Pile

Ore 11       S. Messa al Campo

Ore 12       Pranzo

Ore 14       Castagnata

Ore 16       Partenza per Varallo

 

Ti ricordiamo ancora: se non hai un posto in macchina dovrai salire ad Alagna con la corriera.

Compila il tagliando e presentalo assolutamente per Giovedì in Segreteria. Non sono assolutamente ammessi ritardi

 

Arrivederci alle Pile

LA COMMISSIONE

PARTECIPANTI ALLA “CASTAGNATA” ALL’ALPE PILE    14/10/1973

G.R.I.M. e ragazzi

45 ANSELMETTI ANDREA

28 ERBA SERGIO

1   ANSELMETTI LUISA

46 ROSSI ROSELLA

29 ERBA MARIA

2   BADARELLI SANDRO

47 BADARELLI ANGELA

30 FERRARIS ROSA

3   BARAVELLI FERRUCCIO

 

31 FERRARIS PAOLO

4   BATTU’ MARCO

G.A.G.

32 ZANARDI ADRIANO

5   BELTRAMI PAOLA

1   ANSELMETTI MARCO

33 ZANARDI LAURA

6   BONOLA G. MARIO

2   CERRI RICCARDO

34 BONOLA MARISA

7   BURLAZZI GABRIELLA

3   CERRI STEFANO

35 CAIRO RENZO

8   BURLAZZI LAURA

4   CAIRO ROBERTO

36 CAIRO GINA

9   CALTA G. FRANCO

5   QUAZZOLA ANNA

37 BADARELLI REMO

10 CAMOSSO FRANCO

6   DEBIAGGI MAURO

38 BADARELLI DARIA

11 CAMOSSO A. MARIA

7   GINO STEFANO

39 BERTOLI LUIGI

12 CATTANEO LUIGI

8   MASSERONI CHIARETTA

40 MOIA FERRUCCIO

13 CATTARELLI DONATELLA

9   SAMBRINI PAOLA

41 RIVA ENRICO

14 DE ALBERTIS MANUELA

 

 

15 ERBA M. GRAZIA

Da Grignasco N° 6

Commissione G.R.I.M.

16 ERBA PAOLO

 

1   GALLINO GIOVANNI

17 FERRARIS SILAVANO

Simpatizzanti

2   BECCARIA CARLO

18 FONTANA M. CLORI

1   CATTANEO GIROLAMO

3   SPALLAZZO MARIO

19 GALLAROTTI FABIO

2   CATTANEO ANTONIETTA

4   BONOLA G. FRANCO

20 GALLAROTTI PIERO

3   GINO MARIA

5   TOSI ROMANO

21 GILARDI PATRIZIA

4   GINO GIUSEPPE

6   BONOMI M. T.

22 GROS J. G. FRANCO

5   EROLI ERCOLE

7   FIORINA MICHELE

23 MASSERONI MARINA

6   EROLI ERMANDA

 

24 MORETTI LORENA

7   GUGLIELMINA GIOACCH.

TOT. N° 110

25 NEGRA VALERIA

8   PERETTO STEFANIA

 

26 PIZZERA IRENIO

9   PERETTO SANTE

 

27 QUAZZOLA ANGELO

10 CATTARELLI EUGENIO

 

28 RIGO DANIELA

11 CATTARELLI RITA

 

29 ROSSI ROMANO

12 BURLAZZI MARIO

 

30 SPALLAZZO ROBERTO

13 BURLAZZI

 

31 VIETTI LORENZO

14 BARAVELLI MARIO

 

32 RIVA FLAVIO

15 PIVANTI PINI’

 

33 PERETTO MAURIZIO

16 BARAVELLI P.LUIGI

 

34 PERETTO ANDREA

17 MANCINI DONATA

 

35 TOPINI VIRGILIO

18 VERCELLI GIUSE

 

36 CATTANEO NUCCIA

19 MORELLO VALENTINO

 

37 BELLERATE ROBERTO

20 MICHELETTI PIERA

 

38 MORETTI SUSANNA

21 CAMOSSO VANDA

 

39 MORETTI PAOLO

22 REFFO G. FRANCO

 

40 MORETTI SIMONE

23 FONTANA ROBERTA

 

41 MORETTI DAMIANO

24 FONTANA G. PIERO

 

42 FONTANA P. CARLA

25 VIETTI AUGUSTO

 

43 ERBA ANNA

26 VIETTI A. MARIA

 

44 BECCARIA MARCO

27 VIETTI PAOLA

 

 

RELAZIONE SULLA “CASTAGNATA” – 14 Ottobre 1973

di Silvano Ferrarris

 

   Dopo vari avvisi attraverso lettere a casa e comunicazioni a scuola iniziata da poco, ci siamo riuniti, come al solito, nel Piazzale delle Scuole Medie, questa volta però alle 9 anziché alle 7.

Alle 10 circa eravamo ad Alagna ed alle 10,30 tutti alle Pile.

Non era una delle giornate migliori ma ci siamo accontentati: una leggera nebbia, che appena arrivati ci lasciava intravedere solo una fetta del Monte Rosa, andava sempre  più infittendosi causando un po’ di preoccupazione negli animi di tutti. Non ci si accorgeva però che il tempo stava passando e presto arrivò mezzogiorno. E proprio a mezzogiorno ci riunimmo al nostro tavolo abituale per assistere alla S. Messa di 

P. Gallino. Negli attimi di silenzio della Messa i ragazzi, guardando con occhi tristi il prato circostante le Pile, forse pensando ai bei momenti trascorsi in quel luogo nei dieci giorni di Campeggio, ed allora, vedendolo così deserto, così solo, con la nebbia che lo rendeva opaco, si sentivano invadere l’animo da una punta di amara tristezza.

Ci distolse da quel pensiero l’annuncio che era pronto il pranzo, consistente in un piatto di polenta e spezzatino. Tre pentoloni di polenta cuocevano nell’interno del Rifugio “F. Pastore”, ed uno nella cucina “di Michele”, la medesima in cui era stata preparata la mensa durante il Campeggio.

Il pranzo veniva servito alla consegna di uno scontrino; all’inizio non mancò un po’ di confusione, ma poi si creò ordine, e tutto filò per il meglio. In un quarto d’ora tutti furono serviti e tutti, ai tavoli, mangiavano allegri e contenti. Tanta felicità si adombrava di un velo di tristezza perché segnava la fine dell’attività del G.R.I.M. e del G.A.G. nel ’73.

Finito il pranzo, c’era chi prendeva il caffè, chi restava al tavolo a parlare, ma i ragazzi uscivano e si divertivano nel prato: chi cantava, chi parlava e chi, più semplicemente, passeggiava e, tra gli altri, chi già incideva le castagne.

Quando le prime incominciavano a scoppiettare sul fuoco, i ragazzi si riunirono attorno alle padelle in attesa di gustarle.

Arrivò lo scatolone di castagne fumanti: fu un’esplosione di evviva. Ragazzi ed adulti si sono poi sparsi un po’ dappertutto con la loro manciata di castagne ancora calde.

La giornata volgeva al termine e qualcuno già si avviava verso casa. Piovigginava, quasi il tempo volesse esprimere la tristezza che il G.R.I.M. provava nel chiudere l’anno di escursioni e di gioie vissute dal Gruppo.

