Gran Paradiso-Rif. Chivassesi e Jeravis-Colle del Nivolet

5 - 6 Luglio

Altra grande avventura fuori casa per i ragazzi del Grim.

Due anni fa, Romano Cesa varallese di Morondo residente nel Canavese, ci propone un’ scita fuori porta e nelle sue valli, più precisamente la Valle Orco nel Gran Paradiso, così decidiamo di accogliere la sua richiesta e con la sua collaborazione prepariamo l’uscita.

Sarà proprio l’accompagnatore Vittorio Prioni a curare questa collaborazione facendo anche l’uscita esplorativa con Romano e finalmente sabato 5 Luglio, con i pulmini del Comune di Varallo, partiamo. Il programma viene invertito, viste le pessime previsioni per domenica decidiamo di fare l’uscita più impegnativa il sabato e mai fu presa decisione più saggia!

Una splendida giornata ci accompagna salendo dal lago del Nivolet a 2.600 mt. Verso il lago del Rosset e sino al Colle del Rosset 3.023 mt.

Sotto il colle a 2.800 mt. c/a due accompagnatori e qualche ragazzo si fermano, il resto del gruppo prosegue. Anche il piccolo Yuri di 8 anni si incolla al sottoscritto e lentamente sale il suo primo 3.000 raggiungendo il colle alle 14.00. Sul colle però c’è vento, a un certo punto il cielo si fa scuro e arriva qualche goccia che spegne in un primo momento l’entusiasmo della mia proposta di raggiungere Punta Leynir a quasi 3.200 mt per cresta.

Il grosso del gruppo ridiscende quasi subito per raggiungere quelli che si sono fermati sotto il colle.

Valuto la situazione e decido con qualche accompagnatore e i ragazzi più forti di tentare. Quell’acqua secondo me è portata dal vento, proviamo a salire un pezzo. I fatti mi danno ragione subito arriva il sole in Valle Orco anche se nella vallata opposta che sale da Rèmhes Notre Dame e alle nostre spalle sulle punte francesi del Parc della Vanoise piove, ma non vedo pericolo di temporale.

Coraggio premiato mezz’ora dopo, quando raggiungiamo la punta con i più grandi ma anche con Michele Tosi e Greta Maria Carpani, i due più piccoli del gruppetto superstite. A farci compagnia in un panorama mozzafiato come pochi ho visto nella mia vita, solo uno stambecco sotto di noi, i fiori di Genepy nero e…uno stormo di uccelli bianchi non identificati che volavano in modo strano.

Mai così tanto sono state utili le nostre radio e la presenza dei numerosi accompagnatori, che ci hanno permesso di suddividere i gruppi in piena sicurezza mantenendo i contatti e la possibilità di conoscere le posizioni, grazie ai due GPS di cui disponiamo .

Inizia la delicata discesa per cresta, ci disponiamo alternati, ogni giovane un accompagnatore, non c’è da arrampicare e non vi è pericolo ma siamo comunque su una cresta a tratti affilata. Raggiungiamo il resto del gruppo al Lago di Leytaz sui 2.700 mt. passando per prati fioriti, si ma tutti quei fiori non erano margherite, bensì stelle alpine a centinaia!

Al ritorno ci fermiamo a visitare il museo di glaciologia presso il lago Serrù dove le marmotte pascolano ai bordi della strada e i camosci si vedono dal pulmino attraversare le valanghe sopra di noi.

Accoglienza ottima al rifugio Alpinisti Chivassesi sopra Ceresole con una marmotta che fischia dietro il rifugio e alcuni turisti che binocolano un nido d’aquila. Elio Cerutti ci raggiunge con una telefonata che ci fa immenso piacere, ricordandoci che quel rifugio ha ospitato anche lui e Padre Gallino nell’83/84 . Ma è dopo cena che si scatena la festa quando i ragazzi tirano fuori la chitarra del Grim dal pulmino e con alcuni accompagnatori si comincia a cantare e suonare sino alle 23. Dopo un giretto per Ceresole anche i ragazzi più grandi e gli accompagnatori più giovani decidono di ritirarsi nelle accoglienti camerette del rifugio che sembra più un’albergo.

Il giorno dopo recitiamo la preghiera dell’alpinista nella vicina cappelletta, ringraziamo Romano che ci conferma di avere conosciuto P. Gallino proprio in quel Rifugio e nell’occasione citata da Elio. Partiamo per il Rif. Jervis, ma solo per 30 minuti, sino a quasi 2.000 mt. quando la decisione di girare i tacchi e tornare al Rif. Chivassesi è irrevocabile, siamo nell’occhio del ciclone nel mezzo di un temporale improvviso e tutto sommato atteso.

Pranziamo al Rifugio e salta la salita al Jervis, dopo pranzo scendendo a valle Romano ci porta a visitare la bella grotta sotto la cascata di Noasca e poi tutti a Varallo, ma non prima di avere visto un bel esemplare di cicogna fuori dal nido sulla via del ritorno.

Grazie Romano, per il 2009 il Jervis è una promessa, qui all’unanimità abbiamo deciso tutti di ritornare!