Riva Valdobbia-Alpe Larecchio-Gressoney-Rif. Vigevano-Foric-Alagna

4-5 Agosto 2007

Il giorno 4 agosto il piccolo gruppo di Escursionisti Grim, così scherzosamente denominato da Elio alle 4 e 30 del mattino, si è ritrovato alla stazione ferroviaria di Varallo. Eravamo pronti per partire alla volta di Riva Valdobbia per la gita che si sarebbe appunto svolta il giorno 4 e 5 con pernottamento al Col d’Olen Giunti alla fine del percorso in auto a Riva dopo un’ora di viaggio, chiuse le macchine, con gli zaini in spalla subito ci siamo incamminati alla volta dell’alpe Larecchio. Per raggiungerlo siamo passati per il sentiero che segue la salita al rifugio Abate Carestia. Arrivati all’alpe Larecchio, ancora assonnati per la levataccia qualcuno ha avuto l’ occasione di spiluccare un po’ di panino e di bagnarsi la gola con dell’ottimo e a buon mercato “bianchin”. Ripresa la marcia dopo una buona mezz’ora il gruppo  è incappato in un pastore dal vocabolario non molto raffinato, visto il modo con cui si è rivolto al suo cane. Con in testa il pensiero ancora dello stravagante  pastore ridacchiando la piccola comitiva del Grim si è fatta strada fino all’ospizio Sottile, dove si è fermata per riempire le borracce e spiluccare ancora qualcosa di mangereccio. Ci siamo poi diretti ad un pratone dove  abbiamo fatto il vero e proprio pranzo e avuto l’occasione di bagnarci i piedi nelle fresche acque del ruscello. L’appetito non mancava, visto che la levataccia ci aveva costretto a saltare la colazione! L’escursione è continuata fino a Gressoney , attraverso un percorso in ripida discesa, che ha messo a dura prova ginocchia e alluci!! Arrivati in valle  ci siamo tolti gli scarponi e con i piedi doloranti abbiamo atteso per una mezz’oretta l’arrivo del pullman di linea che ci avrebbe portato alla stazione della funivia. Abbiamo depositato gli zaini nel bagagliaio e siamo saliti a bordo del mezzo; accaldati e stanchi come eravamo abbiamo gradito molto il viaggio motorizzato per mettere a riposo un po’ le gambe stanche.

Ormai era tardo pomeriggio:scesi dal pulman e  fatti i biglietti per l’ovovia siamo nuovamente saliti in quota al Passo dei Salati, con il calore del sole ormai verso il tramonto alle spalle. Di buon passo , ma per fortuna per pochi minuti, visto l’itinerario già pesante della giornata  siamo arrivati al rifugio Città di Vigevano (m. 2864). Pochi minuti dopo sono arrivati Vittorio e Alessandra molto più freschi e riposati di noi. Ci hanno assegnato le camere, abbiamo aspettato l’ora di cena accomodandoci su delle panche all’esterno, godendoci lo spettacolo offerto dai cuccioli di camoscio che si incornavano per giocare proprio sotto i nostri occhi. Venuta l’ora di cena gli amanti di una buona pasta non sono stati tanto contenti per il primo piatto preparatoci: minestrone., accompagnato però da un ottimo nero. Finita la cena siamo usciti per raggiungere  il rifugio Guglielmina proprio vicino  al nostro.  Gli accompagnatori e i ragazzi più grandi hanno assaggiato il liquore valdostano tipico per eccellenza: il Genepì e all’uscita qualcuno già cantava! Dopo la faticosa giornata ci siamo infilati nel letto e qualcuno di piantarla di cantare proprio non ne voleva sapere. Finalmente, comunque, ci siamo addormentati;  la mattina successiva, un po’ infreddoliti, dopo una buona colazione, abbiamo nuovamente  infilato gli scarponi e  via di buona lena  al passo Foric, diretti al vallone d’ Otro dove era in corso la festa dell’alpe. Vista la coda per prendere un primo caldo ci abbiamo rinunciato, ma Paolo ci ha gentilmente offerto la sua razione di polenta con la salsiccia che era riuscito ad avere. Ferruccio nel frattempo ci ha  raggiunto, abbiamo scattato la tradizionale  foto di gruppo e ci siamo preparati per il rientro verso Alagna .. La gita si è conclusa verso le 16 e 30,

Filippo Deambrosis

 

Salendo al Passo dei Salati

Al Passo dei Salati

Scendendo ad Otro