RELAZIONI del G.R.I.M. di Grignasco

 

Escursione all’Alpe Seccio – 13 Maggio 1973

   Finalmente! Dopo tanto parlare del G.R.I.M. e della montagna, ecco la nostra prima uscita. Per l’occasione ci accompagnano la Prof.ssa Carracino e la Prof.ssa Atzeni, le quali, detto fra noi, a vederle non sembrano affatto sportive, ma le vedremo in azione, ci sarà infatti da salire per due ore. Si parte verso le 7,30 da Piazza Cacciami. Con i nostri zaini pieni di cose mangerecce e l’inseparabile thermos, equipaggiati da perfetti alpinisti, prendiamo posto nel comodo pulmino, guidato dal Sig. Cacciami e, via per Boccioleto, base di partenza dove ci si unisce con il nutrito gruppo della Scuola Media di Varallo guidato da P. Gallino, inconfondibile con la sua camicia di flanella a quadri rossi.

   Ci accompagnano il Sig. Antonio ed il Sig. Franco; delle professoresse neppure l’ombra; dicono che debbano venire da Novara, ma sarà una scusa per dormire un po’ di più….

   Si sale, uno dietro l’altro, curvi per gli zaini ancora pieni; sembriamo tante formiche variopinte, per via dei maglioni colorati; la salita è piuttosto irta; ogni tanto si spazia con lo sguardo la Val Cavaione: è davvero incantevole; fitta di faggeti, ricca di acque cristalline, nei prati una vasta distesa blu; sono le genziane.

Che voglia di coglierle tutte e portare quell’azzurro nella nostra casa! Ma non si può: bisogna rispettare la natura, parola d’ordine del G.R.I.M.

   Cominciamo a sentire un languorino e, per nostra fortuna, anche P. Gallino che, adocchiato un bello spiazzo, ci invita a sedere e fare il primo spuntino. E, delle professoresse, neppure l’ombra!

Ci si rimette in marcia; ancora qualche sforzo e saremo alla meta.

Ma ecco che la retroguardia, composta dal Sig. Franco e da noi nate stanche, avvista un trio che arranca; Alleluja! Sono le professoresse paladinate del Sig. Giordani. Li aspettiamo ed un applauso saluta i ritardatari.

   Siamo infine all’Alpe Seccio. Vicino alla chiesa di S. Lorenzo P. Gallino prepara un altare sommario e celebra la S. Messa; poi il Prof. Bossi ci intrattiene con una lezione sull’arte valsesiana ed in particolar modo sugli affreschi gotici della chiesa di S. Lorenzo. Poi, ragazzi che appetito! Gli zaini si alleggeriscono; c’è anche del latte appena munto all’alpeggio vicino. Siamo contenti, l’aria pura ed il verde della natura ci danno una sensazione di leggerezza e di libertà.

   Improvvisamente si leva un coro di canti di montagna; il cerchio si fa sempre più grande.

   Si fa tardi e si inizia la discesa. Verso sera siamo a casa stanchi, ma arricchiti di tante esperienze.

Traversata Mera – Meggiana                                       3 Giugno 1973

 

   Il tempo è piuttosto incerto; nei giorni precedenti è piovuto; un po’ dubbiosi ci avviamo da piazza Cacciami; questa volta siamo un discreto numero, ci sono anche molti ragazzi grandi, Soci del C.A.I. Arrivati a Scopello abbiamo preso la seggiovia e siamo saliti a Mera, insieme al G.R.I.M. di Varallo. Ci siamo incamminati per uno stretto sentiero ed abbiamo iniziato la salita.

L’aria era umida; c’era la nebbia; camminavamo con una certa lena fino a quando non abbiamo attraversato la montagna e, sull’altro versante, verso Meggiana, il sole! C’era un vasto campo di rododendri, qualcuno era già sbocciato. Un po’ infreddoliti abbiamo fatto il primo spuntino; nel frattempo sono arrivate la signorina Carracino e la signorina Atzeni, spaurite perché si erano perse nella nebbia. A Meggiana vi sono delle baite e un signore ci offre da bere, poi P. Gallino celebrò la S. Messa e la Prof.ssa Micheletti della Scuola Media di Varallo tiene un interessante lezione sulla flora alpina. Un gruppo di volenterosi continua la salita, i più pigri li aspettano divertendosi e mangiando.

   Nel pomeriggio si inizia la discesa, un po’ faticosa, a dire il vero, anche perché inizia a piovere. Ma camminare sotto la pioggia, non ci crederete, è abbastanza piacevole. Lungo il viaggio di ritorno siamo un po’ stanchi, ma abbiamo sempre la forza di ridere e scherzare tra noi.

 

Castagnata all’Alpe Pile                                         14 Ottobre 1973

 

   La partenza era per le otto e mezzo. Quando tutti ci siamo trovati, abbiamo capito che si poteva andare o alla baita di Grignasco o all’Alpe Pile, al Rifugio “F. Pastore” del C.A.I. di Varallo.

Decidemmo poi di andare all’Alpe Pile. Dopo essere arrivati ad Alagna, abbiamo fatto dieci minuti di strada a piedi. Arrivati lassù, ognuno sedette a riposare, oppure a farsi degli amici nuovi, infatti con noi c’erano anche quelli di Varallo.

Alle 11,30 abbiamo assistito alla Santa Messa celebrata da Padre Gallino.

   Andammo poi tutti a fare onore alla polenta e spezzatino; di pomeriggio abbiamo cucinato le caldarroste, molto buone. E poi, verso le 7, tutti a casa! Ma la strada è abbastanza lunga e noi siamo tornati verso le ventuno.

 

                                                                                Il G.R.I.M. di Grignasco

RELAZIONE FINALE SULL’ATTIVITA’ DEL G.R.I.M. – Anno 1973

 

   Con domenica 14 Ottobre il G.R.I.M. ha chiuso la sua attività annuale. Non si è trattato, questa volta, di una ascensione o escursione sui monti seguendo criteri che abbiamo espresso nelle relazioni precedenti, ma di una vera e propria festa tra amici. Gli iscritti al Gruppo ed i loro famigliari sono stati invitati all’Alpe Pile di Alagna per trascorrere un ultima giornata insieme, in un’atmosfera di calda serenità.

Il programma della giornata prevedeva: Arrivo alle 10 ai piedi del Monte Rosa;

S. Messa alle ore 11; alle 12 pranzo e quindi “castagnata”. Il C.A.I. – Sezione di Varallo – ci teneva a disposizione l’Accantonamento “F. Pastore” dove si poté

Provvedere anche ad un piatto caldo a mezzogiorno. I presenti, 111 persone in totale, non si erano lasciati intimidire dal cattivo tempo della vigilia, e quando si raccolsero sul vasto ripiano, poterono ammirare, sia pure per breve tempo, il nostro Massiccio Alpino in tutto il suo sfolgorante bagliore. L’animo di tutti si apriva così alle manifestazioni più cordiali: i componenti della Commissione si mettevano all’opera per preparare vivande; simpatizzanti del G.R.I.M. si affiancavano loro gareggiando in generosità; i ragazzi riandavano al bel periodo estivo vissuto tra quelle balze in Campeggio.

