ALAGNA - RIF. CITTA' DI VCIGEVANO
10-11 LUGLIO
Ancora una due giorni memorabile per il Grim di Padre Gallino-Cai Varallo e gli amici del Cai di Bizzarone sul nostro magico Monte Rosa.
Al nastro di partenza più di 70 ad Alagna per raggiungere Pianalunga, poi alcuni accompagnatori del Grim e alcuni amici di Como si “dissociano temporaneamente” dalla gita per raggiungere il Rif. Vigevano attraverso la bella via ferrata del Cimalegna. Le condizioni meteo con una altissima umidità e l’orario mettono tutti a dura prova, dai ragazzi che salgono con il Grim il vallone Olen a Maurizio, il più anziano degli amici di Como che con le sue 74 primavere sta’ salendo la ferrata e neanche per la prima volta….
Nel pomeriggio il Prof. Freppaz e altri ricercatori coinvolgono piccoli e grandi, in una “full immersion” scientifica con tanto di esperimenti condotti anche dai più piccoli presso l’Istituto Mosso. I ragazzi bombardano di domande gli studiosi e il coinvolgimento supera le aspettative!
Dopo una cena molto apprezzata presso il Rif. Vigevano e vorrei aggiungere “parecchio festosa e goliardica”, si parla del programma di domenica, a farlo è il capo gita Paolo Erba, ma non solo…
Prevediamo che il giorno successivo potremo assistere alla corsa in montagna per skyrunner dedicata a Stefano Degasparis, ma soprattutto sarà una occasione per gli amici comaschi per conoscere il grande “Gnaro”, Silvio Mondinelli il secondo uomo degli 8.000, che mi ha detto presterà assistenza in zona Olen.
A questo punto vorremmo far conoscere agli amici di Como anche un’altra leggenda dell’alpinismo valsesiano, che con la sua modestia si mimetizza brillantemente nel gruppo come uno dei nonni oggi presenti con figlio e nipote! Si tratta di Gianni Galli, medaglia di bronzo al valor civile per avere compiuto uno dei salvataggi storici più incredibili della storia del Soccorso Alpino oltre ad avere compiuto prime ascensioni sulle alpi e sul Rosa con il fratello Fausto e Giorgio Bertone. Lui è l’unico ancora in vita e sarà proprio Gianni a rapire l’attenzione degli oltre 70 presenti in quel salone improvvisamente divenuto silenzioso. Sono attimi incedibili dove riesce, con il racconto di quell’episodio, a trasmettere emozioni forti, così dure da rimpallare e colpire anche lui che tante volte ha raccontato questo episodio. Gianni non trasmette solo l’eroismo ma soprattutto l’amore per la montagna, per i compagni di cordata per gli anni in cui l’alpinismo era soprattutto pionierismo, per i suoi 25 anni di allora.…. Al termine esplode più di un meritato applauso per il momento magico che ci ha fatto rivivere con la modestia e la simpatia che tutti conosciamo di lui e negli occhi di figlio e nipote si legge l’orgoglio.
Poi il Prof. Chiaberto inizia una “lezio brevis” di astronomia a portata di ragazzo mentre fuori il cielo si libera, le stelle brillano così il potente cannocchiale inquadra i primi satelliti con tanto di anelli e Gianni esclama: “ma dovevo venire al Col d’Olen a 75 anni per vedere un pianeta nello spazio, con gli anelli come ho visto sui libri di scuola?” Le esclamazioni dei ragazzi sono altre, quelle del loro tempo, ma di fatto anche per loro e per tutti noi è una esperienza nuova e coinvolgente. Nel pomeriggio avevamo già visto le famose “macchie solari” e ora sappiamo finalmente cosa sono. Si fa buio pesto e il Prof. Chiaberto ci può mostrare anche le costellazioni, ci fa vedere una stella che trasmette la luce di 1800 anni fa, le chiama tutte per nome come fossero pecorelle per un pastore e ci intrattiene sino a tarda ora.
Domenica 11 luglio, dopo colazione suonatina e cantatina con chitarra in attesa che arrivi Mario Soster, atteso da tutti noi con grande ansia e da me ancor di più, perché mi porta lo spazzolino da denti che avevo dimenticato a casa come un pivello!
Partiamo con Mario sulle pendici del Corno del Camoscio e mentre ci parla di “flora di alta montagna” svelandoci i segreti di questo mondo, arrivano il primo skyrunner ai Salati che salutiamo e incitiamo dall’alto del corno dove ci troviamo. Scendendo incontriamo anche l’insostituibile amico Valentino Morello ma non vediamo Gnaro, perché continuamente impegnato in piccole operazioni di soccorso a corridori e turisti un po’ maldestri. Solo Antonello che è rimasto al rifugio con la sua gamba “ingabbiata” dal tutore è riuscito a conoscerlo, per ora… Durante l’arco della giornata i più fortunati incontreranno Gnaro in giro e qualcuno scatta una foto ricordo con lui.
La discesa mette ancora a dura prova il gruppo: Dopo una sosta al “Sasso del Diavolo” e dopo avere tirato in ballo Satanasso più volte con il racconto delle leggende da cui questo sasso prende nome, ci sorprende una bella grandinata che ci accompagna sino a Piana Lunga, dove ci possiamo finalmente riparare e cambiare. Ci scambiamo indumenti asciutti, indipendentemente da sesso, età e taglia, purché siano asciutti!! Un gruppetto invece è sceso con Soster dal Foric, per andare a trovare Stefania Prioni, la nostra super ragazza alpinista del Grim, che oggi lavora in rifugio a Otro.
Due giorni intensi, ricchi di emozioni e di sorprese che ricorderemo con gli amici di Bizzarone per molto, molto tempo. Vorrei ringraziare gli amici comaschi e in particolare Antonello Capelli, il trascinatore del Cai di Bizzarone, ormai un amico. Grazie anche a Nicoletta Xausa che ha organizzato la visita all’Istituto Mosso, a Giuliano Masoni Bottone, Anna e tutti i rifugisti del Vigevano, cosa dire fantastici! Grazie ai Prof. Chiaberto e Freppaz con i loro staff di scienziati e ricercatori. Grazie all’amico Mario Soster e a tutti voi che con un racconto, un sorriso o una battuta avete reso la montagna ancora una volta la vera protagonista di una esperienza indimenticabile!
Lègru.
Uccio
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |