GROTTE DEL CAUDANO
21 Marzo 2010
Partenza ore 6.10 dalla stazione ferroviaria di Varallo, i 54 partecipanti
alla gita sono quasi tutti addormentati a causa dell'orario,
qualcuno è anche reduce del sabato sera. Sul pullman si cerca di ignorare
la noia e sconfiggere la stanchezza ascoltando un po' di musica o
parlando con gli amici. Le tre ore passano più o meno velocemente e
arrivati a Frabosa Sottana ci si prepara per l'entrata in grotta; il gruppo
speleo fornisce caschetti con torce frontali ai grimmini. Casco,giacca zaino a terra e via!!! Non avete letto male perché in grotta lo zaino
non si porta (salvo qualche accompagnatore per medicinali e
attrezzature) infatti in alcuni punti particolarmente stretti è
necessario chinarsi molto o anche strisciare e quindi il nostro amico
sarebbe d'ingombro. Dopo cinque minuti di cammino si entra in grotta, la
grotta del Caudano è strutturata su tre livelli dove una volta scorreva
l'acqua; all'ingresso ci dividiamo in due gruppi il primo inizia avisitare il livello centrale aperto al pubblico mentre il secondo
visita il terzo e viceversa, infine un gruppo di ragazzi
è sceso al livello più basso dove tuttora scorre ciò che rimane
dell'antico torrente sotterraneo (ramo attivo) che in passato formò queste
grotte. L'ambiente della grotta è umido ma non particolarmente
freddo, tutto è ricoperto da una fanghiglia molto bagnata che, al
contrario di quanto si possa pensare, rende l'ambiente quasi
suggestivo. Mentre camminiamo ammiriamo stalattiti e stalagmiti con
forme coniche di ogni dimensione; purtroppo molte di esse sono state
danneggiate dell'uomo, rotte alle estremità, per questo vengono
considerate fossili. Durante il cammino ci soffermiamo per pause dove
gli esperti ci spiegano la formazione dei saloni formati dall'erosione
dell'acqua. Molto coreografico il presepe costruito dentro alla grotta.
Ad un
certo punto tutti spengono la luce per “osservare”
l'oscurità e immedesimarsi nella vita delle creaturine che abitano
questi luoghi. Dopo aver strisciato un po' nel fango in una zona
alquanto angusta ci raggruppiamo per l'entrata nel livello
allagato: l'acqua arriva fino alle caviglie ma man mano che si avanza
aumenta la profondità e il freddo ai piedi. In alcuni punti, dove si
sono create delle buche, l'acqua arriva fin sopra al ginocchio! Quando
le gambe sono ormai intirizzire dal freddo usciamo dalle grotte e
torniamo al pullman dove ci cambiamo e pranziamo. Prima di rientrare
l'ultima tappa è al museo della montagna dove il custode, nonché suo
ideatore, ci illustra gli oggetti esposti che sono molto simili a
quelli utilizzati in Valsesia come la sega,la meula, la ranza.. Per questa
fantastica esperienza voglio ringraziare, a nome di tutti i grimmini, gli
istruttori della Commisione Speleo del Cai Varallo, con la quale da anni c’è
un’ottima intesa e collaborazione. La
giornata è stata molto piacevole, soprattutto perché a volte è bello
non solo ambire ad alte vette ma anche penetrare nel loro cuore.
Michele Tosi
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