   Il Sacerdote ammoniva, nell’Omelia, a tenere presenti i tre cardini su cui poggia l’intero movimento del G.R.I.M.: Amare l’Alpe dove lo spirito trova pace; Amare i fratelli che camminano al nostro fianco vivendo i nostri medesimi ideali di bellezza; Amare Dio che tanta bellezza ci dispensa attraverso le meraviglie del creato.

   Si tornò la sera quando in cielo si addensavano nubi gravide di pioggia, e tutti eravamo felici.

   Si è chiusa, quindi, un’attività che agli insegnanti ed ai Soci del C.A.I. ha chiesto una dedizione senza misura, un impegno costante ed anche sacrifici personali: vivere nell’incertezza del tempo che ci poteva accompagnare nelle uscite; trovarsi tanto spesso a lottare contro le difficoltà organizzative, specie per quanto concerneva il trasporto dei ragazzi fino all’attacco dell’ascensione; impegnarsi in un’assistenza meticolosa e continua ad evitare infortuni, hanno in gran parte assorbito le loro energie. D’altro canto non possiamo nasconderci la soddisfazione che proviamo per aver compiuto con il Gruppo 7 ascensioni con altrettanti Incontri di Vetta, di aver scoperto tanto attaccamento degli alunni a questa forma di vita comunitaria e di averli visti progredire sia sotto il profilo umano che tecnico. Hanno assolto il loro impegno di curare l’amicizia come legame imprescindibile del G.R.I.M., di rispettare l’ambiente ecologico, di studiare il mondo dell’Alpe. E’ così che si giunse a forme varie di collaborazione, alla raccolta spontanea dei rifiuti dopo la mensa, all’analisi di fiori e minerali. Dopo tanti suggerimenti, dunque, i primi frutti che dovranno migliorare col tempo, essendo poi pienamente fiduciosi che le mete raggiunte dai 98 iscritti al nostro movimento saranno di faro ad altri che continueranno ad affluire al G.R.I.M.

Tre anni or sono il Gruppo prendeva vita; chi si unì a noi nel ’70 e ci seguì con fiducia ora ha già terminato la Scuola dell’obbligo e ci ha lasciati con rimpianto.

L’abbiamo udito dalla viva voce di molti. Per formarci un’idea più concreta della validità della nostra iniziativa, distribuivamo l’attività progressivamente lungo l’arco di tre anni, quanto dura la Scuola Media, ed ora, pur dovendo necessariamente tirare le somme senza troppe analisi, pensiamo di poter sinceramente affermare che i risultati ricercati nel G.R.I.M. non erano un’utopia. Il Gruppo, col passare degli anni, andò sempre migliorando numericamente, e non vorremmo fosse attribuito a nostra presunzione se siamo convinti di esserci affidati ad una formula giusta, dal momento che anche le famiglie ci hanno accordato la loro fiducia ed altre ci propongono di accogliere nel Gruppo anche alunni delle Scuole Elementari.

   Anche le iniziative marginali o che, quanto meno, non costituivano l’ossatura della nostra attività, furono molteplici, e tutte lasciarono in maggiore o minore misura un segno del carattere che volevamo imprimere nella educazione ed istruzione attraverso l’escursionismo alpinistico.

   Ci piace segnalare almeno quanto è stato operato perché i ragazzi giungessero ad una lettura precisa delle cartine dell’IGM al 25.000, si esercitassero nel pronto soccorso, scegliessero una alimentazione idonea durante le escursioni di un certo impegno, si accostassero alla pratica dell’alpinismo coscientemente e responsabilmente, apprendessero i primi rudimenti di una arrampicata elementare, camminassero con coordinazione di movimenti. Su tutti questi aspetti tecnici di alto rilievo per chi pratica l’escursionismo vasto spazio era riservato alla vita comunitaria ed alla disponibilità nel porgere aiuto al compagno in difficoltà: prelevare acqua per il Gruppo, alleggerire dallo zaino chi si fosse rivelato particolarmente affaticato, offrire il panino delle proprie provviste.

   Tra le attività rivolte a mantenere l’armonia tra i ragazzi fu anche favorito ed organizzato il canto corale principalmente attingendo dal repertorio italiano dei Canti di Montagna. Purtroppo, pur essendo noi del parere che il canto tipico di montagna può sortire un duplice effetto, quello della coesione degli spiriti e quello del trasporto verso l’ambiente montano, non abbiamo potuto ad esso riservare molto tempo, e, quel poco, solo durante il campeggio. Altre difficoltà, e queste di carattere finanziario, non ci hanno consentito di sottoporre all’ascolto degli allievi i testi eseguiti da Corali Alpine. Sarebbe nostro desiderio, invece, poter disporre di una serie di incisioni discografiche per poter convocare, anche nel periodo invernale, i ragazzi in una sede adatta sia per aiutarli a disciplinare la voce e l’esecuzione dei canti sia per farli incontrare più frequentemente anche nel periodo di inattività escursionistica.

   Di tutte le manifestazioni collettive del Gruppo è pure stata curata una documentazione fotografica e cinematografica. Appena il tempo ce lo consentirà, come già facemmo gli anni passati, riordineremo il materiale, lo commenteremo e presenteremo in visione ai ragazzi della scuola e alla cittadinanza.

   E’, dunque, questo, un altro impegno che ci assumiamo, insieme a quello di dare una veste presentabile al Libro di Bordo 1973, cui uniremo in appendice la relazione del Campeggio tenutosi all’Alpe Pile dal 2 al 10 Agosto u.s.

  

 

Al campeggio (per ora ne parliamo brevemente) parteciparono 40 ragazzi sistemati in tende. Vissero quelle giornate tra l’incanto dei monti senza remora alcuna alle iniziative che essi proponevano per mantenere desto il loro entusiasmo per un mondo nuovo. L’organizzazione della mensa, l’ordine del campo, la partecipazione a quattro ascensioni, gli incontri giornalieri dei campeggiatori, le istruzioni frequenti costituirono tante forme di attività che trovavano la loro motivazione nel desiderio di tutti di rendersi utili, collaborare col responsabile del campeggio e scoprire nella vita comunitaria all’aria libera nuovi legami di sincera amicizia.

   Se le mete conseguite a nostro avviso furono insperate, non possiamo tuttavia tacere che l’avvio all’esperienza non fu troppo facile, anzi non nascondiamo che più volte ci sfiorò il dubbio di poter realizzare quanto ci eravamo proposti. Grazie all’intervento delle autorità scolastiche, pochi giorni prima dell’attività ci pervennero le tende sufficienti per ospitare il numero dei ragazzi che avevano risposto al nostro invito. E per chi mancava di tutto le tende costituivano un buon passo verso la soluzione del problema generale. Il resto sarebbe venuto, pensavamo, e solo la bontà di amici ci fruttò una batteria da cucina che ci permise di partire per il campeggio con una attrezzatura indispensabile. Per il rifornimento di generi alimentari siamo ricorsi a Ditte che ci praticarono prezzi di favore, sì che nessun ragazzo ebbe a rimpiangere la mensa di casa pur versando soltanto £ 10.000. E versarono la loro quota anche il responsabile del campeggio ed i collaboratori, come tutti coloro che saltuariamente vennero al campo a porgere il loro prezioso aiuto. Volutamente non abbiamo fatto gravare sul bilancio le altre spese sostenute da alcuni di noi per la preparazione remota e prossima all’attendamento; alludiamo in particolare ai viaggi compiuti per i rifornimenti e per gli stessi contatti che preventivamente volemmo prendere sia con i diversi fornitori di tende sia con quelli di generi alimentari. Saremo perdonati, speriamo, se abbiamo parlato di sacrifici economici, ma le ristrettezze in cui oggi si muovono ancora gli insegnanti giustificheranno cero il richiamo a questo tema. In futuro, speriamo, alcune difficoltà si appianeranno col concorso delle autorità scolastiche competenti che già ci hanno fatto balenare l’idea di venirci in aiuto.

