FESTA DELL'ALPE AL LARECCHIO
19 Luglio
Buona la partecipazione alla Festa dell’Alpe organizzata dal Cai Varallo e che si è tenuta quest’anno all’Alpe Larecchio domenica 19 Luglio.
Ospiti della famiglia Carmellino, che tutto il popolo del Cai ringrazia e in un alpeggio tra i più incantevoli della nostra meravigliosa Valsesia, alcuni soci sono saliti già la sera del sabato come tradizione vorrebbe e come sarebbe auspicabile anche in futuro da parte di tutti i partecipanti, al fine di condividere la serata con gli alpigiani e i preparativi a questo appuntamento.
La mattina di domenica tutti al lavoro, si accendono i fuochi per preparare la tradizionale polenta e latte e quando i partecipanti sono arrivati, Don Carlo Elgo, inizia la celebrazione della Santa Messa.
Don Carlo sottolinea il significato profondo di questo appuntamento dedicato a chi vive ancora nella montagna e per la montagna. Ha ringraziato il Cai che ha organizzato la festa e ancor più i “protagonisti”, ovvero i pastori, la gente di montagna. Ribadisce anche l’importanza dell’incontro con Dio in queste occasioni perché sia vera festa, anche se è una fatica arrivare sin qui per qualsiasi Sacerdote, ma è anche un grande privilegio celebrare una Santa Messa con molte persone in questa magnifica Cattedrale che nessun uomo potrà mai costruire. (mentre lo dice osservo alle sue spalle l’ imponente opera del Corno Bianco).
Una nota personale: queste frasi mi riportano alle tante Messe alle quali ho assistito, celebrate sugli altari di roccia improvvisati di tutta la Valsesia da Padre Giovanni Gallino, il quale ci diceva sempre che in montagna “basta guardarsi intorno, poiché tutto ci parla di Dio”!
Al termine e dopo che una giovane ha recitato la Preghiera dell’Alpinista è il momento dell’atteso intervento del Presidente del Cai Varallo, Carlo Raiteri, appena ritornato da una “corsetta mattutina” sul Corno Bianco….. Penso che sia stato anche emozionante per Carlo essere qui in questa veste e considerando che la festa è stata una idea di papà Ovidio Raiteri, che ben 38 anni fa iniziò questa tradizione all’Alpe Campo di Sabbia!
Carlo ha ringraziato tutti i presenti, i soci del sodalizio e gli organizzatori della giornata nonché le autorità presenti in modo significativo con il Presidente del Consiglio Provinciale Pietro Bondetti, l’Assessore al Comune di Varallo Eraldo Botta e il Presidente del Parco Orazio Pandolfo. Dopo i saluti ha proceduto alla consegna dei riconoscimenti a Carmellino Osvaldo, Vaira Leonardo, Pollet Angelo e Carmellino Rino. Il riconoscimento consisteva in un poster ma soprattutto in una lampada, simbolo di quella fiamma viva che rappresenta la passione per questo difficile lavoro e indica la presenza dell’uomo lassù nell’alpe, anche nell’oscurità della notte. Anche Don Carlo riceve un libro del Cai Varallo a ricordo di questa giornata e per il costante impegno in questa ricorrenza.
Infine Bondetti brevemente prende la parola e porta il saluto dell’On. Buonanno, ribadendo la personale volontà e la necessità di un crescente coinvolgimento delle Istituzioni sulle problematiche della montagna che per la Provincia di Vercelli devono essere considerate come risorsa e priorità.
Dopo il pranzo è il momento della lotteria e per molti di una passeggiata al lago o tra i pascoli di questo alpeggio in festa, che tra poco tornerà alla sua normalità mentre noi scendiamo a valle….
Concludo ancora con un’ultima nota personale: mentre venivano consegnate le lampade ai quattro valligiani insigniti, mi è tornato in mente un episodio capitato qui vicino molti anni fa.
Mi trovavo al Passo del Rissuolo a quasi tremila metri, ormai all’imbrunire e dopo essere sceso dal Corno Bianco, ero diretto al Bivacco Gastaldi non lontano in linea d’aria dall’Arecchio anche se già in Val d’Aosta e in una zona che non conoscevo assolutamente. Allora il GPS era solo una fantasia e quando vidi salire la nebbia verso di me e l’oscurità era veramente alle porte una cosa mi colpì e mi confortò. Vidi sotto di me delle baite in lontananza da dove proveniva la luce sottile di una lampada che mi disse che lì c’era qualcuno. Questa cosa mi fece provare una bellissima sensazione di calore e di rassicurazione. Domenica ho rivissuto quel momento e per questo mi auguro che tutti, tornando da una escursione o dall’alto di una montagna, possiamo sempre scorgere una lampada accesa nella baita di un alpeggio e capire, rassicurati, che in questo mondo non siamo soli!
Uccio
Le foto sono della commissione fotocine cai varallo ad eccezione di quella scattata a Botta e Bondetti in mezzo ai rododendri
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