Lago di Como "Parco Naturale della Spina Verde"
29 Marzo
Il mal tempo rovina la gita… ma non la festa!
Questa volta il maltempo ci ha fatto ricordare l’anno passato ma non è comunque riuscito a rovinare quella che di fatto è stata una bellissima giornata con gli amici del Cai di Bizzarone (CO)
Partiti in una quarantina i coraggiosi valsesiani si sono trovati comunque puntuali alle 6 nonostante il cambio dell’ora legale e sono partiti per le valli comasche. Dopo la colazione a Bizzarone, considerata la pioggia, siamo scesi a Como città dove, con la filovia siamo saliti in quota per poi, con una mezz’ora di camminata molto umida ombrelli alla mano, salire al “faro” che sovrasta la città. Nonostante tutto, la visibilità sul lago e su Como era buona e ci ha permesso di godere di un panorama che sinceramente pensavo impossibile viste le premesse. Le signore e le ragazze hanno scrutato insistentemente la villa di “George Clooney” ma senza risultati apprezzabili.
Il ritorno a Bizzarone e poi l’incredibile ospitalità dei nostri amici presso la sede del Cai dove ci è stato offerto un ottimo pranzo caldo. Tanta allegria è stato il piatto forte della giornata alla faccia del cattivo tempo e come qualcuno dei nostri saggi amici comaschi ha detto: “bisogna saper cogliere il meglio del peggio”! E’ proprio vero perché se dal punto di vista alpinistico abbiamo combinato poco dal punto di vista aggregativo è stata una spedizione degna di successo. Non potevano mancare le chitarre e con sorpresa ho scoperto che, oltre a Jacopo che ormai è diventato uno Show Man rodato con lo strumento in mano, anche i più piccoli come Fabiola e Andrea si sono buttati e hanno suonato veramente bene per la loro prima esperienza di questo tipo.
Gli amici di Bizzarone ci hanno anche donato delle bellissime pubblicazioni di montagna che riguardano la loro zona e la zona confinale Svizzera che potrete trovare presto in biblioteca al Cai di Varallo. Foto di gruppo, baci abbracci e non si può dire di avere sprecato una giornata ma solo grazie a quello spirito di amicizia e allegria che chi ama la montagna sa apprezzare e sa donare senza riserve, trasformando una giornata meteorologicamente autunnale in una estiva, anche tra le quattro mura di una sede, ma una sede del C.A.I.
Uccio
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