  In concreto ci tornerebbe molto utile trovarci a disposizione una batteria da cucina ed altri attrezzi utili che ci riserviamo di elencare in un prossimo futuro.

   Come speriamo di avere ampiamente dimostrato (e ci sia perdonata la chiarezza!), ci siamo applicati con entusiasmo e dedizione durante le nostre vacanze perché almeno quelle dei ragazzi non andassero totalmente perdute; ora vogliamo augurarci che tanto sacrificio non si esaurisca in tempo troppo breve.

 

Varallo 16 Ottobre 1973                                          G. Gallino

DOCUMENTAZIONE DELL’ATTIVITA’ DEL G.R.I.M. E DEL G.A.G. 1973

 

   Il 30 Aprile 1974 fu presentata al Centro Giovanile “G. Pastore” di Varallo la documentazione dell’attività  svolte dal G.R.I.M. e dal G.A.G. nella stagione ’73. La mancanza di apparecchi idonei per la registrazione del commento di P. Gallino sembrava precluderci ogni possibilità di offrire un lavoro accettabile al pubblico, ma ancora una volta la Cassa Scolastica avvertì il nostro disagio e ci fornì un registratore Philips dalle prestazioni eccellenti, sì che fu possibile tenere una serata da più parti giudicata di alto rilievo.

   Dopo che il Prof. Gallino ebbe rivolto agli spettatori parole di introduzione sull’attività G.R.I.M. e G.A.G. svoltasi nell’anno, e dopo aver rivolto ai simpatizzanti dei Gruppi Giovanili ed ai familiari dei ragazzi la preghiera di una concreta collaborazione specie per quanto concerne il trasporto degli escursionisti, aveva inizio la proiezione delle diapositive. Le immagini scorrevano sullo schermo agili e coordinate, sì da creare un vero interesse anche quando vollero illustrare i temi svolti negli Incontri di Vetta. Balzarono vive le parole degli insegnanti che avevano guidato gli allievi alla lettura di opere d’arte, alla analisi della flora alpina, alla formazione delle Isole Linguistiche, alle caratteristiche dei laghi alpini della Valsesia, alla sensibilizzazione per i problemi ecologici. Inserita nel contesto dell’escursione, l’illustrazione degli Incontri di Vetta ha favorito la scelta di immagini riprese in tempi diversi, quando la luminosità era adatta all’operazione del fotografo, sì che scorci panoramici o vedute particolari della nostra Valle elevarono il tono talora poco efficace delle riprese in giornate grigie. Poiché di una carrellata si trattava di tutta l’attività, rapidi flash offrirono la sintesi della vita di campeggio tenutasi all’Alpe Pile, mentre, sempre sul campeggio, una relazione più vasta veniva poi proiettata con pellicola cinematografica girata da Michele Fiorina.

   La serata si concludeva con un annuncio del programma del G.R.I.M. ’74, e dalle reazioni raccolte in sala si può ben sperare che non solo il gruppo dei ragazzi aumenterà ancora alle prossime iscrizioni, ma anche adulti, che finora ci hanno seguito un po' da lontano, si uniscano a noi nelle escursioni. Sarebbe tanto desiderabile, dal momento che il C.A.I. può contare sulla sua efficienza solo attraverso una attività che si svolga, sia essa anche modesta come la nostra, sull’alpe.

   La città di Varallo, ed anche i valligiani, hanno dunque sentito il fermento di un mondo giovanile che mira a salire sui monti, a svincolarsi da una trama che li vuole legati al bar o al cinema, a cercare un mondo nuovo dove muoversi più liberamente. Al di là di ogni discorso, le immagini della documentazione furono esse stesse proposta ad una scelta, e noi, pur con la cautela con cui è opportuno procedere sulla via dell’ottimismo, siamo certi che il tanto seme gettato in un campo così affascinante, non tutto si disperderà col vento, ma che una parte almeno di esso germoglierà tra i giovani per il futuro della nostra Sezione del C.A.I. Valsesiano.


 

DOCUMENTAZIONE ATTIVITA’ G.R.I.M. E G.A.G. 1973

 

Guida alla visione di diapositive presentate al Centro Giovanile di Varallo il 30 Aprile 1974.

Foto e testo di G. Gallino.

 

 

 

Introduzione

 

L’ESCURSIONE

 

   Un tracciato, una meta, il ritorno;

Ore liete, soavi, serene;

Vita intensa nel mar dei pensieri.

   Tua guida è l’amor dell’immenso,

Tuo compagno un cuore che canta,

Il compenso il sapor dell’infinito.

   La palestra una cresta dentata,

Una selva di vette sfuggenti,

Un ghiacciaio che salda le rocce.

   Sali e accosti il laghetto lucente,

La cascata che scivola e ondeggia,

Il torrente che irrompe tra i sassi.

   Brilla un fiore assetato di vita,

Alti fusti resistono al vento,

Strade in pietra misurano il tempo.

   Pel declivio van greggi pascenti,

Capre erranti anelanti le alture,

Le bovine osannanti il silenzio.

   Son riposo le case sul dosso,

La casetta sul dolce ripiano,

Il rifugio ancorato nel ghiacciaio.

   Là t’accoglie il fratello dell’alpe,

Sull’alpeggio d’affanni l’oblio,

Sulla vetta la voce di Dio.


 

G.R.I.M.

e

G.A.G .

presentano

ATTIVITA’ 1973

 

Il G.A.G. al Monte Capio                                             24 Aprile 1973

  

   E’ il 24 Aprile ed i giovani, impazienti, aprono l’attività affrontando l’ascensione al Capio. All’Alpe Campo la neve sta sciogliendosi a vista d’occhio, e Full esprime la sua soddisfazione con capriole. A ponente il Corno Bianco un po’ evanescente tra leggera foschia.

Giunti in cresta, la neve ci accompagnerà fino al Capio che si schiarisce via via con l’approssimarsi del mezzogiorno.

L’Alpe Laghetto è inaccessibile: la neve alta non attenua tuttavia la determinazione con cui siamo partiti. Lasciamo la casa dei minatori e d’un balzo raggiungiamo la vetta. Il Rosa assiste al nostro pranzo che ci siamo abbondantemente meritato. Ed il ritorno si svolge nella convinzione che salire al Capio innevato non è prova da potersi ripetere a cuor leggero.

E come noi siamo soddisfatti della nostra ascensione, così i fiori manifestano la loro gioia di averla vinta in un solo giorno sulla neve.

 

Il G.R.I.M. all’Alpe Seccio di Boccioleto                  13 Maggio 1973

 

   Ai giovani rispondono i ragazzi imboccando la Val Sermenza.

