CAMOSSARO DI CAMASCO

Parlando di Grim non ci si può aspettare qualcosa di “culinario”, anche se in effetti la buona tavola, specie dopo una bella camminata, non è mai disdegnata dai nostri famelici lupetti e meno giovani accompagnatori.

Così senza attendere proprio l’inizio del programma formale abbiamo deciso, in una bella domenica di gennaio, di fare un giretto di prova che si è rivelato anche un bel tracciato da proporre per il prossimo 2008, percorrendo un “periplo” tutto intorno alla frazione di Camasco.

Partiti da Camasco e più precisamente dalla casa dell’accompagnatore Vittorio Prioni, siamo risaliti per la pineta e poi sul crinale che porta alla cima del Camossaro.

In cresta eravamo immersi nella nebbia ma i riflessi azzurrini che essa presentava lasciavano già presupporre una bella sorpresa una volta giunti alla cima.

E così è stato, quando siamo arrivati in vetta dopo circa due ore di ascensione e abbiamo “bucato” la nebbia.

Ci siamo ritrovati con uno splendido sole, un mare di nebbia sotto di noi e le vette più alte delle montagne leggermente imbiancate ed illuminate.

Dopo un pranzetto e qualche foto scattata per immortalare la splendida scenografia abbiamo telefonato a Pierluigi, un accompagnatore che per motivi di salute quel giorno non ha potuto essere con noi e che molto ci invidiava, quando gli abbiamo descritto cosa stavamo ammirando, ma che ci ha seguiti per tutta la salita con il pensiero e augurava a tutti un buon proseguimento.

Scesi all’alpe Ranghetto ci siamo portati verso la cappelletta situata sul magnifico prato dell’alpe, dove paragonavamo la foto scattata esattamente un anno fa con tutta quella neve e le ciaspole ai piedi con   quella che stavamo scattando in quel momento……decisamente più estiva!

Dopo avere ricordato Padre Gallino recitando la preghiera dell’alpinista, abbiamo raggiunto l’alpe  Sacchi e poi siamo ridiscesi a Camasco esattamente davanti a casa Prioni.

Qui l’assaggio c’è stato veramente e molto più culinario, sono spuntati dagli zaini i salami fatti dall’accompagnatore Sergio, prosciutti, dolci bottiglie di vino e peperoni sottaceto, dando il via ad una merenda cenoira di tutto rispetto.

Mentre gli accompagnatori iniziavano la digestione e si concedevano il meritato riposo vicino alla stufa i giovani “figlioli” e qualche amico che hanno partecipato alla gita trovavano ancora il coraggio e soprattutto la forza di uscire a giocare, scorrazzando in lungo e in largo per la frazione.

Come previsto i “pargoli” non hanno fatto fatica quella sera a prendere sonno ma per la verità neanche noi, ritornando con la mente al magnifico panorama che la montagna ci ha offerto, anche in quella che poteva essere una normale e un pò noiosa domenica d’inverno, con poca neve...

Verso il Camossaro

In vetta

Verso il Monte Ostano

Sul sentiero dal Ranghetto ai Sacchi