Boccioleto si illumina di buon mattino mentre le frazioni di Val Cavaione si risvegliano al primo sole. La mulattiera che sale al Seccio è tutta per noi. Quanti siamo? 139: tutti alla prima uscita stagionale. E con noi sgambetta il piccolo Beccaria; anzi, guai a chi lo trattiene o supera durante la marcia… finirà sullo zaino di suo padre. Parlare di zaino è come dire fare tappa per fargli onore, ed i ragazzi si mostrano di solito generosi…

Il Seccio si avvicina ed il gruppo è ancora compatto: al primo incontro del ’73 i ragazzi hanno tante cose da dirsi, tante promesse da esprimere, tanti piani da concordare. Ma oggi l’attenzione si accentra su questo villaggio romantico che nella chiesetta e nelle case contiene cose splendide. Un momento di sosta sull’erba tenera dell’alpe, e poi la preghiera che sale oltre i monti.

Il Prof. Bossi tiene l’Incontro di Vetta: Una pagina di arte valsesiana, e ci guida alla visione degli affreschi della chiesa di San Lorenzo:

Sulla parete destra l’Ultima Cena. l’affresco è mutilo, essendo stata abbattuta parte della parete per far posto ad una cappella. Interessante l’imbandigione della mensa di gusto naturalistico vivissimo e la mancanza di senso prospettico nella realizzazione della tavola.

Cappella settecentesca costruita a fianco dell’antica chiesetta, sacrificando parte dell’affresco dell’Ultima Cena. La statua in legno di S. Lorenzo è di bella fattura, così pure gli angeli.

Al centro dell’abside la figura del Cristo Giudice, inserita in una mandorla, caratteristica dell’arte del tempo, circondata dai simboli degli Evangelisti. Ai lati dell’altare scene della vita e del martirio di San Lorenzo.

Parte destra del risguardo dell’abside: la Vergine Immacolata col manto carico di volute gotiche. Sotto, la figura ieratica di San Gregorio Papa.

Figure sul lato sinistro: interessante la semplicità di tratto del Crocifisso.

Sul lato sinistro: Santa Caterina di Alessandria, Sant’Anna, la Vergine col Bambino e un imponente Sant’Antonio Abate.

Risguardo sinistro del fronte dell’abside: l’Angelo Annunciante, con le parole dell’annuncio: Ave, Maria, gratia plena… Sotto, San Giovanni Battista.

Visione totale del fronte dell’abside colle figure fortemente evidenziate e distinte pesantemente in riquadri da grosse linee.

Santa Apollonia e San Bartolomeo. Fra le figure la data di consacrazione della chiesa: 23 Aprile 1446.

Sul lato destro della Chiesa, due figure di santi, un diacono ed un Vescovo ormai solo parzialmente leggibili.

Lato sinistro esterno della chiesa: San Cristoforo e, stranissima iconografia, certo l’unico affresco del genere in Valsesia: la Ruota della Fortuna.

   Scendiamo poi all’Alpe Lische per visitare una casa che sussiste da circa sette secoli: su un basamento in pietre squadrate poggia una seconda struttura in legno costituita da tronchi intersecati tra loro, opera di rara perizia. Solo il tetto cedette in parte alle nevicate del ’72, e c’è da sperare che qualche Ente interessato al mantenimento di questi gioielli valsesiani ponga mano al ripristino.

   Ora si sale all’Alpe Sull’Oro, là oltre il Cavaione. Anche qui alcuni affreschi che mano vandalica ha in buona parte distrutto e che animi sensibili, fortunatamente, per contenere il deperimento di tante meraviglie della nostra terra, hanno riportato alle condizioni il più possibile decorose.

   Si scende ormai con gli occhi pieni di luce e con l’animo sereno.

Ci lasciamo lassù la chiesetta della Madonna del Sasso, diamo uno sguardo di sfuggita alla splendida Chiesa delle Giavinelle, ed entriamo nella frazione Oro di Boccioleto per ammirare, tra tanti altri affreschi bellissimi, quello del soffitto della Chiesa di San Pantaleone che ci ricorda tanto da vicino il Cristo Giudice del Seccio.

 

Il G.A.G. alla Massa della Saiunca                         31 Maggio 1973

 

Vista in una giornata serena e limpida la Saiunca, lassù, è un invito irresistibile.

“Splendido colpo d’occhio”, leggiamo nel Ravelli; “Si vede…………..

si scorge……. fa capolino………”; e noi oggi stentiamo a vedere il battistrada che sta scarponando da cinque ore. Lo stesso fotografo è sceso ai più facili compromessi per riprenderci sulla vetta affaticati e delusi.

Per questo abbandoniamo la cresta della risalita per scivolare lungo il canalone che ci porta all’Alpe Cuvàa dove lo zaino la paga per tutti. Mentre il cielo sembra schiarirsi tagliamo un residuo di neve per accostare il Brughetto e scendere a Casarolo. E finalmente: un po’ di riposo!

Una giornata da dimenticare? Neanche per sogno! La montagna e come la vita: speranze, sogni, delusioni e poi la meta ambita. All’alpinista basta l’ottimismo.

 

Il G.R.I.M. ed il G.A.G. nella traversata Mera – Meggiana    3 Giugno 1973

 

I due gruppi giovanili per compiere una delle escursioni più interessanti della nostra valle.

Dalla seggiovia che ci porta all’attacco scorgiamo nubi basse nella valle, ma per noi ottimisti: “nebia basa bel temp a lasa”, anche se alla partenza da Mera il nostro “adagio” sembra subire un rallentamento. Quando però doppiamo l’Ometto l’ottimismo è ancora tutto in gioco.

Si procede spediti, ora, fino al croso del nostro ritrovo. “Chiare, fresche e dolci acque”, si sente recitare da qualche parte; ma il GEV di Val Gronda che oggi è con noi sfodera la sua bandiera inneggiando all’enologia.

Ovunque genziane tappezzano il prato, e noi lasciamo tanta poesia per incamminarci verso gli alpeggi di Meggiana dove ci attende la cortesia del signor Gilardi. E’ una fila iridata che spicca sul verde del prato e si spinge versi i casolari. Il passo si fa sempre più pesante, ma lo zaino sempre più leggero. Eccoci al concentramento delle forze: un primo commento alla camminata ed il primo dialogo a cuore aperto.

Su un altare riservato a noi l’invocazione della protezione di Dio sugli alpinisti e poi, sullo smeraldo dell’alpe, la signorina Micheletti tiene l’Incontro di Vetta: LA FLORA ALPINA:

   “Per chi ascende i monti la vegetazione costituisce parte ammirevole del paesaggio appunto per la varietà dei vegetali distribuiti sull’alpe. Le variazioni di temperatura, di umidità, d’intensità di precipitazioni, di esposizione ai raggi solari, di ventilazione, di caratteristiche chimiche e fisiche dei terreni determinano lo sviluppo di vegetali che in linea di massima risultano così distribuiti: Latifoglie eliofile, come la quercia ed il castagno, fino all’altezza di 1100 metri circa; Latifoglie sciafile come il faggio, aghifoglie come l’abete rosso ed il larice, fino ai 2300 metri circa. Ad altezza maggiore gli arbusti come il rododendro, il mirtillo comune, il mirtillo rosso

(o grivola). Ad essi succedono i pascoli e, quindi, la zona delle zolle pioniere, ove vivono vegetali singolari in severe condizioni climatiche, e che raggiunge il limite inferiore delle nevi perenni. Su tutte queste zone troneggia il candore delle nevi eterne. La ricchezza delle nostre foreste può esaurirsi in un istante per la leggerezza dello stesso alpinista, dell’escursionista e del comune viandante. Il Bo ora attende lassù i più alti, ed il laghetto del Pizzo i più piccoli, adagiato sulla cresta, mai stanco di ammirare i monti che dividono la Val Sorba dalla Val Gronda, la Val Gronda dalla Valle Artogna con il Ventolaro ed il Cossarello e, su tutti, imponente, il Monte Rosa.

Un’altra volta il cielo si rannuvola: una scivolata all’alpe Piana per ricostruire il gruppo; ed a Piedimeggiana si disse fortunato chi teneva nello zaino un paracqua.

G.R.I.M. e G.A.G. al Piccolo Altare                        29 Giugno 1973

 

   Oggi il paracqua non ci servirà: partiamo per Rima che lasciamo al suo risveglio. Di buon passo ci dirigiamo verso Lanciole Sotto per raggiungere il sole che sta scivolando dal monte. I primi passi sono sempre i più faticosi, ma qui troviamo spazio per risollevarci dal peso dello zaino. E’, questa, tuttavia, solo una meta parziale; si riprende tosto la salita tra i rododendri. Ora stiamo già in alto, ed il sentiero ripido invoca tappe supplementari. Un residuo di neve: “Attenti alle trune!”.

Conviene comunque fare il pieno prima di affrontare lo strappo sulle giavine! Ed eccoci in vetta: il primo impulso, vedere di là… E di là, il piccolo lago delle Fate con la frazione Borca un po’ avvolti dalla nebbia. Grazie a Dio, siamo giunti tutti quassù, e ne ringraziamo il Cielo durante la Messa.

Il cielo fa capricci mentre il Prof. Spallazzo tiene l’Incontro di Vetta: LE ISOLE LINGUISTICHE IN VALSESIA.

“Il risultato di studi profondi e minuziosi fa derivare le colonie tedesche in Valsesia dal trasferimento di pastori dall’Alto Vallese. Lo attesta la rassomiglianza del dialetto vallese con quello di Gressoney, Alagna, Rima, Rimella e Macugnaga. Le case, specie quelle di Alagna, ripetono elementi particolari che figurano in quelle transalpine. Così appare di uso comune lo “schnida”, un lungo coltello fissato ad una tavola, per affettare le larghe pagnotte, ed anche l’apparecchio a due piastre metalliche atte a cuocere le “miacce”.

I Tedeschi immigrarono in Valle Anzasca nel 1200 e passarono poi nella valletta di Rimella attraverso il Colle della Dorchetta; ad Alagna attraverso il Turlo; a Rima attraverso il Piccolo Altare che oggi ci ospita. Né è da escludere che da Alagna a Rima, o viceversa, quella popolazione si sia diffusa valicando il Mud, il Piglimò, il Moanda; che una parte di essa sia passata a Gressoney attraverso il Col d’Olen e ad Otro attraverso il Passo del Foric, mentre pare assodato che in Val Vogna sia pervenuta direttamente da Pietre Gemelle (Riva Valdobbia).

Altre supposizioni sembrano meno attendibili, né fonti certe potranno ormai far luce sulle diverse ipotesi avanzate.

E’ tuttavia auspicabile che un patrimonio culturale così affascinante sia efficacemente protetto e, Dio volesse, quei dialetti tornino a prendere vita alle falde del Monte Rosa.”

Mentre esprimiamo questo desiderio, il vento sta spazzando le nubi, ed Uccio assiste ai lavori. Altri invece fanno la siesta.

Mentre si scende l’occhio dei ragazzi è rivolto ad altri interessi,  e i nostri si compiacciono di una immagine così concreta di disciplina.

Ancora una deviazione per ammirare il lago della Brusiccia, e l’ultima fermata per assistere alle evoluzioni della guida Antonioli sulla sua palestra personale.

 

 

 

 

 

G.R.I.M. e G.A.G. al Col d’Olen                            22 Luglio 1973

 

   Si sale al Col d’Olen per un incontro con giovani di altre Sezioni. Se le acrobazie di Antonioli ci hanno portati nel mondo più puro dell’alpinismo, le nubi che danzano sul Tagliaferro ora ci sollecitano a raggiungere il rifugio. Il vallone, noiosissimo, ci offre un compenso facendoci apparire gli alberghi quando li ritenevamo ancora molto distanti.

Un po’ di smarrimento, poi confidenza e quindi la più viva sicurezza quando così folto gruppo di giovani si dispone attorno alla cappelletta.

E’ finita la Messa. Ci guardiamo attorno: tempo variabile, variabile più che mai. Tutto provammo: acqua, sole, nebbia e neve……

Dopo il pranzo ed il ritiro della targa di presenza, eccoci in marcia versi l’Istituto Mosso. Una breve fermata per raccogliere alcune notizie, qualche passo di esercitazione su zone innevate, e si raggiunge il colle dove è di turno il sole………

In valle i campanacci del bestiame al pascolo sono tante fonti di suono idilliaco. Una carezza alla mucca più mansueta, e salutiamo il Rosa che ci fa l’occhiolino.

 

G.R.I.M. e G.A.G. alla Capanna Gnifetti                    28 Luglio 1973

 

   Abbiamo raccolto l’invito del Rosa al Col d’Olen e ci mettiamo in marcia; una marcia che si sviluppa a gruppi legati ad altrettante corde di assicurazione quando partiamo da Punta Indren. Il tempo splendido, la Vincent innevata e lucente, la prima vera prova su ghiacciaio ci riempiono l’animo di un ardore incontenibile.

Le lunghe file si susseguono ad andatura costante fino alle prime rocce………….

Al termine del ghiacciaio l’emozione di afferrare un appiglio e di cercare un solido intacco.

Ai soliti accompagnatori oggi si sono aggiunti con generosa dedizione i membri della Scuola di Alpinismo della Sezione.

Una corda serpeggia tra massi che spuntano dalla neve, determinando tanti punti di arrivo che interrompono la monotonia della marcia.

Intanto, dal vallone di Gressoney, ci appare l’azzurro del Gabiet.

La Gnifetti è in vista: sembra a due passi. E di qui, passo dopo passo, la fase progressiva della nostra conquista. Chi per la via più breve, verso il bordo occidentale del Garstelet, chi seguendo una traccia a più vasto respiro, sotto lo sguardo del Lyskamm imponente, approda al bel rifugio dove la cortesia è di casa, e raggiunge poi il crestino tra Garstelet e Lys, anche questa volta per vedere che cosa c’è di là. Ancora ghiaccio, crepacci ed alpinisti in marcia. Val la pena di vedere un crepaccio da vicino. Ecco il nostro Incontro di Vetta: i ragazzi, tre per volta, accompagnati dalla Scuola di Alpinismo che fa sicurezza, possono soddisfare al loro desiderio.

“Un ricordo della Gnifetti”, si sente invocare all’apparire del fotografo, “Un ricordo del ghiacciaio! del Lyskamm!”.

E sulla via del ritorno, il ricordo di un bel gruppo di amici che per la prima volta è salito al Rosa.

 

G.R.I.M. e G.A.G. ai Colli Baranca ed Egua                 2 Settembre 1973

 

   Oggi la comitiva non si pone problemi: il tempo è splendido, la marcia tranquilla e la meta vicina.

Il Mastallone ancora bambino gioca tra i sassi e saltella felice.

Noi procediamo ad andatura moderata pensando al lago che origina il torrente

Ai primi alpeggi di Baranca una calda ospitalità del proprietario ci consente un primo spuntino tra l’erba del prato. E poi, via verso la cappelletta degli alpini che qui, tra rocce brulle, offre un piccolo quadro di suggestiva tranquillità. E dopo un ultimo sforzo, il lago reso un po’ grigio dal colore delle rocce, e l’alpeggio delle Selle, sempre aperto alla più dolce quiete.

Sono gli ultimi passi per giungere al Colle Baranca, e proprio sul Colle un blocco massiccio si trasforma in altare.

Il Prof. Beccaria, con l’assistenza del piccolo Marco, tiene l’Incontro di Vetta: I LAGHI ALPINI DELLA VALSESIA.

“Molti sono i tipi di laghi alpini. In Valsesia figurano quelli di Circo, come quelli del Rissuolo, di cui vediamo qui il Lago Bianco; come quelli del Vallone del Maccagno: ecco quello del Tillio.

I Laghi della stupenda Val Gronda: ecco quello delle Seie.

I Laghi della Val Sorba: questo è il lago superiore della Tre Vescovi.

Tra quelli in rocce montonate ecco una visione parziale di quelli di Cimalegna.

Altre conche furono già sede di laghi attualmente scomparsi, come all’Alpe Prato in Val Sorba, al Larecchio.”

Siamo stati troppo tempo fermi: sgranchiamoci le gambe!

Le Selle sono già laggiù mentre noi saliamo ad andatura forzata verso il Colle d’Egua, ma qui, culmina cuncta Rosae amate da Rizzetti, appaiono appena mentre le nubi danzano sul massiccio nascondendo or questa or quella vetta.

Salutato il Rosa, ci precipitiamo verso Baranca dove ci giunge gradita la visita del signor Marchini che ci raggiunge dal vallone di Strienghi.

Un devoto omaggio alla Cappella dedicata agli alpini caduti di Bannio, doppiamo il più alto alpe di Baranca e ci portiamo a quello inferiore per consumare una bibita offertaci dalla gentilezza che viene mai meno in montagna. Attendiamo che il signor Guglielmina abbia esaurito la sua riserva di zucchero, e ci raggruppiamo, con il rammarico che una giornata così bella non sia stata goduta come noi dai nostri amici, e torniamo a Fobello quando è sera.

 

G.R.I.M. e G.A.G. all’alpe Grega                           30 Settembre 1973

 

Una nuova partenza; l’ultima partenza per l’Alpe.

Ci troviamo riuniti a Rima S. Giuseppe quando il sole già illumina le case. Ma quando attacchiamo la salita il cielo si oscura ed anche la nostra baldanza si attenua. Si sale, tuttavia,  seguendo il ritmo costante della guida Antonioli che ci ospiterà nella sua casa.

Un boccone alla svelta per rompere il digiuno, e la marcia continua mentre la guida accelera il passo per annunciare il nostro arrivo.

Il grigiore del cielo si addensa, ma giungiamo in porto in perfetto orario.

Questa volta la Messa si celebra su un vero tavolo. E’ l’ultima Messa di quest’anno celebrata per noi sull’Alpe: ci sfiora la tristezza.

Sui massi che circondano la baita troviamo posto per l’Incontro di Vetta tenuto dal professor Gallino: IMPEGNO DEL G.R.I.M.

“E’ passato un uomo ed ha violato la natura; un uomo senza gusto estetico. Così leggiamo a Rassa (Città pulita, città gradita), così a Campertogno (Aiutateci a tenere pulito). L’esempio viene dall’alto, ma non è mai troppo presto per assumersi delle responsabilità.

Un punto del nostro decalogo: Ammirare i fiori nella loro sede.

L’acqua limpida è una liquida porzione di cielo. (Leggesi in Val di Gressoney: Divieto di inquinare l’acqua).

Anche l’uomo sa creare cose belle (Pittura quattrocentesca); l’altro uomo non ha il diritto di distruggere (Non profanate questo luogo con iscrizioni)”.

Si scende. Già è l’ora del tramonto: una giornata che finisce, un anno di attività che si chiude, dopo che siamo stati al Capio, al Seccio; a Meggiana, al Piccolo Altare, al Col d’Olen, alla Capanna Gnifetti, al Passo del Viareccio, ai Colli di Baranca ed Egua, all’Alpe Grega, in Campeggio all’Alpe Pile.

 

G.R.I.M. e G.A.G. in Campeggio all’Alpe Pile               2/11 Agosto 1973

 

40 ragazzi accampati all’Alpe Pile; 20 tende per il riposo; una tenda grande per le adunanze; una cucina costruita a regola d’arte dai signori Longo, Curto e Grosso; e tante esperienze di vita comunitaria.

Tutti al lavoro!

Prima notte nel sacco a pelo: sono due cuccioli; faranno un sonno solo. Questi invece sono due veterani: già, l’anno scorso il sacco era più lungo! Tutto tace! (o fingiamo di crederlo!).

Oggi è giorno di riposo: Avanti i carpentieri!

E’ una nuova alba: si sale al Turlo. Tutti in gruppo per la bella mulattiera. Tutti ansiosi di rivedere la Valle Anzasca ed il laghetto delle Fate. Tutti ancora in gruppo a ripetere il viaggio dei Vallesi. La nostra presenza: una nuova meta conquistata.

Oggi riposo: tutti di servizio.

Quattrocento pecore tagliano il campo per salire ai monti. E noi? E noi oggi andiamo al Testa Nera e scenderemo alle Vigne. Ma anche il nostro umore è nero, oggi; E’ fosco l’aere…….. Alle Vigne tentiamo tuttavia di scoprire il Rosa, ma quello reagisce. Ritenteremo!

Ancora riposo: riposo in palestra: un buon esercizio per muscoli saldi: Prussik e corda doppia.

Altra uscita: si sale al ghiacciaio delle Locce.

Il Rosa è più che mai disponibile: ci accoglie in un salotto fantastico. La cresta amica, la Signal prestigiosa, il Canalone Vincent: un colatoio di ghiaccio. E la cascata di Flua che ci avvolge in una piacevole frescura.

Anche oggi riposo? Sì, l’ultimo giorno di riposo.

Ancora una visita ai fiori di Bors e di Won Decco: il Rosa è veramente diventato amico; gioca con noi. Una giornata stupenda che non dovrebbe finire mai.

Ma viene l’ultima sera e si canta attorno al falò alla nostra amicizia.

Oggi sveglia all’alba! Preparare gli zaini! Levare le tende! “Anche la Tra Noi?” Sì, anche quella, purtroppo, la tenda dei nostri incontri.

Sul prato i segni di un nostro lieto soggiorno. Le catene del camino penzolano sciolte. L’Accantonamento è ripiombato nel silenzio.

Il cielo si rannuvola; sgocciola; il Rosa si rifiuta di assistere alla nostra partenza.

Sulla strada del ritorno una mano ha perso la consuetudine alla guida.

 

Castagnata all’Alpe Pile                                   14 Ottobre 1973

 

Si torna alle Pile col pensiero al Rosa ed al nostro campeggio.

Ma il Rosa, dopo una breve apparizione per un saluto, si ritira dietro la sua coltre di nebbia fumosa. E fumo si eleva anche dal vasto prato  dove lo scoppiettio dei ceppi fa eco ai mortaretti che esplodono in padella. Nella vecchia cucina è il dinamitardo Ferruccio Moia, più fotogenico che mai. Al centro dell’accantonamento collabora papà Enrico Riva. Sul prato, invece, si concorda il menù dai pezzi grossi della culinaria moderna: polenta e spezzatini per tutti; piatto unico ma abbondante… e buon barbera per la truppa. I ragazzi, intanto, si aggirano per il campo come la gente di Ilio: “Qui era la tenda di Claudio, qui quella di Mario… qui ci trovavamo per cantare… qui per concordare il lavoro…”

Ed intanto il Professor Beccaria dice che ce n’è per tutti:

per tutti i 111 presenti all’Alpe Pile oggi, per tutti i ragazzi del G.R.I.M. di Varallo e di Grignasco che giù hanno riposto lo zaino, per i simpatizzanti del nostro Gruppo e del C.A.I., ed anche  per la Commissione, perbacco, che sta archiviando un altro anno di servizio con un sacco pieno di soddisfazioni; soddisfazioni che spera di raccogliere il prossimo anno salendo:

il 12 Maggio all’Alpe Dorca di Rimasco,

il 2 Giugno alla Massa del Turlo,

il 29 Giugno al Becco della Guardia dove sarà deposto un Libro di Vetta,

il 14 Luglio ai Laghi del Rissuolo,

dal 24 Luglio al 3 Agosto in Campeggio,

l’8 Settembre all’Alpe Veglia o all’Alpe Devero in Val Formazza,

il 29 Settembre nella traversata Res di Fobello – Colle della Dorchetta – Rimella

il 13 Ottobre alla Castagnata cui spera parteciperanno tanti amici come oggi. 

Chiudiamo il libro

  

 

   Fra poco busserà alle porte di tutti i

Ragazzi che del LIBRO DI BORDO’73 furono

i protagonisti.

   Fra le righe ognuno di loro leggerà di

Se stesso, si rivedrà sul sentiero che l’ha

Portato alla vetta, nella tenda che l’ha ospitato

In Campeggio, fra gli amici dal viso arrossato.

   Riudrà la voce di quanti l’hanno incoraggiato

A salire, a guardare, a vivere.

   Rimpiangerà la quiete che non l’ha seguito

Quando scendeva al piano, quando al dolce

Suono dei campanacci si sostituiva il

Frastuono di un carosello assordante, lo

Sferragliare di ruspe stridenti, il vociare

Inconsulto la sera.

   Amerà i monti su cui ha combattuto le sue

Più belle battaglie, i verdi pascoli trapunti

Di fiori, le acque limpide scroscianti

Tra i sassi.

   Guarderà spesso alle creste che disegnano

Il cielo, alle vette che sfuggono al piano,

al sol morente che sfiora le nevi.

   E sentirà più vivo il desiderio di dar

Vita ad un altro libro, di sviluppare l’abbozzo

Iniziale, di esaurire la sete sull’alpe.

   Nel ’74 ritroverà gli amici, altri amici

Che incedono incerti, tanti amici che salgono

Ai monti.

Domani sarà un uomo: benedirà quella scuola

Nuova in cui insegnanti, uniti ai Soci del

C.A.I., lo guidarono a leggere il libro

Del mondo.

ELENCO PER RES VARALLO

2002

NOMINATIVO

POSTI

PREMOTATI

PRENOTAZIONE

SACCOPELO

PIANCA CRISTINA

1

1

30

SI

CALZINO ALESSANDRO

1

2

30

SI

DI BENEDETTO ERNESTO

2

4

28

SI

LESSONA FEDERICO

1

5

28

SI

CASAROLI MAICOL

1

6

28

SI

BURLA

3

9

28

SI

FORNARA REBECCA

1

10

28

SI

ALBERTONI MIRKO

1

11

28

?

ERBA PAOLO

1

13

28

SI

SARA

3

16

28

SI

DELLASETTE

2

18

28

SI

GIAMMARINO MAURIZIO

1

19

28

SI

ZENONE EMANUELE

1

20

28

SI

MAGNI MATTEO

1

21

28

?

INTINI ALESSANDRO

1

22

28

SI

MASSAROTTI

1

23

28

SI

TOSI MATTEO

1

24

28

SI

RICCIO FLORIANA

1

25

28

SI

PICCHIANTI

1

26

28

?

BARAVELLI

2

28

28

SI

DEAGOSTINI ANNA

1

29

28

?

2 BOY SCOUT

2

31

28

SI

BERARDI ?

1

32

28

?

CERLI ILARIA

1

33

28

?

Grim di P. Gallino e Commissione Scuola - Famiglia insieme alla Peccia.

 Ottobre 2002

Nonostante il tempo un po' incerto, siamo riusciti a realizzare la " Domenica Insieme" con meta Località Peccia in Val Vogna, dopo che le uscite programmate per il maggio e giugno scorsi erano state sospese a causa della pioggia !

L'uscita è stata organizzata dalla Commissione Scuola-Famiglia dell'Istituto Comprensivo di Varallo, con l'appoggio del G.R.I.M. di P.Gallino,ed è stata caratterizzata dalla simpatica idea di fare una polenta e latte, resa possibile grazie all'alpino Sig. Lazier Giovanni; egli, ospitando al Rifugio Res di Varallo una uscita del G.R.I.M. aveva invitato sino a cento "amici" nella sua casa all'Alpe Peccia, con la promessa di una super polenta per tutti. Il G.R.I.M. ha accolto con piacere l'offerta, estendendola  alla Commissione Scuola- Famiglia. Nella foto si può vedere una parte della comitiva.

Ancora una volta, è da sottolineare, il protagonista è un alpino della sezione valsesiana.

Sono proprio i vecchi alpini a distinguersi, in questo 2002, per la loro attenzione e le loro iniziative verso tutti i giovani che intendono avvicinarsi alla montagna e siamo certi che la collaborazione proseguirà in modo positivo.

Ricordiamo che la Commissione Scuola-Famiglia da anni propone ed organizza diverse attività per genitori-figli-docenti, che hanno lo scopo di intervenire e superare situazioni di disagio, cercando di promuovere salute fisica e psicologica; possiamo dire che ,tra queste, "Una domenica insieme" riscuote sempre grande successo.

E' nell'ottica del dialogo, dello scambio e di una collaborazione reale e proficua tra famiglie ed insegnanti che la Commissione opera da tempo: anche durante questo anno scolastico si realizzeranno diverse iniziative, che faremo conoscere attraverso le pagine di questo giornale.

Per concludere, cogliamo l'occasione per invitare tutti i bambini con i loro familiari alla castagnata di domenica 3 novembre , organizzata dal gruppo Camosci del CAI di Varallo presso l'Alpe Piane di Cervarolo.

. Il G.R.I.M., per l’ occasione, ha organizzato una grande caccia…….” allo gnomo “ con tanti premi e divertimento garantito per tutti.

 Maestra Liviana Righes